Calano i negozi, Polacco (Confcommercio): ''Ancona deve riscoprire la natura commerciale di città mercantile''

Ancona panorama 2' di lettura Ancona 21/02/2020 - Cala nel capoluogo marchigiano l’economia Terziaria. E’ il dato più significativo che emerge dall’Analisi ‘Demografia d’impresa nelle città italiane’ realizzata dall’Ufficio Studi Confcommercio (prendendo in considerazione 120 Comuni italiani) e presentata a Roma nella sede Confederale.

Nel confronto tra il numero di imprese presenti nel 2008 e quelle presenti nel 2019 si nota un calo importante nel centro storico cittadino che è passato, nel Commercio al dettaglio, da 291 attività a 212 (-79). Calo anche al di fuori del centro storico (894 attività nel 2008 contro 796 nel 2019 con un saldo in negativo di 96 imprese).

“Siamo di fronte – il commento del Direttore Generale Confcommercio Marche Centrali prof.Massimiliano Polacco –, ad un forte calo dell’economia Terziaria sia nel centro storico che nelle zone periferiche di Ancona e questo è un dato preoccupante rafforzato dal fatto che sono in netta diminuzione le imprese specializzate con un calo pesante delle attività di informatica”.

A fronte dunque di un’analisi che evidenzia delle chiare criticità nel settore Confcommercio Marche Centrali rilancia la necessità “di puntare” le parole del prof.Polacco “sulla natura commerciale di Ancona città mercantile concentrando l’attenzione sullo sviluppo del porto in particolare con le attività crocieristiche grazie anche alla realizzazione della nuova banchina sulla quale è importante un’accelerazione”.

“Dobbiamo anche spingere sul turismo culturale che è un segmento importante che sta crescendo e che è in linea con gli asset che Confcommercio Marche Centrali sta portando avanti ritenendo, ormai da anni, Ancona una città aperta, citando uno slogan che abbiamo lanciato gli anni scorsi, e sulla quale serve una sinergia di intenti tra amministrazione comunale, Porto e un’Organizzazione come la nostra. Questo è il percorso che il capoluogo marchigiano può percorrere per dare vitalità al Terziario territoriale”.

E alcuni segnali positivi arrivano ad esempio dal dato degli Alberghi dove c’è una crescita esponenziale sia nel centro storico che fuori (da 9 del 2008 a 20 del 2019 nel centro storico, da 25 a 37 nelle altre zone). “Questo è un dato importante – ancora Polacco –, ed è la cartina di tornasole del fatto che nel segmento turistico stiamo lavorando bene e dobbiamo continuare in questo modo”.

In crescita anche il settore dei bar e dei ristoranti che passano da 106 del 2008 a 117 nel 2019 (nelle altre zone invece il dato è stabile dopo un picco nel 2016: 329 nel 2008, 340 nel 2016 e 330 nel 2019). “Aumentano le attività di somministrazione nel centro storico di Ancona – conclude Polacco –, mentre nelle altre zone è mutata l’offerta che spesso è legata alle nuove tendenze dovute ai Franchising.


da Confcommercio Imprese per l'Italia Marche Centrali





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-02-2020 alle 16:36 sul giornale del 22 febbraio 2020 - 893 letture

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