Il desiderio di avere un figlio dopo una diagnosi oncologica: se ne è parlato alla Mole

5' di lettura Ancona 22/10/2019 - BIOS E ANTIBIOS: DAL TUMORE ALLA VITA è stato il tema affrontato domenica 20 ottobre presso la Sala delle Poveri della Mole Vanvitelliana ad Ancona, nell’ambito del KUM! Festival.

Una tematica affrontata sotto diverse sfaccettature dalla Professoressa Rossana Berardi Direttore della Clinica Oncologica Università Politecnica delle Marche – Ospedali Riuniti di Ancona, dal Dottor Michele Caporossi Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona, dall’artista e fotografa Francesca Tilio che è anche autrice del Pink Project e dal Docente di Filiosofia Antonio Luccarini.

“Bios e antibios – ha detto la Professoressa Berardi – sta adindicare il ritorno alla vita. Ritorno alla vita dopo una diagnosi oncologica ma anche il ritorno alla vita perché è possibile dare la vita dopo la diagnosi di tumore. E poiché il tema del KUM! di quest'anno è proprio l'origine della vita, abbiamo voluto dare questo messaggio. Un messaggio molto forte, molto importante che vuol dire che se sviluppiamo un tumore quando abbiamo ancora un desiderio di maternità o di paternità possiamo riuscire a soddisfarlo. Abbiamo pensato di utilizzare questo tema come filo conduttore e poiché abbiamo una visione olistica della persona, della vita e della salute, abbiamo pensato che guardarlo e declinarlo attraverso diverse sfaccettature potesse essere fonte di completezza.

Ecco perché la presenza di una performer che in realtà è ritornata alla vita e a dare la vita dopo una diagnosi oncologica, un filosofo che conosce bene i meandri del sapere, gli Ospedali Riuniti di Ancona con il suo Direttore Generale Michele Caporossi che ci ha illustrato che cosa le Istituzioni possono fare per noi, io con la mia professionalità di medico oncologo naturalmente insieme alla Marcangola, la rete delle associazioni di volontariato che operano in ambito oncologico marchigiano e cheoggi più che mai è qui a testimoniare l'importanza di lavorare coesi verso un obiettivo comune fortemente sentito soprattutto nell'ambito di questa regione in cui grandi cose possono essere fatte insieme.”

“La vita è tale perché ha un inizio e una fine – ha sottolineato il Dottor Caporossi -. Abbiamo chiamato questa conferenza Bíos e antibios per sottolineare il fatto che anche durante la malattia noi stiamo in vita, stiamo vivendo, e oggi la scienza ci offre la possibilità di scavare non solo nell'aspetto esteriore della malattia e cioè i sintomi, i segni, ma di scavare nel profondo e vedere da dove essa viene. Ancora non ci siamo per quanto riguarda le malattie oncologiche, sappiamo però che esistono tante cause rispetto alle quali si stanno mettendo in piedi tanti rimedi, tante forme di combattimento vero e proprio. Ecco, contro l'antibios, che è quel momento in cui la catena della vita si inverte ed entra la malattia, ci vuole la forza della scienza, la forza della volontà, la forza del servizio sanitario ma anche la forza delle persone che tutte insieme faranno fronte a tutto questo con una grande volontà.Oggi lanciamo un grande messaggio di speranza: la soluzione, per la maggior parte dei casi c'è, e la vogliamo raggiungere tutti insieme".

Presente al dibattito anche Marcangola, il forum delle associazioni che si occupa di volontariato in ambito un oncologico. “Esse – ha detto il Dottor Renato Bisonni che con la Professoressa Berardi ne è coordinatore - rappresentano migliaia di persone che tutti giorni sono sul territorio e aiutano la sanità marchigiana a svolgere al meglio il proprio ruolo. Noi dobbiamo essere vicini in qualunque momento e in qualunque situazione a tutti gli attori che giocano questo ruolo importante nella sanità e da loro ci aspettiamo sempre segnali positivi, di unione, di squadra e di interesse comune.

Una testimonianza toccante è stata quella della fotografa Francesca Tilio. “Il mio – ha detto - è un progetto fotografico che si chiama Pink Project in cui ho rappresentato una mia storia personale che è stata quella della malattia. Mi sono ammalata di cancro al seno all'età di trent'anni ed ho iniziato un percorso fotografico che mi ha portato oggi a questo convegno. È la mia storia e quella della nascita di mia figlia, una nascita inaspettata. È in sintesi la rappresentazione pop di una rinascita. Sono io con una parrucca rosa e un vestito rosa in giro per il mondo: la parrucca rosa mi è stata regalata durante la chemio terapia e il vestito rosa era quello di mia madre di quando io ero piccola.”

Al filosofo Antonio Luccarini, il compito di indagare nei meandri dell’essere. “La rinascita dopo esperienze estreme come quelle del tumore, l'attraversamento di un rischio mortale, un avvicinamento alla fine e poi il superamento di questa fine sono – ha precisato - situazioni estreme che costituiscono, per una cultura come la nostra che ha disgiunto completamente nascita e morte, la possibilità di unificare i due termini e farli sentire parte di un continuum: la nascita riconnessa alla stessa fine. È un discorso molto complesso ma che in realtà chi ha attraversato personalmente questo momento, capisce benissimo. Non è che si può rinascere ma si tratta di un'esperienza straordinaria dal punto di vista della portata conoscitiva che offre, quella appunto di unificare termini che sono stati dalla nostra cultura disgiunti.”

Il dibattito è stato coordinato dal giornalista Maurizio Socci.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2019 alle 16:09 sul giornale del 23 ottobre 2019 - 795 letture

In questo articolo si parla di attualità, oncologia, Kum festival

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