50° Univpm, Mattarella: “Italia a un bivio: Istruzione e cultura o odio e violenza"

3' di lettura Ancona 15/03/2019 - L'Università Politecnica delle Marche festeggia i suoi “primi” 50 anni. Alla cerimonia di apertura dell'Anno Accademico Presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro all'Istruzione

Ricorda il Sindaco di Ancona Alfredo Trifogli, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in apertura del suo discorso nella aula magna della Politecnica della Marche, in occasione dell'inaugurazione del 50° anno accademico. Il pubblico, di professori studenti ed autorità applaude nel ricordare la stimata figura del Sindaco scomparso nel 2013, a cui il consiglio comunale ha proposto di intitolare l'Univpm di cui fu cofondatore.

Un percorso di eccellenza quello della Politecnica della Marche, di cui il Presidente cita le eccellenti ricerche, come quella sull'inquinamento delle microplastiche negli oceani di tutto il mondo. Ricordando che in quello stesso momento (la mattina di venerdì 15 marzo) “Tanti giovani manifestano, ricordando a tutti l'esigenza di difendere il clima e l'ambiente” riferendosi alle manifestazioni Greta tenutesi in tutto il mondo, Ancona compresa. Ritorna sull'attualità il presidente, riferendosi alla prolusione, di qualche minuto prima, della Professoressa di Economia Politica Giulia Bettin: “Il valore economico dell'immigrazione”, in cui la docente della Politecnica analizzava, dati alla mano l'impatto favorevole dell'immigrazione sull'economia italiana (+ 1,7 miliardi nell'ultimo anno) rispetto alla percezione negativa. “Rappresenta un ricerca seria e approfondita su un fenomeno contemporaneo. Un fenomeno presente in ogni continente che sottolinea una diversa distribuzione delle risorse globali. Un fenomeno che non ci si può illudere di risolvere, ma solo di governare e regolare. Per farlo occorre basarsi su ricerche e documentazioni serie”.

Come il Rettore Sauro Longhi e il Presidente del Consiglio Studentesco La Serra, anche il Presidente Mattarella ricorda gli italiani, simbolo del mondo, della ricerca, dell'apertura internazionale, scomparsi nella loro missione, o rapiti (come Silvia Romano ancora sotto sequestro in Kenya) “Un'attenzione e un impegno dello Stato al massimo livello per riportare Silvia Romano e rivederla presto in patria. Faccio anche mio il ricordo di Giulio Regeni e Antonio Migalizzi a cui vorrei affiancare quello di Virginia Chimenti e Maria Pilar Buzzetti ( le due cooperatrici Onu decedute nel disastro aereo in Etiopia n.d.r.)”. Storie che mostrano secondo il presidente come l'Italia sia di fronte ad un bivio. Da una parte storie di impegno, studio e sacrificio, mentre dall'altra viene ricordato il recentissimo fatto di sangue della Nuova Zelanda in cui due attentatori di estrema destra hanno sparato sulla folla in due moschee, uccidendo 49 persone. “Tra i riferimenti di questi attentatori c'era Traini, che sparò a macerata su innocenti passanti, come un attentatore canadese che sparò in una moschee, ma anche il Doge di Venezia che combatte la battaglia di Lepanto e Carlo Martello che fermò gli arabi a Poitiers. Questo cancellare, rifiutare la storia, la civiltà che la storia ha costruito, è il pericolo che abbiamo di fronte. Il terrorismo islamico si combatte coma abbiamo fatto in Italia, con prevenzione e attenzione di Forze dell'Ordine e Magistratura, con la forza della legge. Bisogna rifiutare istigazioni all'odi o e contrapposizioni che colpiscono innocenti. Parlare di violenza induce alla violenza e così ad una spirale distruttiva. Pericoli da superare attraverso lo studio e il confronto”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-03-2019 alle 15:55 sul giornale del 16 marzo 2019 - 4531 letture

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