Fano: Vietato sprecare: nel 2019 ‘salvati’ più di 414mila euro di alimenti poi donati ai meno fortunati

3' di lettura Ancona 13/12/2019 - Cassonetti più vuoti, piatti più pieni. L’equazione è semplice, ed è generata da un principio unico quanto virtuoso: stop a ogni sorta di spreco alimentare. Non si tratta soltanto di non riempire inutilmente il proprio carrello. A dare una grossa mano sono soprattutto progetti solidali come quello messo in piedi dalla cooperativa Gerico e dall’associazione Domomia, con il contributo di Ats6, Caritas e altre cooperative. Il nome non lascia niente all’immaginazione – “Non spreco” –, e altrettanto chiaro è l’intento dell’iniziativa: raccogliere gli alimenti che negozi e supermercati butterebbero via e redistribuirli a chi ne ha davvero bisogno.

Il 2019 è stato un anno significativo. Sono infatti stati raccolti 414mila euro di generi alimentari, contro i 360mila del 2018. Si tratta dunque di un processo operativo già dal 2014, ma che sta dando sempre più i suoi frutti. Il merito è innanzitutto del grande lavoro dei volontari, ma anche dei tre dipendenti impiegati full time a cui si aggiungono alcuni collaboratori occasionali coinvolti in un percorso di riabilitazione. A riprova di come fare del bene generi anche nuove opportunità di lavoro. Il progetto è finanziato da Ats6 per 12mila euro, mentre la Caritas contribuisce con altri 10. A loro si aggiungono gli 8mila euro provenienti da alcune cooperative.

Ma come funziona questo “Non spreco”? Semplice. Innanzitutto la cooperativa Gerico “fa visita” periodicamente alle aziende virtuose che hanno deciso di aderire. Tra loro anche il Panificio Longhini e la Piadineria Brunori, senza dimenticare Auchan che però ha momentaneamente sospeso il suo contributo in vista del passaggio a Conad. I volontari ritirano i generi alimentari sia da queste aziende sia da altri fornitori occasionali, per poi immagazzinare il tutto prima di redistribuirlo. A beneficiare del cibo raccolto sono almeno una cinquantina di realtà, tra cui la Mensa di San Paterniano, RiCibiamo, Caritas Vallato e la stessa Domomia, la quale si occupa direttamente della distribuzione di frutta e verdura. È così che il cibo finisce sulla tavola delle persone meno abbienti, spesso alimenti con problemi di etichettatura o con confezioni ammaccate che altrimenti non verrebbero venduti. E perciò buttati.

“Si tratta di una buona prassi – ha commentato l’assessore al welfare di comunità Dimitri Tinti -, un segnale importante che dimostra come quella Fano sia una città solidale e accogliente”. Secondo Michele Altomeni di Gerico, invece, “viviamo in un’epoca di crisi, e mai come adesso è importante non sprecare il cibo e destinarlo a chi ne ha davvero bisogno. Stiamo entrando, poi, in un periodo in cui purtroppo lo spreco si intensifica: il Natale”. Altomeni ha infine puntato il dito contro le notizie inerenti l’abbandono di derrate alimentari, in strada o nei pressi dei cassonetti della spazzatura. “Abbiamo un solido meccanismo di gestione – ha spiegato -, ma non riusciamo a controllare tutto. L’abbandono di pacchi-cibo? Casi isolati. Dare troppo risalto a ‘notizie’ del genere finisce però per scoraggiare le nuove potenziali aziende che altrimenti potrebbero dare il loro contributo. Ne abbiamo bisogno, non diamo loro delle nuove scuse per non darci una mano”.


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Questo è un articolo pubblicato il 13-12-2019 alle 18:43 sul giornale del 14 dicembre 2019 - 196 letture

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