Assistenti sociali, grande partecipazione ad Ancona al primo incontro territoriale dell'Ordine

9' di lettura Ancona 11/10/2019 - Grande partecipazione ad Ancona per il primo degli incontri territoriali organizzati dall'Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche, focalizzati sui cambiamenti e sulle priorità legate alla professione.

“Sono incontri che abbiamo voluto coinvolgendo i Comuni - ha spiegato nella sua introduzione la presidente Marzia Lorenzetti - perché noi lavoriamo in rete con i territori , che sempre vanno accompagnati Questa Consiliatura sta esprimendo le esigenze di cambiamento e di nuove priorità, a partire dalla necessità di contrastare da un punto di vista culturale ogni forma di discriminazione e di violenza. Lavoriamo quotidianamente, fuori e dentro i servizi in cui operiamo, a fianco dei cittadini, delle associazioni, dei gruppi, per farci portavoce dei diritti di tutti. Per questo abbiamo puntato su una formazione continua e di qualità, sviluppato precise scelte di indirizzo e di programmazione, oltre che avviato un dialogo con la Regione portando un contributo per la predisposizione del Piano sociale e del Piano socio-sanitario e di strumenti di programmazione regionale ”.

C'è stata poi quella che è stata definita “la tempesta perfetta”, legata al caso Bibbiano che nelle scorse ore ha subito un radicale ridimensionamento, grazie all'indagine interna avviata dal Tribunale per i minorenni di Bologna. “Il 27 luglio come presidenti degli ordini regionali siamo stati chiamati a Roma per una conferenza straordinaria, per condividere strategie utili in merito al sistema di protezione di bambini e famiglie. In questi mesi anche nelle Marche sono state numerose le segnalazioni di colleghe e colleghi che ci hanno informato di aggressioni anche verbali e sui social, e in un caso è stata interessata anche la Polizia postale. È un trend molto preoccupante e la strumentalizzazione mediatica ne sta amplificando le dimensioni. Per questo il Consiglio nazionale ha pensato a delle azioni rispetto ad una contro-narrazione quantomai necessaria, dalle quali sono usciti importanti contributi”.

Lo stesso Ordine regionale, rafforzando in questi ultimi mesi, la propria comunicazione, “ha cercato di dare rilevanza a tutte quelle preoccupazioni che queste manifestazioni diffamatorie nei confronti della professione impongono” è stata la conclusione della Lorenzetti. Per il Comune di Ancona è intervenuta l'assessore Emma Capogrossi. “L'Ordine svolge un ruolo fondamentale nel settore della formazione e questi incontri sono utili anche per sostenerci e condividere esperienze - ha affermato ricordando come lei stessa, prima di accettare l'incarico istituzionale, abbia svolto l'attività di assistente sociale -. C'è bisogno di altre cose per contrastare un clima molto pesante che si respira in questo Paese, con continui attacchi su conquiste avvenute negli anni in tema di diritti, oltre che di credibilità e professionalità, conquiste date per scontate ma messe in forte discussione. Si è creato un clima di grande insicurezza, angoscia e paura, insieme alla crescita di un forte individualismo che si è diffuso tantissimo nella popolazione. Le tante disgregazioni hanno indotto ad un bisogno di controllo e sicurezza, come se mettere le telecamere dappertutto sia l'unica garanzia per vedere rispettate le persone e i diritti”.

Purtroppo, ha voluto evidenziare, oggi tutto è affrontato in termini di slogan, a partire dai social. “Ci sono opposte fazioni che più che confrontarsi litigano, si insultano e così in ogni situazione viene meno la possibilità di approfondire per capire cosa realmente si può fare”. Una condizione che per Capogrossi crea una lunga serie di domande. “Vogliamo più muri, più telecamere e separazioni, o pensiamo ad un mondo dove costruire nuove relazioni e nuova vicinanza? In questa ricerca servono nuovi modi di intervento e nuovi approcci. Per i servizi c'è una nuova sfida e dobbiamo porci come obiettivo l'accompagnamento e il governo di questi problemi”. Sempre più forte, quindi, è il cambiamento del ruolo dell'assistente sociale. “Dobbiamo continuare a metterci in discussione - ha proseguito - e cercare di connettere le risorse che in una comunità esistono, tornando a fornire interventi di prossimità per riscoprire un senso di vicinanza che in questi anni è andato perduto”.

Claudia Giammarchi, dirigente alle Politiche Sociali dello stesso Comune di Ancona e con una lunga esperienza nei servizi, ha parlato di un'attività in continua evoluzione e sempre più spesso in prima linea. “Nella formazione risiede lo strumento per poter affrontare, dando il meglio di sé, le varie problematiche e le situazioni di tutti i giorni”. A coordinare i lavori, la vice presidente dell'Ordine Marika Di Prodi. “Per noi è fondamentale che ci siano questi momenti di confronto e di scambio, sia di informazioni che di criticità legate alla nostra professione che ha subito, anche a livello normativo, cambiamenti importanti. Vogliamo creare uno spazio di osservazione che sia reciproco, dialogando con la comunità professionale”.

Tra i macrotemi affrontati quello della formazione continua, sul quale ha relazionato Samantha Sampaolesi, componente della Commissione Consultiva per l'autorizzazione della Formazione Continua (CAFC), con un passaggio anche sulle possibilità di esonero e sugli aspetti legati al Codice deontologico. “Nel triennio formativo 2014-2016 da poco concluso il controllo sugli inadempimenti è stato fatto, mentre si sta lavorando sul triennio attuale 2017-2019. Al termine del triennio il nostro compito è verificare la situazione di tutti gli iscritti, con eventuali segnalazioni al Consiglio territoriale di disciplina”.

Pina Ferraro, presidente della Commissione Etica e Deontologia, si è concentrata sul percorso di revisione del Codice deontologico, intrapreso attraverso gruppi di lavoro in ogni provincia. “È uno strumento di tutela ma che ci dà coraggio, facendoci capire chi siamo e quali sono i nostri confini. Riveste un ruolo fondamentale in quello che è il nostro agire quotidiano. Credo che, come spiega il Codice, sia importante ricordare a noi stessi che per dare valore e dignità alla professione dobbiamo riappropriarci della nostra autonomia professionale. Siamo i professionisti che più di altri hanno a che fare con i diritti, siamo dentro il tema dei diritti non solo sociali ma nel suo complesso e, soprattutto, nel contrasto alla discriminazione. Dobbiamo armarci di autoresponsabilità e fare uno scatto in avanti, anche nella formazione per stare al passo con una società che cambia”. Un'esigenza indifferibile, quindi, nonostante la base di partenza del Codice sia piuttosto solida, come specificato dalla stessa Ferraro. “Un aspetto però su cui la vicenda di Bibbiano ci ha in qualche modo fatto accelerare è legato alla sovraesposizione mediatica e all'uso dei social, con una regolamentazione più stringente”.

Le dinamiche sul nuovo procedimento disciplinare sono state illustrate da Orazio Coppe, presidente del Consiglio territoriale di disciplina. “Dovremmo essere una professione riflessiva non tanto per quello che fa - ha detto nella sua introduzione -, ma anche per quello che noi non vediamo di noi stessi”. “Dare scarso peso alla formazione - ha aggiunto - compromette la nostra capacità di metterci in relazione, di mantenere una continuità nella formazione significa tradire la nostra professione e il decoro. La nostra responsabilità come Consiglio di Disciplina è applicare quanto disposto dal Regolamento disciplinare; l'Ordine ci invia e noi dobbiamo seguire un procedimento. Nel territorio regionale non ci sono state segnalazione al CTD relativamente al merito della professione; non siamo mai arrivati alla radiazione”.

Il racconto da parte delle Commissioni è proseguito con l'intervento di Lucia Mandorlini, presidente della Formazione Continua e membro della Commissione comunicazione. “Quest'ultima ha riflettuto sia internamente che esternamente sull'obiettivo da raggiungere in questi 4 anni. L'idea era di dare una ventata di rinnovamento alla nostra immagine. Per promuovere un'immagine corretta abbiamo bisogno di tutti voi, per questo vogliamo favorire la partecipazione degli iscritti”. Da qui è nato il progetto “Mettiamoci la faccia”, con una manifestazione di interesse tra colleghi per raccontare le varie esperienze. “L'adesione è stata buona. Accanto a questo stiamo cercando di curare anche la comunicazione sia internamente che verso l'esterno. Stiamo lavorando anche per riorganizzare il sito e migliorare l'attività sui social. Altro elemento è l'ufficio comunicazione interno all'Ordine, così come restano punti di forza il protocollo siglato con l'Ordine dei Giornalisti e la convenzione con Redattore Sociale”.

A fare una fotografia della professione (per quanto riguarda il 2018) sulla condizione lavorativa e le criticità nei vari territori, servizi e bisogni, è stata la Commissione politiche sociali attraverso lavori approfonditi da diversi gruppi. “Tra i vari gruppi di lavoro avviati, quello sul reddito di Inclusione, servito per dare un contributo al Piano Sociale e agli Ambito sociali territorial. Concretizzato, inoltre, il progetto sperimentale per il modello organizzativo della presenza negli studi medici della nostra figura; il progetto, realizzato in rete con SUNAS E CNOAS, Università politecnica delle Marche e FIMMG, verrà presentato al Forum Risk management in sanità di Firenze e al Forum Non Autosufficienza di Bologna, il prossimo Autunno - ha evidenziato Raffaela Fusaro -. La salute include anche il punto di vista sociale, da questo non si può prescindere”.

Ferraro, in assenza della presidente della Commissione Formazione Ricerca Università, ha illustrato la cospicua attività che ha prodotto già diversi risultati. “Proseguiamo nel percorso di confronto tra l'Ordine e le Università regionali rispetto all'offerta formativa e ai tirocini previsti per i Corsi di Laurea triennale e magistrale. Abbiamo avviato il coordinamento tra Docenti a contratto nelle tre università che ospitano i percorsi accademici; in sinergia con le stesse università viene preparata la giornata del lavoro sociale, con temi innovativi dettati dalla Global Agenda per il Servizio Sociale”. Fondamentale, all'interno del sistema sviluppato dall'Ordine, il lavoro di segreteria soprattutto nel rapporto con gli iscritti. “Abbiamo una segreteria efficientissima - ha tenuto a precisare la tesoriera Sabrina Banzato -. Quello che si fa in questo momento nell'Ordine è molto organizzato e i consiglieri lavorano, mettendosi a servizio della professione”.

“Noi andiamo dal supporto a Consiglio e Commissioni al rapporto con l'esterno - ha concluso Chiara Griffoni della segreteria - e c'è anche la gestione interna della contabilità e della sede. Inoltre, forniamo supporto al Consiglio territoriale di disciplina e agli organi che si occupano di formazione continua. Negli anni questo ente ha dovuto affrontare sempre nuove sfide da un punto di vista amministrativo, per via dell'introduzione di tante novità: tutto questo ci richiede continuamente di sviluppare competenze molto trasversali”.


dall' Ordine degli assistenti sociali delle Marche



Ordine degli assistenti sociali delle Marche


Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2019 alle 18:04 sul giornale del 12 ottobre 2019 - 2329 letture

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