Giornata della Memoria, al Teatro Sperimentale il concerto ''Il tempo della fine''

5' di lettura Ancona 21/01/2020 - Per celebrare il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, al Teatro Sperimentale, alle ore 21, la Società Amici della Musica Guido Michelli come da molti anni, presenta un evento prestigioso e particolare: Il Tempo della Fine - Quattro vite nell’apocalisse di Görlitz, ovvero il Quatuor pour la fin du temps (Quartetto per la fine del Tempo ) di Olivier Messiaen, con Gabriele Mirabassi, clarinetto, Gabriele Pieranunzi, violino, Silvia Chiesa, violoncello, Maurizio Baglini, pianoforte, e con testo e voce narrante di Guido Barbieri.

L’evento è in collaborazione con Università Politecnica delle Marche, con il patrocinio di Comunità Ebraica Ancona, con il patrocinio di ANPI Ancona - ANPI Marche; Media Partner RAI Radio 3. Gli ingressi - particolarmente agevolati per i minori di 19 anni - vanno da 5 a 22 euro. Biglietteria Teatro delle Muse.

Per questo concerto - spettacolo quattro solisti, tutti nomi noti nel panorama internazionale, che normalmente non suonano insieme, si sono riuniti ed eseguono uno dei capolavori del Novecento, mentre Guido Barbieri - critico musicale, musicologo, e voce storica di Radio 3 nonché direttore artistico degli Amici della Musica - , ne narrerà le incredibili circostanze in cui avvennero la sua creazione e la sua prima esecuzione, e le storie dei musicisti che lo eseguirono.

Olivier Messiaen, uno dei massimi compositori del Novecento, era prigioniero in quanto soldato dell’esercito francese nello Stalag VIII- A, a Görlitz, ma fu subito riconosciuto perché già molto noto, e invitato a comporre dal comandante del campo. Lì, assieme a lui, si trovavano prigionieri altri tre musicisti, uno dei maggiori violoncellisti del tempo, Etienne Pasquier, un fenomenale clarinettista, il franco-algerino Henri Akoka, e un giovane violinista catturato dopo la disfatta di Dunkerque, Jean Le Boulaire. Messiaen comporrà un quartetto, e insieme ai suoi compagni musicisti, con lui stesso al piano, sfiderà il gelo dell’Alta Slesia: il 15 gennaio 1941 davanti a centinai di prigionieri attentissimi, tutti e quattro scriveranno una pagina della storia della musica con la prima esecuzione di un brano che sarà ritenuto un capolavoro.

Cuciti all’interno delle 8 parti che compongono il Quartetto per la Fine del Tempo - un grande lavoro sul Tempo e l’Eternità, in ambito religioso, filosofico e musicale, ispirato all’Apocalisse di San Giovanni -, le parole di Guido Barbieri racconteranno la storia dei protagonisti di quella prima volta e i loro destini. I musicisti che lo eseguiranno non hanno bisogno di particolari presentazioni: Gabriele Mirabassi, notissimo clarinettista che si muove con uguale disinvoltura sia nella musica classica che nel jazz, collabora con artisti di ambiti eterogenei, partecipando a progetti di teatro, danza, canzone d’autore.

Nel jazz, con Richard Galliano, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Marc Johnson, John Taylor, ecc…e nella musica classica, con Mario Brunello, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Orchestra d’Archi italiana, Banda Sinfonica do Estado de Sao Paoulo, Ensemble Conductus, Orchestra Bruno Maderna ecc…Inoltre ha collaborato con, per citarne solo alcuni, Gianmaria Testa, Erri De Luca, Ivano Fossati, Sergio Cammariere, Mina, Giorgio Rossi, David Riondino, Marco Paolini.

Gabriele Pieranunzi, già allievo di Salvatore Accardo e Stefan Gheorghiu, si è presto imposto all’attenzione del pubblico e della critica avendo ottenuto una lunga serie di premi in importanti competizioni internazionali (“Paganini” di Genova, “Varga” di Sion, “Spohr” di Friburgo, “Romanini” di Brescia, “Lipizer” di Gorizia, “Viotti” di Vercelli, Biennale di Vittorio Veneto). La sua attività lo ha portato ad esibirsi nei principali centri musicali in Italia ed all’estero. Tra i suoi successi più recenti, l’invito all’Al Bustan Festival di Beirut e l’uscita per la rivista Amadeus (numero di marzo 2019) del cd dedicato a E. Chausson con la pianista Jin Ju ed il quartetto d’archi della Philharmonia Orchestra di Londra (Philharmonia Chamber Players) che prevede concerti anche in Inghilterra e Cina.

La violoncellista Silvia Chiesa è tra le interpreti italiane più in vista sulla scena internazionale. Ha contribuito in modo decisivo al rilancio del repertorio solistico del novecento italiano, anche grazie a un importante progetto discografico per Sony Classical con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Corrado Rovaris e da Massimiliano Caldi. Dedicataria di composizioni solistiche con orchestra di Corghi e D'Amico, è stata scelta da compositori come Clementi e Davies per prime esecuzioni di loro opere. Come solista si è esibita con compagini quali l’Orchestra Nazionale della Rai, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, la Royal Philharmonic Orchestra, i Solisti di San Pietroburgo, l’Orchestra di Rouen, la Staatsorchester Kassel e la Sinfonica di Cracovia. Suona regolarmente in duo e registra per Decca con il pianista Maurizio Baglini.

Maurizio Baglini vanta una brillante carriera come solista, camerista, didatta e direttore artistico. Come solista si esibisce in sedi quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, la Salle Gaveau di Parigi, il Kennedy Center di Washington ed è ospite di prestigiosi festival, tra cui La Roque d’Anthéron, Yokohama Piano Festival, Australian Chamber Music Festival, “Benedetti Michelangeli” di Bergamo e Brescia. Fondatore e direttore artistico dell’Amiata Piano Festival, è consulente artistico per la danza e la musica del Teatro “Verdi” di Pordenone e Ambasciatore culturale della Regione Friuli Venezia Giulia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2020 alle 17:01 sul giornale del 22 gennaio 2020 - 469 letture

In questo articolo si parla di musica, spettacoli, giornata della memoria, Associazione Amici della Musica Guido Michelli, comunicato stampa

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