Tutti in piazza per dire no alla guerra di Erdogan contro i curdi siriani

curdi 2' di lettura Ancona 11/10/2019 - Come sta avvenendo in varie parti dell'Italia e dell'Europa, anche ad Ancona i movimenti e le associazioni si stanno mobilitando per mostrare solidarietà al popolo curdo e chiedere di fermare l'aggressione turca alla regione curda nel nord-est della Siria.

Il primo appuntamento è sabato 12 ottobre alle ore 18 in piazza Roma, con un presidio organizzato da Altra Idea di Città, USB, Comitato NO Guerra No Nato Ancona, Laboratorio Sociale, Festa dei Popoli, Terza Via, Potere al Popolo, PCI.

"E’ necessario - scrivono i promotori - che alte si levino la protesta e la condanna di questa ennesima violazione del diritto internazionale da parte di un esercito potente e prepotente della Nato. Auspichiamo che il popolo curdo, il popolo siriano e tutti i popoli della regione si uniscano in un fronte comune di lotta contro l’imperialismo e l’aggressione turca, per il rispetto dell’indipendenza e dell’integrità territoriale della Siria e l’autonomia della regione curda".

Una seconda manifestazione è stata indetta per sabato 19 ottobre alle ore 10.30, sempre in piazza Roma. Organizzata da CGIL, CISL e UIL, ha già ottenuto l'adesione di ANPI, ARCI, Libera, Gulliver, UDU, Rete studenti medi, Tenda di Abramo, ISCOS, ANOLF.

"L’Unione Europea - si legge nel comunicato dei sindacati -, i singoli Governi e la comunità internazionale non possono assistere silenti: a fronte dell’attacco della Turchia al popolo curdo occorre un intervento ampio e incisivo. Chiediamo che l’Italia faccia ogni sforzo diplomatico per fermare questo massacro inaccettabile, ristabilendo condizioni di convivenza pacifica tra i popoli. Si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento italiano quanto in quello europeo e si dia concretezza alle affermazioni di umanità. Riteniamo intollerabili le minacce di utilizzo dei fenomeni migratori come arma di ricatto nei confronti dell’Unione europea che, al contrario, è oggi chiamata a mostrare la forza del proprio ruolo.

Chiediamo che si dia mandato, senza esitazioni, a una missione internazionale che agisca per la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale. Chiediamo che si garantiscano i necessari soccorsi per i feriti e si tutelino i tanti profughi (in gran parte donne, anziani e minori). La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, sono ancora in debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico “Daesh” e salvaguardare la sicurezza e la serenità della comunità internazionale".






Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2019 alle 17:06 sul giornale del 12 ottobre 2019 - 849 letture

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