Investe la moglie e poi infierisce con il martello. Condannato a 14 anni

avvocati legge tribunale Ancona 21/11/2018 - Il legale di Ancona, l’Avvocato Gabriele Galeazzi: “Ricorreremo in appello. Non è stata valutata la seminfermità mentale del nostro cliente”

La brutale aggressione si era consumata nella notte del 27 ottobre 2017, quando il Besnik Habibaj, muratore albanese di 56 anni, aveva investito l’ex moglie nel parcheggio di un locale notturno nei pressi di Montecassiano, per poi infierire sulla donna inerme colpendola a martellate e con la chiave a croce della macchina. Un matrimonio arrivato alla fine e una gelosia insopportabile per l’ex marito, che aveva aspettato che la donna di 46 anni uscisse dal corso di ballo che aveva iniziato a frequentare per sfogare la sua rabbia omicida.

Habibaj veniva subito arresta, la sua vittima trasportata all’Ospedale Regionale di Torrette in gravissime condizioni. Dopo mesi di coma indotto la donna finalmente apriva gli occhi, ma la sua vita non sarebbe stata più la stessa, l’aggressione l’aveva lasciata infatti paralizzata. Iniziavano intanto le indagini, che attestavano una storia di violenze e soprusi, che avevano portato la moglie del muratore a chiedere il divorzio ed ottenere anche un provvedimento di divieto di avvicinarsi per il geloso ex marito.

Intanto Habibaj dal carcere di Marino del Tronto ad Ascoli, testimoniava agli inquirenti di non ricordare nulla dell’aggressioni né dei momenti precedenti alle stessa, palesando inoltre una forte depressione. Il processo veniva costituito con rito abbreviato e da subito si capiva che chiave di volta del procedimento sarebbe stata la perizia psichiatrica del Consulente Tecnico del Tribunale di Macerata riguardo allo stato di lucidità di Habibaj al momento dell’aggressione.

Secondo la perizia psichiatrica Besnik Habibaj era in grado di intendere e di volere la notte in cui aggredì fin quasi ad ucciderla la propria ex moglie. Quasi scontata la decisione del Giudice Giovanni Maria Manzoni, che condannava l’imputato a 14 anni di reclusione per tentato omicidio aggravato dai futili motivi (il PM Ciccioli ne aveva chiesti 16) e al risarcimento di 50 mila euro ad ognuno dei figli della coppia e di 250 mila alla donna, tuttora ricoverata in un istituto di riabilitazione.

Una sentenza basata secondo l’Avvocato della difesa Gabriele Galeazzi su una valutazione psichiatrica sbagliata del CTU: “Faremo sicuramente ricorso in Appello in quanto non è stata valutata la seminfermità mentale”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it






Questo è un articolo pubblicato il 21-11-2018 alle 20:42 sul giornale del 22 novembre 2018 - 344 letture

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