Corruzione in comune, appalti in corso: il sindaco Mancinelli rassicura “Nell'immediato non accadrà nulla"

5' di lettura Ancona 07/11/2019 - Rassicurazioni da parte del sindaco Mancinelli dopo la vicenda che ha scosso il comune di Ancona. Il sindaco Mancinelli: “Confidiamo nella celerità delle forze dell’ordine, ma andiamo avanti con gli appalti”

C’è un clima di tensione nel Consiglio comunale di giovedì pomeriggio, dopo che nella mattina i corridoi e gli uffici sono stati ispezionati dagli Agenti della Polizia di Stato e della Polizia Municipale, terminando con l’arresto di un dipendente comunale, 4 imprenditori e 30 iscritti nel registro degli indagati.

I lavori del Consiglio si aprono quindi con una dichiarazione del Sindaco Valeria Mancinelli: “Ho appreso dell’indagine questa mattina in Comune. Né l’amministrazione nel il Consiglio hanno informazioni ulteriori a quelle ora in nostro possesso. Non abbiamo avuto giustamente nessuna informazione dagli inquirenti. Non abbiamo neanche la situazione completa di quanti e quali dipendenti comunali siano stati iscritti nel registro degli indagati, oltre a quello posto in arresto dalla Polizia”. “È sicuramente grave che ci siano già gli elementi per porre in arresto un dipendente comunale con tali accuse” precisa il Sindaco “C’è quindi la più grande disponibilità al più scrupoloso e rapido accertamento dei fatti. L’interesse ad avere chiarezza in tempi rapidi è primario per la città e l’amministrazione. Alla conclusione degli accertamenti si avrà un quadro più chiaro di cosa è contestato e a chi, questo consente all’amministrazione di fare le scelte necessarie, rimuovere persone con eventuale responsabilità e restituire chi non abbia responsabilità alla macchina comunale per lavorare celermente. L’auspicio è che le indagini vadano avanti scrupolosamente ma arrivino il prima possibile ad una conclusione. Interesse per i diretti interessati e prima di tutto per la città”.

Si esprime anche sugli appalti in corso e quelli in procinto di partire il Sindaco Mancinelli: “Nell’immediato non accadrà nulla. Senza provvedimenti contrari l’ufficio lavori pubblici continuerà a fare il suo mestiere. È evidente che per gli uffici è particolarmente andare avanti in modo normale. Non fermeremo le attività delle opere pubbliche. Con rigore e calma e sangue freddo prenderemo provvedimenti mano a mano con le indicazioni degli inquirenti”. Un invito alla calma dal Sindaco: “Credo che in questa fase le congetture le illazioni e anche le deduzioni in buona fede rischiano di fare solo confusione. Si tratta invece di aspettare poco tempo per avere chiarezza dagli organi inquirenti. Im base ai fatti non credo che la questione debba essere oggetto di dibattito in Consiglio comunale. Quando le responsabilità saranno chiare almeno le presunte responsabilità si potrà porre una riflessione per capire quali provvedimenti e strategie adottare per una situazione sicuramente preoccupante”.

Chiede però chiarezza l’opposizione e in particolare la creazione di una Commissione di Inchiesta, proposta lanciata dal Capogruppo della Lega Marco Ausili e sostenuta da tutta l’opposizione.

"C’è un passo che ci allarma nella dichiarazione del sindaco” dichiara Ausili “di avere fiducia e che i lavori degli uffici dei lavori pubblici continueranno. La fiducia è morta. Dichiara di voler dare piena disponibilità sua all'accertamento dei fatti? Bene andiamo in direzione di una Commissione di indagine. Rimane da commentare un punto di vista politico e culturale: Come è possibile anche solo ipotizzare tali atti nella città del sindaco del mondo?”.

Proposta quella della Commissione d’inchiesta supportata e firmata da tutto l’arco dell’opposizione che si esprime la propria preoccupazione sulla vicenda.

Rubini di Altra Idea di Città: “Vedere sfilare forze dell'ordine nel comune è stato un colpo forte e indelebile. Non possiamo esimerci dal renderci conto di non essere davanti a un povero dipendente che prendeva qualche tangente. Le indagini della Questura indicano che siamo davanti a un sistema con più di 30 indagati. Non possiamo esimerci da indagare ed esaminarlo fino in fondo questo sistema. Non ci interessa tintinnare manette e costruire tribunali del popolo, ma se ci sono responsabilità politiche occorre palesare e approfondire senza alcun timore”.

“Quella di oggi è una sconfitta e annunciata” esordisce Daniela Diomedi, capogruppo 5 Stelle “Una pagina orribile nata dalla strafottenza incuria e sciatteria della gestione Mancinelli. Abbiamo insistito più volte su esercizio di controllo di gestione di atti e risultati. Quando interviene la magistratura è la sconfitta della politica; qui la politica è massacrata. Vivete di rendering di libri e sondaggi farlocchi, fortunatamente è intervenuta la Magistratura. Ora apriamo la finestra, tiriamo una riga e ricominciamo con serietà”.

Si dice addolorato Angelo Eliantonio di FdI da anconetano e ribatte al Sindaco: “Ora è sotto gli occhi di tutti che il castello dorato che è stato dipinti negli ultimi mesi non esiste. Nel comune del sindaco del mondo la corruzione c'è. Il Comune del sindaco migliore del. Mondo non è il migliore del mondo”.

La proposta della creazione di una Commissione di inchiesta è stata però bocciata dalla maggioranza, contraria all’iniziativa come precisato dalla Consigliera Mirella Giangiacomi del PD: “Istituire una commissione di inchiesta per scoprire cosa? Le indagini sono di competenza degli inquirenti, non possiamo intervenire su episodi delittuosi di cui non sappiamo nulla. Nessuno di noi è in grado di dare patenti di colpevolezza ed innocenza. La Giunta e la maggioranza sono i primi ad avere interesse che eventuali modelli negativi vengano smascherati. Se emergeranno responsabili politiche ci saranno conseguenze, si vedrà”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2019 alle 21:27 sul giornale del 08 novembre 2019 - 3027 letture

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