Daniela Diomedi - Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Ancona: "Cosa ci fanno respirare?"

Ancona 02/08/2018 - Cosa ci fanno respirare? Nel 2010 solo ad Aprile erano stati registrati 12 sforamenti in via Bocconi e 10 in zona Porto e Torrette. Ai tempi le misurazioni si facevano perché avevamo le centraline.

Correva l’anno 2011 e nel Comune di Ancona si decise di toglierle e da quel momento il rilevamento degli inquinanti non si fece più; ne rimase solo una – cosiddetta di fondo urbano – alla Cittadella (sta in un parco.. appunto URBANO). Anche questa fa registrare sforamenti ma, data la sua posizione, questi sono sempre stati al di sotto del limite del numero consentito per anno .

Da quel momento in poi ad Ancona l’aria è divenuta salubre per legge. Da quel momento in poi qualche “grida” di protesta, inascoltate, e molti propositi – tutti rimasti su carta – zero ordinanze, zero interventi, zero attenzione.. mentre il Porto ha continuato a “fumare” senza filtro, il traffico veicolare a circolare senza limite alcuno, il TPL a impoverire.

Le conseguenze della colpevole – e sottolineo colpevole – inerzia (locale e nazionale) sono scaricate – da ANNI - sulla pelle e sulla salute dei cittadini anconetani.

In attesa che il Progetto Inquinamento Aerobiologico e da PM 10 e 2.5 parta (è in stand by da 2 anni) e che si dia il via al Piano di Sorveglianza Epidemiologica e sanitaria residente in zona AERCA, di cui Ancona fa parte, si consente – e si consentirà - che la popolazione respiri di tutto e di più. Ritengo non si possa più ulteriormente aspettare.

In attesa dei risultati dei rilevamenti dei campionamenti che volontariamente privati cittadini e Associazioni hanno promosso, il Sindaco di Ancona non dovrebbe più ignorare che gli Anconetani si stanno avvelenando…. Così come forse la Capitaneria di porto… basta voltarsi a guardare altrove!

Sicuramente LA NORMATIVA VIGENTE è da svecchiare, in considerazione che i cittadini che abitano le città portuali del SUD dell’Europa NON sono di serie B.

Che fare? Sicuramentieci sono azioni da intraprendere localmente – quanto ai Porti: bandire l’accesso alle imbarcazioni obsolete , pretendere stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria più vicine ai moli, la trasparenza dei controlli, la definizione di accordi volontari e la loro trasformazione in ordinanze vincolanti, – ed iniziative da portare avanti a livello nazionale e sovranazionale – interventi legislativi quali incentivi alla “rottamazione”, estensione anticipata della zona geografica d’impiego obbligatorio del combustibile a basso tenore di zolfo.

Fare “rete” tra i comitati delle città di porto italiane potrà permettere di mettere maggiore pressione agli armatori e di vincere le obiezioni di una parte della cittadinanza che teme sempre che gli armatori porteranno altrove le loro navi, ma una sensibilità spesa a livello legislativo e regolamentare sicuramente potrà giovare alla causa.

Non possiamo permetterci ulteriori distrazioni.


da Daniela Diomedi
     M5S Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2018 alle 17:00 sul giornale del 03 agosto 2018 - 987 letture

In questo articolo si parla di politica, ancona, M5S, Daniela Diomedi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aXcT





logoEV