Dall’accoglienza all’inclusione Ancona “scommette” sui minori stranieri non accompagnati. Rizzo: “La cultura salverà il mondo”. Il rettore Longhi punta a “Raddoppiare i laureati”

Rizzo e Longhi firmano la convezione sui minori non accompagnati 4' di lettura Ancona 19/07/2019 - Dall’accoglienza all’inclusione Ancona “scommette” sui minori stranieri non accompagnati, quelli più fragili e spesso vittime del racket della criminalità organizzata. Rizzo: “La cultura salverà il mondo”. Il rettore Longhi punta a “Raddoppiare i laureati”. Capogrossi: "Solo nel nostro Paese 5000 minori scomparsi" (VIDEO)

Dall’accoglienza all’inclusione Ancona “scommette” sui minori stranieri non accompagnati e lo fa con la cultura legata al digitale e alla rete, quella online fatta di video lezioni. Basterà semplicemente, a partire da questo autunno quando il corso sarà attivato, un computer o uno smartphone e una connessione. Una modalità questa che va oltre l’accoglienza e che punta a dare le fondamenta di cittadinanza, dalle basi del diritto italiano fino alla geografia, ma soprattutto il cui scopo non è solo integrare gli stessi minori non accompagnati tra loro, ma anche connetterli con il tessuto, la comunità locale. Punto d’incontro nel cuore della città sarà anche la sede dell’informagiovani di Ancona dove questi ragazzi potranno incontrasi e fruire dei computer. Il progetto “Ti accompagno io” è rivolto ad una fascia d’età a partire dai 15 anni ed è stato suggellato oggi grazie alla firma di una convenzione quadro tra la commissione territoriale per la Protezione Internazionale presieduta da Virginia Rizzo, il Rettore dell’univpm Sauro Longhi e l’assessore del comune di Ancona alle pari opportunità e politiche sociali Emma Capogrossi.

Lo spirito dell’iniziativa, progetto pilota ad Ancona che potrebbe essere replicato a livello nazionale, è quello di apportare cultura dove non c’è: far conoscere diritti, ma anche doveri, servizi di base come quello sanitario, ma anche come è fatta geograficamente l’Italia. Per Virginia Rizzo è importante creare una generazione nuova e consapevole attraverso la cultura. “Non tanto la bellezza, ma la cultura salverà il mondo” ha affermato la Rizzo che già immagina che questi ragazzi possano essere i nostri futuri dirigenti o professori. E proprio per questo è convinta che creare persone consapevoli sia l’unica via di uscita. Lo stesso Rettore Sauro Longhi punta al raddoppio degli universitari visto il naturale calo demografico in Italia. “Non c’è crescita senza conoscenza” ha rimarcato Longhi.

A collaborare praticamente sono state Giulia Bettin dell’univpm e Sandra Magliulo Alto Commissariato delle Nazioni Unite sezione Ancona per realizzare il corso online. In particolare la collaborazione sarà gratuita da parte della politecnica che apporterà contenuti e tecnologia. Alcune video lezioni verranno perfezionate, a scopo comunicativo, da coetanei per far sì che lo strumento sia ancora più efficace.

Il plauso all’iniziativa viene anche dal’assessore Emma Capogrossi che mette a disposizione i locali dell’informagiovani e che sottolinea come fin dagli esordi Ancona sia votata all’accoglienza. La Capogrossi ha evidenziato come quasi il 14 per cento di stranieri se si considerano anche i comunitari abbia scelto Ancona come casa. Un dato - ha precisato la Capogrossi - che va oltre la media nazionale del 9 per cento. E poi se si pensa ai minori non accompagnati le Marche ne accolgono ben 187, di cui una trentina ad Ancona. Si tratta di una vera emergenza silente: “Solo nel nostro paese 5000 minori sono scomparsi. Dobbiamo porci domande.” Ha dichiarato la Capogrossi.

I RISCHI, i minori spesso vittime del RACKET. Solo qualche anno fa il The Guardian portava alla luce con un documentario d'inchiesta la tratta di donne straniere costrette a prostituirsi. Tutte spesso giovanissime e perlopiù nigeriane che vendevano il loro corpo lungo la costa adriatica tra Marche ed Abruzzo chiamata "The italian 'road of Love'". Il mercato del sesso solo uno dei tanti rischi in cui gli stranieri soprattutto minorenni incappano, si pensi all’espianto degli organi e non solo. Le Istituzioni poi si trovano davanti anche a false dichiarazioni sull’età anagrafica per ottenere la libertà che spesso si tramuta in schiavitù se finiscono vittime del racket della criminalità organizzata.

I NUMERI. I dati ci dicono che solo nello scorso anno, nel 2018, nelle Marche ed Abruzzo sono state 167 (il 63,47% ricade sulle Marche) le vittime potenziali della tratta di esseri umani, di cui 34 ad Ancona provincia. Tutte le vittime o presunte tali provenienti dall'Africa con uno sbilanciamento per la Nigeria (30 nigeriane su 34). Nel 2019 al momento il bilancio (relazione fino a maggio) si contano 69 potenziali vittime di tratta tra Marche ed Abruzzo, di queste 56 provengono dalla Nigeria.








Questo è un articolo pubblicato il 19-07-2019 alle 00:02 sul giornale del 19 luglio 2019 - 3902 letture

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