La guerra dei dazi vede nel forex un vincitore su tutti: lo yen giapponese

3' di lettura Ancona 13/07/2018 - "Il mercato rimane in modalità risk-off, scaricando le monete espressione di Paesi orientati alle esportazioni favorendo lo yen e il franco svizzero" spiega Masset.

Lo yen ha trovato nella diatriba innescata dall'imposizione dei dazi un alleato forte.

Le conseguenze della guerra dei dazi non sembrano favorire le valute dei paesi fortemente propensi ad esportare, a favore di realtà quali lo yen giapponese e il franco svizzero.

La moneta giapponese di fatto si rafforza, primeggiando un po' su tutte le valute più importanti, che gravitano sui mercati principali.

La guerra commerciale, innescata dalle scelte dell'amministrazione Trump su dazi, è foriera di tanta confusione sul mercato valutario, e gli analisti stanno cercando di intuire quali potrebbero essere i risvolti e a che cosa potrebbe andare incontro il mercato.

Yen giapponese e franco svizzero, una sorta di bene rifugio

A rafforzare lo yen e il franco svizzero è la considerazione che le due valute rappresentino una sorta di moneta rifugio, il cui destino sembra essere quello di restare a galla nel mare delle incertezze, generate dalla guerra commerciale globale che ha scatenato il presidente Usa, Donald Trump, con la decisione di imporre tutta una serie di dazi ai danni soprattutto della Cina.

Ma i timori che gli Stati Uniti si muovano pesantemente anche nei confronti dei partner commerciali di lunga data sono tali e tanti da alimentare mille paure.

Il rappresentante Usa al Commercio Robert Lighthizer si è stupito della posizione dell'Unione Europea, criticando fortemente le ritorsioni tariffarie con cui hanno risposto i paesi della zona euro ai dazi.

Lighthizer ha considerato le prese di posizione europee alle stregua d'un uso "ipocrita e distorto" delle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto).

La posizione europea "e di coloro che li seguono" , Cina in testa, è stata oggetto di forti critiche americane.

Il mercato in "modalità risk-off" secondo le parole di Arnaud Masset, analista Swissquote ed esperto di forex

"Il mercato rimane in modalità risk-off, scaricando le monete espressione di Paesi orientati alle esportazioni e favorendo invece il franco svizzero e lo yen – spiega Arnaud Masset, analista Swissquote ed esperto di forex -. Onestamente, non vediamo alcuna ragione di inversione di questa tendenza, almeno nel breve periodo, o per lo meno fintantoché persisterà questa incertezza".

La valuta americana e le scelte future di Trump

Se il dollaro americano ha ottenuto interessanti vantaggi dal momento di incertezza generato sui mercato dalle scelte dell'amministrazione Trump, avanzando su un buon numero di monete, nulla può fare contro lo strapotere delle monete rifugio.

Sulle scelte future del presidente Trump non può pesare solo marginalmente la situazione del dollaro, e la posizione assunta dagli operatori dei mercati, che rischia di indebolirlo.

Di fatto Trump ha subito una battuta d'arresto a fronte delle contromisure messe in campo da chi ha subito i dazi.

Ma a pesare sulle scelte di Trump sono anche gli annunci sbandierati dalle aziende americane sui possibili trasferimenti di sede per non morire sotto la tagliola dei dazi doganali.

Trump dovrà rivedere le sue posizioni, se non vorrà perdere su tutta la linea, scegliendo di allentare le tensioni sulla situazione creatasi, optando per una rinegoziazione con i partner commerciali sul nodo dazi.






Questo è un articolo pubblicato il 13-07-2018 alle 13:18 sul giornale del 13 luglio 2018 - 199 letture

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