Raffica di arresti e denunce, sgominata banda di spacciatori attiva in tutta la provincia

Droga 2' di lettura Ancona 12/03/2019 - Spacciavano hashish in tutta la provincia di Ancona: smantellata dai carabinieri un'associazione criminale dedita al traffico di droga composta in gran parte da cittadini marocchini.

Sette arrestati e ventisette indagati: sono i numeri dell'inchiesta iniziata nel marzo 2017 dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Ancona e coordinata dai pm Paolo Gubinelli e Daniele Paci che si è conclusa martedì con una quindicina di perquisizioni domiciliari e sequestri di beni.

Dalle indagini è emerso che la banda era in grado di far giungere nelle Marche ingenti quantitativi di droga, sopratutto hashish, nello specifico una particolare qualità chiamata “barbuka”, grazie a contatti con fornitori di altre regioni (Emilia-Romagna e Lombardia). L'organizzazione era attiva in tutta la provincia di Ancona, con una serie di referenti locali e una vasta rete di piccoli spacciatori.

Il primo importante riscontro investigativo arriva il 4 luglio 2017 quando viene arrestato a Santa Maria Nuova S.B., italiano classe '89, trovato in possesso di 10 grammi di cocaina e 247 grammi di hashish. Nei mesi successivi gli altri arresti: S.B., italiano classe 1973 a Falconara Marittima, trovato in possesso di 10 grammi di cocaina; a Montemarciano, A.F., tunisino, classe '66, trovato in possesso di un chilo di hashish; ad Ancona, nei pressi dell’uscita autostradale di Ancona sud, H.I.E.K., classe 1982, e K.B., classe 1985, entrambi marocchini, trovati in possesso di 520 grammi di hashish; a Jesi, C.C., italiano, classe 1962, trovato in possesso di 280 grammi di hashish; ad Ancona, presso la stazione ferroviaria, C.E.J., marocchino, classe 1977.

Le figure di riferimento dell'organizzazione erano tutti cittadini marocchini: il cassiere, i gestori delle varie piazze di spaccio e chi si occupava di ottenere la droga dai fornitori fuori regione. Gli indagati sono in tutto 27: tra questi anche un cingalese gestore di un phone center di Falconara dove la banda si riforniva delle schede telefoniche usate per le attività di spaccio, cambiate di frequente e attivate con intestazioni a terze persone inconsapevoli o inesistenti.

Nel corso dell'operazione sono state inoltre sequestrati una serie di beni nella disponibilità di diversi membri della banda: due auto, una moto, un appartamento e un conto bancario.


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Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2019 alle 17:04 sul giornale del 13 marzo 2019 - 801 letture

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