Regolamento sul gioco d’azzardo e dimensioni del fenomeno: la realtà di Ancona

4' di lettura Ancona 20/07/2018 - Il blocco totale della pubblicità al gioco introdotto dal Decreto Dignità ha riacceso il dibattito sul settore, sul quale si confrontano due fronti opposti: da un lato coloro che si concentrano soprattutto sulla lotta al gioco compulsivo, dall’altro coloro che sottolineano che seppure qualsiasi regolamentazione è benvenuto, il gioco rappresenta una forma di intrattenimento che è legale nel nostro Paese e che dà lavoro ad un gran numero di persone.

Il successo del gioco d’azzardo in Italia è senza dubbio evidente, anche se esistono fonti statistiche differenti, è chiaro che il comparto rappresenta il terzo settore economico nel Paese. Anche se gli italiani sono grandi appassionati di Lotterie e Gratta e Vinci, le opzioni di gioco legale via internet offerte dai casinò online e dai siti di scommesse, hanno fatto da traino al settore. Il gioco online in particolare sembra rispondere adeguatamente al profilo dei giocatori moderni che preferiscono usare smartphone e tablet per divertirsi e giocare con le slot machine via cellulare.

A questo successo ovviamente hanno fatto da contraltare le crescenti preoccupazioni per la diffusione delle ludopatie, il cui contrasto è stato spesso affidato alle iniziative delle amministrazioni locali.

Circa 3 mesi fa, ad esempio, il Consiglio Comunale di Ancona ha approvato un regolamento sul gioco che rende operativa la legge regionale n. 3 del 2017 sul Gap. Con l’introduzione delle nuove regole su tutto il territorio provinciale verrà applicato il cosiddetto distanziometro, cioè sarà vietata la presenza di apparecchi di gioco a meno di 500 metri dai luoghi considerati sensibili (scuole di ogni ordine e grado, banche e sportelli bancomat, uffici postali, esercizi per acquisto e vendita di oggetti preziosi ed oro usato). Questa singola regola sulla distanza, produrrà una drastica riduzione dei locali con giochi e slot machine, che passeranno da 118 a 5 entro il 2019.

Sono numerosi i capoluoghi italiani che, come Ancona, si sono attivati per creare regole che potessero essere funzionali al contrasto alle ludopatie, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, tuttavia non è sempre chiaro se le misure adottate sono davvero giustificate dalla dimensione del problema né se sono efficaci al combatterlo.

Proprio domande di questo tipo hanno ispirato uno studio commissionato da IlSole24Ore a Infodata, per la creazione di una mappa che indicasse i livelli raccolta dei giochi (cioè tutto il denaro puntato non considerando le vincite) e la correlazione degli stessi con il livello di reddito. I dati utilizzati sono stati quelli forniti dall’Agenzia Dogane e Monopoli ed includono tutte le forme di azzardo, dalle slot machine tradizionali a quelle online, il bingo, i casinò a distanza, ma anche scommesse sportive, lotterie e gratta e vinci.

Considerando una raccolta media nazionale pro-capite di 610,3€, sono solo cinque i comuni anconetani che superano tale livello: Monsano (3.269,18€), Castelbellino (840,63€), Senigallia (819,84€), Loreto (742,92€) e Ancona (729,30€). Questi dati, già di per sé interessanti, acquistano maggior significato se si mettono in collegamento con altre dimensioni, come ad esempio il reddito medio pro-capite, come forniti dal Ministero delle Finanze. La mappatura di Infodata evidenza che, laddove la quota di denaro dedicata ai giochi è più consistente vi è anche un reddito più alto, come ad esempio accade a Senigallia, Monsano, Castelbellino e Loreto. I dati statistici sembrano quindi indicare che si gioca di più dove i cittadini se lo possono effettivamente permettere, in base alle loro entrate. Anche la correlazione tra livello di disoccupazione e raccolta, sembra andare nella stessa direzione: Ancona ha una percentuale di disoccupazione del 12,46% che è di poco al di superiore alla media nazionale (11,21%) e ad essa corrisponde una raccolta, a livello provinciale, che è al di sotto della media del Paese.

Se questi sono i dati sul fenomeno del gioco ad Ancona, è difficile prevedere se il regolamento approvato e tutte le altre misure di contrasto alle ludopatie avranno gli effetti sperati o se invece non produrrà un semplice spostamento delle giocate, dalle forme di gioco tradizionali e quelle online, che non sono sottoposte a limiti di distanza o orario.






Questo è un articolo pubblicato il 20-07-2018 alle 11:40 sul giornale del 20 luglio 2018 - 558 letture

In questo articolo si parla di attualità, redazione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aWOb