Polizia amica, quando prestare orecchio può salvare una vita

2' di lettura Ancona 23/08/2018 - Un buon orecchio è una dote preziosa in una Agente di Polizia, dimostrata non solo dai poliziotti che hanno sentito i lamenti di un anziano caduto a terra nel proprio appartamento, ma anche da quelli che hanno prestato ascolto all’autore di un furtarello bisognoso di qualcuno con cui parlare

Erano le 18 di mercoledì, quando i due Agenti della volante della Polizia, impegnati nel presidio del territorio avvertivano la flebile voce di un anziano lamentarsi sommessamente. Individuata la finestra di via Vallemiano dalla quale proveniva la voce, essendo questa ad un’altezza ridotta rispetto alla strada e aperta, i due Agenti si improvvisavano scalatori, riuscendo ad introdursi nell’appartamento scalando la parete.

Una volta all’interno della casa i due agenti rivenivano effettivamente un anziano steso a terra. Il signore era in buone condizioni di salute nonostante la caduta, ma non riusciva ad alzarsi o a chiamare aiuto, fondamentale quindi l’intervento degli Agenti, senza il quale l’anziano rischiava di rimanere immobilizzato sul pavimento per chissà quante ore. Venivano quindi chiamati i soccorsi medici del 118 per ulteriori controlli sulla salute del signore, che ringraziava i due angeli in divisa per la celerità dell’intervento.

Circa nello stesso momento, in una zona diversa della città, due colleghi fermavano un 30enne, che aveva appena commesso un piccolo furto in un esercizio commerciale. Portato in Questura per la denuncia e il protocollo di rito, l’uomo testimoniava agli Agenti una profonda sofferenza per le sue condizioni di vita, tra le quali a pesargli la solitudine, tanto da trovare conforto nel parlare con gli stessi Agenti che lo avevano arrestato poco prima. Un’esperienza tanto positiva per il ladruncolo, da esprimere, al termine delle formalità, poco prima che venisse rilasciato e che gli Agenti tornassero a casa al termine di un lungo servizio sulle strade di Ancona, il desiderio di intrattenersi ancora qualche minuto a conversare con gli Agenti.

I Poliziotti, benchè stremati, erano felici di sottrarre al loro tempo libero qualche minuto, per fornire ascolto al 30enne. Una conversazione edificante per il ragazzo, che trovava finalmente uno sfogo alle proprie frustrazioni nella comprensione dei due Agenti, che non mancavano però di redarguirlo con dolcezza nella prospettiva di commettere altri reati. Alla fine di quella che era diventata quasi una chiacchierata tra vecchi amici il ragazzo ringraziava con affetto gli Agenti: “voi siete delle forze...le forze del bene".


di  Filippo Alfieri
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Questo è un articolo pubblicato il 23-08-2018 alle 17:13 sul giornale del 24 agosto 2018 - 609 letture

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