Porto e Sicurezza sul lavoro: 20 borse di studio per un corso innovativo con case study, già online il bando univpm. Da Venezia ad Ancona i recenti fatti di cronaca parlano chiaro

5' di lettura Ancona 22/07/2019 - L’Università Politenica delle Marche, il Comando Scuole della Marina Militare Italiana e l’Inail Marche insieme per un corso di perfezionamento. Le tre realtà, presenti nel territorio, avevano già iniziato a collaborare da tempo per la sicurezza del porto di Ancona e poi i recenti fatti di cronaca. Pronte già 20 borse di studio, già online il bando. (VIDEO) De Robertis (Marina): "Creare un terreno comune tra chi opera e chi vigila"

E' già online il bando e lo sarà fino al 2 settembre per un corso di perfezionamento nell'ambito della sicurezza portuale nel lavoro (Clicca qui per info) un settore che deve fare i conti con numerosissimi rischi dato la presenza di 5000 persone al giorno che passano per il porto dorico. E' proprio nell’area portuale dove si svolgono molteplici attività lavorative che si possono creare situazioni potenzialmente a rischio per la salute e la sicurezza degli operatori. Manca infatti una cultura della sicurezza sul lavoro spiegano i presenti alla conferenza stampa di lunedì mattina in Rettorato nella quale è stato presentato il corso. Da questi presupposti nasce il primo corso di perfezionamento sulla sicurezza sul lavoro in ambito portuale, frutto della collaborazione tra Università Politecnica delle Marche, Comando Scuole della Marina Militare Italiana e Inail Marche.

Da Ancona a Venezia i fatti di cronaca in ambito portuale parlano chiaro. C'è bisogno di più sicurezza e cultura in ambito portuale. Venezia che dice no alle grandi navi dopo l'incidente sfiorato o Ancona testimone di due recenti e tragici episodi dove hanno perso la vita tre operai, dalla piattaforma off shore al largo di Ancona fino quello avvenuto al porto dove la vita di un giovane marittimo è stata spezzata da una cima. “Creare un terreno comune tra chi opera e chi vigila. Un linguaggio comune che possa creare comprensione, non incomprensione. E poi l'importanza del rilievo e della gestione dei rischi.” Ha precisato Corrado De Robertis rappresentante delle Scuole della Marina che effettuerà il corso.

C’è estremo bisogno di sicurezza nei porti che macinano migliaia di numeri al giorno come Ancona che conta 5000 presenze giornaliere e che spesso ci parla di precariato e di mancanza di una lingua comune, molti lavoratori infatti sono stranieri. Dalla Cantieristica alle navi che attaccano. “Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza - precisa la Pollichieni (Inail Marche), è il datore che deve capire l’importanza di avere lavoratori formati. Il tutto anche se è difficile far passare questo concetto”.

A presentare il corso di una durata di sei mesi (da settembre a dicembre) sono stati il Rettore UnivPM Sauro Longhi, il Comandante Scuole della Marina Militare Italiana Amm. Alberto Bianchi, il Direttore Inail Marche Anna Maria Pollichieni e l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Rispetto ai molti corsi presenti attualmente sul mercato questo corso si caratterizza per un approccio nuovo ed originale basato su case-study. Si tratta di 4 casi studio molto vicini alla realtà delle varie attività portuali con un approccio esperienziale che descrivono situazioni e contesti diversi. Grazie a questi casi di studio che porterà in particolare Corrado De Robertis della Marina con la collaborazione dell'Università Politecnica delle Marche si potranno avere spunti concreti per produrre analisi degli aspetti procedurali e di quelli tecnico-scientifici.

Valutazione dei rischi di qualsiasi attività, rischi chimici, biologici o derivanti da radiazione ionizzanti o da campi elettromagnetici, ai rischi di atmosfere esplosive come il rischio di esplosione di un ordigno. Questi i temi trattati ma non mancheranno la verifica dell’efficacia di un sistema di tutela e la salvaguardia della salute dei lavoratori con attenzione costante e continua dei sanitari.

A chi si rivolge, un corso per chi già "mastica" la sicurezza in ambito portuale. Oltre a soggetti che intendono operare ed operano nel settore della sicurezza in ambienti di lavoro, il corso si rivolge in particolate a: Studenti, Datori di lavoro, Dirigenti e Preposti operanti nell’ambito delle attività portuali, RSPP, Coordinatori per la Sicurezza ed esperti di sicurezza in genere, formatori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tecnici specializzati nella valutazione dei rischi, progettisti di strutture ed impianti portuali, ditte specializzate nella realizzazione di strutture ed impianti portuali e nella loro manutenzione, Organi di vigilanza territoriali, Capitanerie di porto, Guardia di Finanza e Polizia di frontiera.

Considerate le diverse responsabilità, sono stati definiti 5 percorsi formativi. Una una formazione sempre più mirata alle esigenze di ogni specifica figura professionale che interviene nell’ambito della sicurezza in un contesto complesso e variegato come quello portuale. È evidente che la formazione abbia un ruolo centrale in un tale contesto fortemente interdisciplinare. Ma oltre ai meri aspetti tecnici e procedurali, il corso si prefigge di diffondere la cultura della sicurezza, che significa essenzialmente un radicale cambiamento di prospettiva: la sicurezza non come una prescrizione da subire, ma come efficace strumento di organizzazione del lavoro.

Il protocollo d’intesa era stato firmato il 18 maggio scorso, nel 2018, dal Comando Scuole della Marina Militare Italiana e l’Università Politecnica delle Marche e poi il 31 ottobre dello stesso anno dall’Inail Marche e l'Università Politecnica. La buona notizia per gli addetti ai lavori è che questo sarà solo uno dei tanti corsi in ambito della sicurezza sia essa portuale, che agricola o edilizia che vedrà la partecipazione delle quattro università marchigiane.

Al via dunque la domande di iscrizione che potranno essere presentate entro il 2 settembre 2019, mentre il corso partirà dal 20 settembre. Le borse di studio copriranno quasi l'intera quota del corso (600 euro su 750 euro). Una full immersion che avrà a disposizione ogni venerdì le aule di Ingegneria e che prevede l’impegno di chi già lavora.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2019 alle 18:40 sul giornale del 23 luglio 2019 - 2076 letture

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