Bobo Craxi a Senigallia per "Hammamet": "Il film su Bettino Craxi è la storia di un politico caduto in disgrazia"

3' di lettura Ancona 24/01/2020 - “In due ore non si possono raccontare sette anni di esilio forzato, ma certamente è la storia di un politico caduto in disgrazia”. Sono le prime parole con cui Bobo Craxi commenta il film dedicato agli ultimi anni di vita del padre Craxi, in Tunisia.

“Hammamet”, per la regia di Gianni Amelio e interpretato da Pierfrancesco Favino, è stato proiettato ieri sera al cinema Gabbiano. In sala c’era anche Bobo Craxi che nel pomeriggio aveva preso parte alla conferenza promossa dal Partito Socialista di Senigallia, in occasione del ventennale dalla scomparsa di Bettino Craxi

Bobo che parere si è fatto di questo film che racconta anni difficili della vita di sua padre e della storia politica italiana?
“Il film ha usato un grande senso di liberà. Pur essendo noi della famiglia coinvolti per dare l’approvazione, regista e sceneggiatori si sono liberamente ispirati ad una vicenda reale lasciando sullo sfondo elementi liberamente tratti. Direi che “Hammamet” racconta la storia di un politico caduto in disgrazia”.

Nel film ovviamente si parla anche di lei, trentenne negli anni dell’esilio..
“In molti mi dicono che non sono stato trattato bene ma non è questo che mi interessa, sono più interessato alla figura di mio padre per quello che è stato e continua ancora oggi a essere”

E che cosa rappresentare oggi la figura di Bettino Craxi?
“Craxi è stato un grande statista, è stato a capo di un partito che prendeva milioni di voti e che rappresentava il sentimento di altrettanti italiani. Mio padre non guidava un partito personale, ma una comunità che aveva (ed ha tuttora) un pensiero ideologico ed è per questo motivo che un partito sopravvive anche dopo la morte dei grandi”.

Ed è per questo che per l’anniversario della scomparsa in mille sono andati in Tunisia?
“Il sentimento che ha mosso queste persone è sincero e dimostra che ancora oggi esiste un sentimento comune che unisce una parte degli italiani, frutto di una azione politica convincente che oggi rimpiangiamo. Con la scomparsa di Bettino Craxi la comunità politica del PSI si è ridotta ma certamente oggi è ancora viva e attiva”.

Com’è stato vedere sullo schermo la storia degli ultimi anni di vita di suo padre?
“Mi ha riaperto squarci di memoria che alternano immensa tristezza ad una grande gioia perché comunque in quegli anni avevamo nostro padre ancora con noi”

Da chi fu condannato suo padre?
“Da alcuni italiani e da alcuni che facevano i magistrati. In quegli anni (gli anni di Tangentopoli ndr) l’Italia finì in mano ad un sistema guidato da un clan giudiziario, sostenuto dalla stampa, che si impossessò del potere e che da allora non ha più vacillato”.

E qual è il prezzo che lei e la sua famiglia avete pagato?
“Nel mio caso mi è stata tolta la prospettiva di un avvenire sereno, ero nel pieno della giovinezza ma da allora tutto, sul piano morale, economico, sociale, è cambiato”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2020 alle 23:45 sul giornale del 25 gennaio 2020 - 666 letture

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