La mitologia è più viva che mai. Film e videogiochi ne sono un esempio

Ancona 06/12/2018 - Di popoli magici, eroi, dei e dee, animali incantati e battaglie epiche: di questo ci racconta la mitologia. Se c’era un’ora di lezione che quantomeno portava un po’ di magia a scuola era Epica, alle scuole medie o l’inizio della letteratura inglese, con il Beowulf e i suoi richiami alla tradizione nordica

Poi ci sono i film, i giochi, i videogiochi, e oggi anche le slot machine, che ci riportano costantemente in quei mondi incantanti, fatti di eroi invincibili, di viaggi tra universi, di rituali e sacrifici agli dei, di conquiste terrene ed ultraterrene. Nella produzione cinematografica in particolare, la mitologia sembra essere una scelta vincente per portare gli spettatori nelle sale e riempire i botteghini. Anche i videogiochi hanno colto lo spunto e fanno rivivere ai giocatori temi mitologici. Sulla scia di questa capacità di attrazione magnetica che sa esercitare la mitologia in film e videogiochi, anche le slot machine hanno iniziato a proporre storie che si basano sul mito, riuscendo in un certo senso a mantenere viva una parte della nostra cultura comune: le tradizioni mitologiche come tassello della nostra identità.

Il mio grosso, grasso… mito greco: la mitologia greca in film e cartoni

Ripensando alla produzione cinematografica, non mancano i film che hanno preso spunto dalla mitologia per intessere una trama ricca di mistero, azione, esoterismo e fantasia per il pieno godimento del pubblico. Dalla Grecia, dall’America Latina, dall’Asia, dai paesi nordici, i miti approdano sul grande e sul piccolo schermo, in film e cartoni animati. La mitologia greca sembra essere quella di maggiore successo. C’è chi è cresciuto, negli anni ’80, con il cartone di Pollon, che raffigura gli dei dell’Olimpo e le loro (dis)avventure, chi con il film di animazione della Disney Hercules, del 1997, una delle tantissime rappresentazioni di Hercules. Come dimenticare, poi, il Troy della Warner Bross con Brad Pitt (2004), che porta sullo chermo l’Iliade di Omero; o 300 (2006), sulla battaglia delle Termopili tra re Leonida e Serse. Per gli appassionati del fantasy c’è la saga di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo (2010), dove il protagonista è un semidio coinvolto in movimentate avventure con gli dei dell’Olimpo. Il 2017 ha visto, poi, l’uscita del film Wonder Woman, tratto dai fumetti della DC Comics, che porta sullo schermo l’amazzone Diana, figlia di Ippolita e Zeus che si lancia in combattimento contro Ares per porre fine alla guerra una volta per tutte.

Fuori dai confini europei, tra i Norreni e i Maya.

Ma non c’è solo la Grecia. Viene rivisitata la mitologia norrena nella saga della Marvel su Thor, in cui ritroviamo l’Yggdrasil, o l’albero della vita, interpretato come una nebulosa-ponte (Il Bifrost) che collega nove mondi sorretti dalle radici dell’albero, Thor figlio del dio Odino, il regno di Asgard, e tanti altri riferimento al mito norreno. Il personaggio di Thor sembra riscuotere tanto successo e apprezzamento che è diventato anche il protagonista di un gioco da slot machine, Thunderstruck. Sulla piattaforma di gioco online di Betway, il figlio di Odino e il suo martello non sono gli unici a fare cassa con una storia mitologica alla base: anche Highlander, tratto dal film sullo scozzese immortale del 1986 con Christopher Lambert, attira molti appassionati. Per gli amanti del catastrofismo e delle profezie, invece, arrivano i Maya. Tutti ricorderemo il 2012, altro anno 2000 in cui sembrava che dovesse finire il mondo o avvenire una radicale trasformazione umana secondo il calendario Maya, che avrebbe concluso il suo tredicesimo ciclo il 21 novembre di quell’anno e segnato, così una svolta epocale. Proprio da questa profezia è stato tratto il film 2012 (del 2009) con Roland Emmerich, distribuito dalla Sony Pictures, che raffigura la fine del mondo come noi lo conosciamo.

La mitologia entra anche nei videogiochi

Lo schermo ci aiuta a fruire di film e cartoni, ma anche di videogiochi. Anche i videogiochi non si possono considerare al riparo dalla mitologia, che non può fare a meno di ripresentarsi sotto forma di riferimento a essere leggendari o entità di qualche tipo. Torna la mitologia norrena in Final Fantasy, popolarissima serie di videogiochi giapponese prodotta de Square Enix, ora giunta al XV capitolo. Nel XIII appuntamento di questa saga, torna il Ragnarok, figura che distrugge il mondo del videogioco. Nella mitologia norrena, i Ragnarok sono la rappresentazione dello scontro fra bene e male; il nome sembra derivare da “ragna”, cioè dei, e “rok”, cioè fato o crepuscolo. Dallo scontro di queste forze benigne e maligne, il mondo si distrugge e si rigenera. Riferimenti alla mitologia scandinava e greca li troviamo anche in God of War, altra fortunata serie di produzione della SIE Santa Monica Studio che ambienta la storia prima sulla base della mitologia greca e poi, con l’uscita del 2018, in quella nordica. Il protagonista è Kratos, generale spartano, che stringe un patto con Ares, dio della guerra, perché stermini i suoi nemici. Questi due, Final Fantasy e God of War, sono solo due della lunghissima lista di videogiochi che hanno tratto spunto dalla mitologia per creare la loro trama, come l’hanno fato anche Age of Mythology, Titan Quest, Assassin’s Creed, Folklore e tanti altri.

La mitologia è una parte della nostra cultura, come la musica, molto antica. È quell’insieme di antiche storie e leggende che hanno segnato l’avvio della letteratura di certuni popoli e che hanno intriso di magia l’immaginario collettivo. I film e i videogiochi ne hanno colto l’incanto e l’hanno trasformata in accattivanti trame e sceneggiature per gli spettatori e i giocatori di oggi.





Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2018 alle 09:26 sul giornale del 06 dicembre 2018 - 292 letture

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