Genova chiede aiuto e le Marche rispondono con la squadra cinofila dei Vigili del Fuoco

Ancona 20/08/2018 - 5 cani molecolari che hanno dimostrato già le loro abilità in occasione del terremoto hanno messo ancora una volta a disposizione il loro fiuto nell’intervento sulle macerie del Ponte Morandi a Genova

Una squadra di campioni quella formata dai 5 cani molecolari delle Marche, provenienti ognuno da una diversa provincia della regione. 2 border collie (Kira, Desmo e Galassia) un Labrador (Marley) e un pastore tedesco (Hero) che si sono distinti ancora una volta assieme ai loro padroni e addestratori dei Vigili del Fuoco nella ricerca di feriti e sopravvissuti nel terribile scenario delle macerie del ponte crollato a Genova. In tre sono giunti la notte stessa del disastro, raggiunti in seguito dai due “colleghi”, gli animali hanno dovuto affrontare uno scenario difficile e pericoloso per svariati motivi. “Le macerie non erano come quelle di un terremoto” racconta uno degli addestratori “non dovevamo fronteggiare ammassi di laterizi, ma enormi blocchi di calcestruzzo grandi come macchine. Le parti in ferro non erano i normali tondini ma enormi sbarre contorte e il fiume minacciava di gonfiarsi di ora in ora sotto la pioggia”. Difficile anche l’impervia discesa verso il greto del fiume Polcevera. “Abbiamo percorso la discesa con i cani in spalla, alcuni sono stati effettivamente calati e sollevati con le gru, ma sono operazioni che si praticano abitualmente alle quali i cani sono addestrati”.

Le Ricerche

Le operazioni si sono protratte per giorni, contando sull’infaticabile spirito e vigore fisico degli animali, ma anche degli stessi padroni che affiancavano i loro compagni. I 5 Vigili del fuoco a 4 zampe non hanno trovato nessun superstite, ma il loro apporto come quello degli altri è stato fondamentale per la bonifica della zona e accelerare le ricerche dei superstiti. I cani riescono a capire quasi sempre se sotto le macerie la persona è ancora viva o deceduta e lo segnalano di conseguenza, permettendo di concentrare le ricerche su chi ancora si può salvare. Una modalità che permette di scavare quasi a colpo sicuro, in seguito poi sono partite le operazioni per recuperare i dispersi, sempre basate sul fino odorato dei cani molecolari. “L’ultimo giorno, cercando gli ultimi dispersi siamo stati incaricati di verificare una zona in cui erano state trovate un paio di calze. I cani erano stanchi e giù di morale. Succede quando non riescono a trovare nessuno in vita, cosa che è il loro obiettivo primario. Stando ben attenti a non farci vedere dalle telecamere per non creare false aspettative, uno di noi si è nascosto tra le macerie per farsi appositamente ritrovare dai cani. Completato il loro compito erano di nuovo attivi e pronti all’azione. È importante che il cane chiuda un ciclo di ricerche in maniera positiva, lo sprona a dare ancora il meglio. Poi sotto quelle macerie per fortuna non cera nessuno”.

Cani e addestratore, coppia inscindibile

Osservando i cani molecolari dei Vigili del fuoco emerge a prima l’estrema fiducia e connessione tra cane e padrone. Non è sbagliato in questo caso parlare di padrone perché i cani dei vigili del fuoco, diversamente da altri reparti cinofili, appartengono effettivamente all’agente della squadra cinofila. Vivono con il loro addestratore, iniziando ad allenarsi fin dai 3 mesi di vita, vanno con lui a lavoro tutti i giorni e la sera tornano a casa, in quella che è a tutti gli effetti la loro famiglia. Un impegno anche gravoso, le ore di addestramento sono escluse dai normali turni dei Vigili della cinofila, ma il corpo contribuisce con una quota mensile di croccantini e spese veterinarie pagate. Un metodo questo che permette di costruire una perfetta sintonia tra addestratore e animale: “Per loro è un gioco, lavorano per far felici noi padroni. A volte è difficile per noi addestratori incitarli al gioco in situazioni tanto drammatiche, ma loro si dimostrano sempre all’altezza. Anche quando si provano cose nuove in addestramento capita più spesso che a sbagliare siamo noi addestratori, loro sanno sempre cosa fare”. Accede spesso che questi incredibili cani, soprattutto in situazioni di criticità arrivino a stupire i loro stessi addestratori dimostrando sbalorditive capacità come testimonia l’addestratore del giovane border collie Desmo: “Per risalire dal letto del fiume occorreva salire una scala italiana (Una scala a pioli di oltre 10 metri di altezza), Desmo non l’aveva mai fatto e stavamo studiando un percorso alternativo, ma provando ci è riuscito al primo tentativo” racconta il Vigile del fuoco, guardando con orgoglio il cane seduto compostamente al suo fianco.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-08-2018 alle 20:32 sul giornale del 21 agosto 2018 - 778 letture

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