Fano: “Vogliamo un mondo più solidale”: sardine a Fano, intervista alla referente Eva Fabbri

3' di lettura Ancona 19/01/2020 - Il loro è un movimento spontaneo nato a Bologna appena un paio di mesi fa. Stanno facendo il giro delle piazze italiane, e sabato 25 gennaio le cosiddette “sardine” arriveranno anche a Fano (qui i dettagli). Tra le altre cose, si professano antifascisti e ambientalisti. Di certo – per usare un eufemismo - non provano simpatia per la Lega di Matteo Salvini. Insieme a Musli Alievski, Eva Fabbri sta mettendo a punto gli ultimi ritocchi della manifestazione di sabato. Ci ha raccontato cosa dobbiamo aspettarci.

Con quale spirito vi presentate a Fano?
Con lo spirito di chi, prima di tutto con il proprio corpo, vuole tornare a riempire spazi lasciati a lungo vuoti.

Che idee sostenete? E con cosa (o chi) vi sentite in antitesi?
Siamo nettamente in antitesi con i bulli. Abbiamo voglia di far emergere quella parte del paese che ogni giorno fonda la propria esistenza sui valori antifascisti, democratici e costituzionali. Quella parte che vede nella cultura – da intendersi come la curiosità attraverso cui guardiamo il mondo - un luogo in cui arrivare, e non dal quale rifuggire o di cui prendersi gioco.

A Pesaro, a inizio dicembre, eravate circa un migliaio. A Fano vi aspettate una buona accoglienza?
Sì.

La notizia delle "sardine" a Fano ha catalizzato molto l’attenzione. In tanti hanno letto gli articoli a riguardo, quantomeno online. I commenti, però, non sono stati per niente lusinghieri. Sui social è un tripudio di battute su 'sardine a scottadito' (nostra ricetta tipica), di inviti ad andare al Pesce Azzurro, immagini di sardine sulla graticola, ma anche veri e propri insulti. Come rispondete ai vostri detrattori?
Crediamo che non sia necessario rispondere agli insulti, che di per sé qualificano che li lancia, non chi li riceve.

Come sarà strutturato il pomeriggio del 25?
Ci sarà una grande festa democratica che vedrà alternati momenti di musica a qualche breve intervento. Sarà un momento colorato e allegro.

Perché avete invitato i partecipanti a portare un libro?
L’idea del libro è nata per far sì che le persone si scambino un segno, un simbolo. Per questo ci è venuto in mente l’hashtag ‘#sardinascambialibro’. Uno scambio che dia a ognuno la possibilità di arricchirsi dell’esperienza dell’altro.

Come sempre niente bandiere di partito, giusto?
Non ci saranno bandiere di partito né sigle di associazioni. Ci sarà la materialità dei corpi che hanno il desiderio di incontrarsi e di partecipare.

Nei paraggi ci sarà un banchetto della Lega per un'iniziativa che era già in programma. La cosa vi crea problemi?
Non ci crea problemi. Le nostre piazze sono pacifiche, democratiche e non violente.

Cosa c'è nel futuro del vostro movimento? Soltanto adunate di piazza o avete progetti più ambiziosi?
Per ora il nostro unico obiettivo è ricostruire una comunità solidale e coesa, in grado di guardare a nuovi oceani. Tutto questo aspettando il bilancio che faremo nei due giorni in cui ci ritroveremo in tutta Italia con i ragazzi di Bologna.

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Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2020 alle 16:00 sul giornale del 20 gennaio 2020 - 1030 letture

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