"Sarebbe stata uccisa lo stesso", tolto il risarcimento ai figli di Marianna Manduca

1' di lettura Ancona 22/03/2019 - "Sarebbe stata uccisa lo stesso", questa la sentenza sulla morte di Marianna Manduca, uccisa nel 2007 dal marito, nonostante ben 12 denunce. Per questo la Procura, condannata in primo grado è stata ora assolta.

I familiari avevano infatti intentato una causa per ottenere un risarcimento per dolo e colpa grave nell'inerzia dei magistrati siciliani che, nonostante le ripetute denunce di Marianna, non fecero nulla per tutelare la donna. E la Procura di Caltagirone era stata giudicata colpevole, con una condanna al risarcimento di 260mila euro, a causa dell’inerzia dei magistrati dopo la lunga trafila giudiziaria. Ora però con la sentenza di appello ribalta quanto stabilito in primo grado e chiede ai figli di restituire tutto.

A nulla sarebbe servito sequestrare il coltello con cui la donna è stata uccisa "dato il radicamento del proposito criminoso e la facile reperibilità di un’arma simile", per cui, secondo la Corte, "l’epilogo mortale della vicenda sarebbe rimasto immutato". Una sentenza che farà discutere, con cui lo Stato ammette la propria totale impotenza.

Una sentenza che, se confermata in Cassazione, comporterà la restituzione del risarcimento ricevuto dai tre figli, che, dopo la morte della donna sono stati adottati da Carmelo Calì e dalla moglie Paola, e che vivono a Senigallia. Una vicenda che ha ispirato anche il film girato lo scorso maggio a Senigallia e andato in onda su Rai1, "I nostri figli".






Questo è un articolo pubblicato il 22-03-2019 alle 09:21 sul giornale del 23 marzo 2019 - 1241 letture

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