Polytechne: L’arte contemporanea tra le mura dell’Univpm

3' di lettura Ancona 16/05/2019 - Le opere di 24 artisti contemporanei in mostra negli spazi delle facoltà di ingegneria/scienze/agraria, medicina ed economia. Il Rettore Longhi: “Aiuteranno a sviluppare creatività e curiosità dei nostri studenti”

La gigante chiocciola gialla in plastica riciclata del Cracking Art Group troneggia impertinente sul verde prato di Villarey. Lenta ma determinata sembra puntare al quel “futuro possibile” tema del Your Future Festival, nel cui contesto è stata presentata la mostra Polytechne, trascinando con sè gli studenti, che incuriositi l’aggirano, fotografandola e osservandola stupiti.

Sembra colto l’obiettivo degli ideatori e organizzatori della mostra, che puntavano proprio a creare una contaminazione tra il mondo dell’arte e quella della scienza. Portare opere contemporanea nel contesto dell’università, lasciare che il potere evocativo di opera e artisti influenzasse il quotidiano di studenti e professori, che vedranno gli abituali luoghi di lavoro invasi da queste inaspettate presenze.

“Volevamo forse confondere i nostri studenti? – si chiede il Rettore Sauro Longhi – no, ma volevamo incuriosirli, interpellare la loro creatività, come solo l’arte contemporanea sa fare. Un’azione positiva destinata a cambiare gli spazi dell’università, ma anche chi li attraversa”. Non solo un’esposizione d’arte, ma un vero evento, alla ricerca di un’integrazione tra arte e scienza nel nome della ricerca. Un concetto evocato fin dal nome dell’evento, che affianca allo scientifico “Politecnica” il suo corrispettivo letterale in greco antico, lingua in cui la techne (τέχνη) assume significato di arte, perizia saper fare.

Un ponte tra arte e scienza che, nell’anno di Leonardo da Vinci, vuole ribadire e rinsaldare lo storico rapporto tra le due discipline. “Una sfida significativa, che ha richiesto un anno di studio e programmazione – spiega il curatore della mostra Valerio Deho, professore di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna – Una difficoltà nata dal pensare opere che potessero convincere in spazi non convenzionali. Spazi destinati ad interagire con le opere. Per questo ci sembra che più che di una mostra bisognerebbe parlare di un evento: le opere non devono solo essere viste, ma essere vissute nella quotidianità”.

“Vorrei ringraziare gli artisti per l’entusiasmo straordinario con il quale hanno partecipato al progetto – dice il co-curatore di Politechne ed espositore Bruno Mangiaterra – Per tutti l’iniziativa dell’Università rappresenta un sostegno importante all’arte contemporanea in questa regione. Sarà interessante vedere in questo luogo della dimensione scientifica una bolla di poesia, dalla dimensione umanistica, che saprà generare delle prospettive positive”.

Evento che ha dovuto fare i conti con le necessità molto pratiche dell’installazione in sicurezza delle opere all’interno di spazi pubblici. Un ambito in cui le competenze tecniche dell’Univpm sono corse in aiuto degli artisti installatori, coordinati dal Prof Clini, che ringrazia il Prof Mondaini, e i numerosi professionisti che si sono spesi per la realizzazione del progetto.

Le opere saranno esposte fin dal pomeriggio di oggi 16 maggio, per 5 mesi. Quasi metà delle opere, molte donate dagli artisti all’università, rimarranno stabilmente nelle sedi degli atenei, in particolare le 5 opere site specific, ovvero ideate appositamente per il luogo in cui verranno ospitate. Con l’occasione sono state anche catalogate e registrate le opere d’arte già presenti negli atenei, che verranno pubblicate al termine della mostra nel catalogo di Politechne.

Le istallazioni presenti nelle sedi di Ingegneria, scienze, agraria, economia e medicina, sono a disposizione non solo di studenti e docenti, ma il Rettore invita la cittadinanza a visitare i luoghi dell’università e le loro opere, in particolare con gli eventi dedicati al pubblico, come incontri, talk, proiezioni e performance dedicate alle opere il cui calendario verrà presentato nei prossimi giorni.

Link alle opere e ai luoghi di esposizione


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-05-2019 alle 16:57 sul giornale del 17 maggio 2019 - 3052 letture

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