Trivelle Zero: i manifestanti scendo in spiaggia

3' di lettura Ancona 22/07/2019 - 20 luglio la costa adriatica, da nord a sud, si è riempita di iniziative contro le devastazioni ambientali prodotte dall'industria fossile

Per questo, centinaia di attivisti e attiviste con azioni dirette o iniziative d’impatto mediatico, hanno colpito alcuni dei centri nevralgici della devastazione disseminati nel tratto di costa che va dal Veneto alla Puglia meridionale. No alle trivelle, ai gasdotti, alle raffinerie e petrolchimici, a tutti gli ecomostri che inquinano ed espropriano beni comuni, ambiente, paesaggio, qualità della vita e per esigere le sempre più urgenti bonifiche dei siti inquinati. L’obiettivo è quello di promuovere «un altro concetto di sviluppo, di energia alternativa, fuori dal giogo soffocante dell’impero delle multinazionali “estrattiviste” e di rapina, del capitale finanziario e dei governi complici».

Nelle Marche:

- A Porto San Giorgio, nel sud delle Marche, le/i manifestanti sono stati accolti dagli applausi dei bagnanti. Durante la pedalata sulla costa fermana anche lo striscione «+ passerotti, - Jovanotti», per denunciare ironicamente la manifestazione patrocinata dal Wwf che ha luogo in diverse località balneari, un'operazione di greenwashing che chiude le spiagge libere, devasta l'ambiente e produce sfruttamento del lavoro volontario e gratuito.

- È partita, invece, nel pomeriggio l’happening dei “cavalieri dell'ambiente”, in spiaggia e in mare, Falconara Marittima. La manifestazione ha preso di Mira la grande e impattante raffineria Api, e le piattaforme marittime dell’ENI e il progetto delle Grandi Navi nel porto di Ancona. Tutte opere che incidono fortemente sulle forme di vita dell’intera regione.

- Con corteo acquatico in mare con i pedalò in mare che compongono il grande slogan «con API non si vola più», mentre in spiaggia è allestito un info point sui vari siti inquinanti della regione.

- Con il corteo in spiaggia degli attivisti con i cori “ subito fuori dal fossile”.

La giornata "Per il mare, fuori dal fossile" lanciata dalla campagna per il clima fuori dal fossile, ha visto iniziative in Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, tutte regioni che si affacciano sull'Adriatico.

La mobilitazione nazionale è stata indetta dalla della Campagna “Per il clima, fuori dal fossile” per sabato prossimo, 20 luglio, lungo la costa adriatica con iniziative coordinate di azione diretta, nelle spiagge di Venezia, Rimini-Riccione, Falconara Marittima (AN), Giulianova (TE), Pescara, Termoli (CB), San Foca- Melendugno (LE).

Trivelle zero, No Gasdotto Snam, Siamo ancona in tempo veneto, No Tap, Stop velENI, Falconara Fuori dal Fossile, No Hub del Gas sono solo alcune delle realtà che fanno parte della Campagna: “Abbiamo bisogno di una rivoluzione che porti l'attuale modello energetico fuori dai combustibili fossili, che blocchi le grandi opere inutili impedendo l'ulteriore consumo del suolo e la devastazione ambientale. Un cambiamento radicale che possa trasformare profondamente le forme del lavoro e della produzione verso il superamento di un sistema economico irrazionalmente incentrato sullo sfruttamento degli esseri umani e dell'ambiente”.

“Fuori dal fossile” significa parlare di un concetto di sviluppo innovativo, di produzione di energia alternativa, di un nuovo rapporto tra esseri umani e tra questi e la natura, fuori dal giogo soffocante dell’impero delle multinazionali “estrattiviste” e di rapina, del capitale finanziario e dei governi complici. Nell’attuale scenario nazionale ENI, che cerca di ripulire la propria immagine pubblica finanziando attività a sua detta green, è uno degli avversari dei movimenti per la giustizia climatica: ENI che è responsabile del disastro ambientale in Nigeria, della devastazione delle foreste in Malesia e Indonesia per la produzione di monocolture da cui estrarre biomasse, ora punta anche sulle trivelle per l’estrazione di gas. Questa multinazionale (carbone, gas e petrolio) neocolonialista è il principale esempio dell’utilizzo del fossile, è la causa non solo dei mutamenti climatici che minacciano la terra e la vita, ma anche dell’ apartheid climatico che già sta costringendo e costringerà sempre di più, milioni di esseri umani alla fuga ed a migrazioni di massa per mancanza di risorse e possibilità di vita.








Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2019 alle 01:24 sul giornale del 23 luglio 2019 - 566 letture

In questo articolo si parla di politica, articolo, Trivelle Zero Marche

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