Ordine degli Assistenti Sociali Marche: "Stop speculazione mediatica. Disponibili a riflessioni condivise"

famiglia genitori bambini educare 4' di lettura Ancona 18/08/2019 - "Dopo i fatti di Bibbiano prosegue la speculazione mediatica nei confronti della professione dell'assistente sociale, come avvenuto anche recentemente in occasione di una manifestazione ad Ancona"

“Siamo esposti al peggior giudizio, che spesso si traduce in vero e proprio fango che da più parti viene espresso e diretto sul nostro lavoro - commenta Marzia Lorenzetti, presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche -. Troppo spesso questo avviene in assenza di un briciolo di approfondimento sul nostro reale e concreto lavoro e sulla nostra metodologia di intervento. Siamo stati definiti l’epidermide, la pelle delle istituzioni, coloro che operano a contatto diretto con le persone che vivono situazioni anche di estrema complessità e fragilità e viviamo ora una analoga condizione: assistiamo in questi giorni, anche a causa di una campagna mediatica senza controllo, all’aumento delle aggressioni verbali e fisiche nei confronti di assistenti sociali”.

Sono quasi 1.200 i professionisti e le professioniste nel territorio regionale, che lavorano negli enti locali, nella sanità, nelle aziende ospedaliere, nel terzo settore e nelle sedi territoriali del Ministero della Giustizia e dell’Interno. “Siamo una comunità professionale che si muove nel rispetto del codice deontologico e degli obblighi formativi - prosegue -. Una professione che lavora dentro a sistemi complessi, sempre in rete con altri professionisti ed istituzioni, in un territorio nel quale rileviamo carenze strutturali in termini di risorse e di sistemi organizzativi che, nelle sedi e nei modi opportuni, abbiamo segnalato”.

Recentemente, ricorda Lorenzetti, anche in questo territorio si è assistito a manifestazioni di gravissimo impatto e fortemente diffamatorie. “Ricordo quella tenutasi davanti al Tribunale per i Minorenni delle Marche, dove un gruppo di persone ha esposto cartelli che riportavano parole gravemente offensive nei confronti della nostra professione. Appare forte il rischio di strumentalizzazioni politiche, proprio nei confronti di chi si mette al servizio dei cittadini tutti i giorni. E’ necessario ripristinare la legalità e la trasparenza e riordinare questa complessa e triste faccenda ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria: non si può consentire a nessuno di addossare responsabilità solo ad un versante di un sistema complesso”.

Fondamentale, per l'Ordine, è ribadire la necessità di tutelare il rispetto di professionisti che ogni giorno lavorano con e per le persone della regione. “Siamo tutti impegnati perché la nostra professione sia sempre esercitata nel pieno rispetto di leggi, raccomandazioni e del codice deontologico. E in questo percorso di trasparenza, come per tutte le professioni ordinate, è presente il lavoro del Consiglio Territoriale di Disciplina. Con preoccupazione rileviamo la possibilità che il discredito generato demolisca la fiducia nel lavoro sociale, svolto con il solo obiettivo di garantire un sistema di prestazioni a tutela dei diritti delle persone: concreto è il rischio che le persone si allontanino dal sistema di protezione sociale. In questo momento di grave allarmismo sociale, salvaguardare la fiducia nei servizi sociali e nelle istituzioni è prioritario”.

Lo scorso 27 luglio, la stessa Presidente ha partecipato alla conferenza straordinaria dei Presidenti di tutti gli Ordini regionali, convocata a Roma dal Consiglio Nazionale Assistenti Sociali, in cui si è evidenziata la piena concordanza nell’individuare e isolare errori, criticità, reati e lavorando per la professione. “Al Ministro per la Famiglia e la Disabilità, incontrato di recente dal Presidente Gazzi, il CNOAS ha nuovamente evidenziato la necessità di una adeguata rete di servizi a supporto delle famiglie, dei singoli e di tutte le persone in situazione di momentaneo disagio, nonché di politiche di sostegno e prevenzione della marginalità sociale. Numerosi sono stati i contributi relativi al tema degli affidi, con proposte relative alla ridefinizione di alcuni importanti elementi, ad esempio relative all’Istituzione dell’avvocato del bambino che si ponga come elemento terzo nella tutela minorile, definendo il mandato del servizio sociale come accompagnamento e sostegno del nucleo familiare. Il CNOAS, inoltre, ha sottolineato la necessità di fornire risorse concrete per il welfare, per la formazione dei professionisti, per la stabilità dei rapporti di lavoro anche per garantire continuità in situazioni delicatissime”.

“Anche a livello regionale - prosegue Lorenzetti - abbiamo notizia di carichi di lavoro inappropriati, precarietà nei contratti di lavoro, segnalazioni di situazioni ritenute lesive per l’esercizio della professione di assistente sociale, carenza di risorse e di personale. È perciò necessaria ed urgente una risposta dalla politica, volta a ridare linfa al sistema di protezione sociale e confermare la fiducia che i cittadini debbano sempre avere nei servizi sociali e socio-sanitari di tutto il Paese, vero luogo dove devono e possono trovare aiuto concreto. Invitiamo, con estrema forza, i rappresentanti delle istituzioni ad evitare ulteriori strumentalizzazioni ma a farsi garanti di un percorso di riflessione e di proposte concrete. Il nostro Ordine regionale era e resta disponibile a partecipare a percorsi di riflessione sul sistema di tutela e di protezione dei minori, portando il contributo professionale e le attività di ricerca presenti, incontrando le istituzioni locali e regionali, gli Ordini professionali, le associazioni professionali e le organizzazioni del terzo settore”.


da Ordine Assistenti Sociali delle Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-08-2019 alle 18:04 sul giornale del 19 agosto 2019 - 231 letture

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