Chiusa la Tenda di Abramo dal 14 marzo: "Abolita la povertà"

4' di lettura Ancona 29/03/2020 - “Abbiamo abolito la povertà”: questa è la scritta fatta sulla lavagna della stanza accoglienza, al posto dei nomi degli ospiti, la mattina di sabato 14 marzo da Stefano e Giuseppe, alla fine del loro turno di notte

Da sabato 14 marzo, infatti, l’attività quotidiana ordinaria presso la casa di accoglienza di Via Flaminia 589 è stata ”sospesa”.


Da settimane le precauzioni prese aumentavano giornalmente, parallelamente alla percezione del rischio: dal numero minimo di volontari presenti per turno e il blocco dei nuovi ingressi, alla distanza minima fra i tavoli e gli ospiti in refettorio per la cena, fino alla riduzione degli ospiti per ogni camera e la disinfezione dei locali precauzionalmente fatta fare da una ditta esterna la mattina del 9 marzo.Alla fine è risultato impossibile continuare, non riuscendo più a mantenere allo stesso tempo un livello minimo di serenità per gli ospiti e i volontari che si succedevano nei turni. Da quella mattina l’attività associativa è continuata senza interruzione. Su canali e con modalità diverse la cura e l’accoglienza dei nostri ospiti stanno proseguendo. Seguendo l’intuizione di Giuseppe e Stefano, grazie all’impegno e all’esperienza di Chiara e attraverso una modalità di confronto intenso si è scelto di cercare alloggi alle persone che erano in Tenda e nei giorni successivi anche ad altre persone, segnalate da associazioni e parrocchie. Siamo arrivati ad 8 persone. Non sono tante, è un numero insufficiente rispetto alla fortissima esigenza attuale.

Parallelamente è stata avviata una raccolta fondi con l’ottica di mantenere questa forma di accoglienza alternativa, a pagamento, finché serve, sommando le risorse di chi ci sta aiutando, i nostri fondi e altri che cercheremo. Dividendoci i compiti: fra coloro che seguono gli aspetti amministrativi, i rapporti con gli ospiti, i proprietari e i contatti con i servizi sociali dei vari comuni, quando possibile. Consapevoli che non basta. Perché ci risultano, in questo periodo di “iorestoacasa”, ancora molte persone costrette a dormire fuori nel nostro territorio, perché una casa non ce l’hanno. Per questo, dal primo momento, da quando abbiamo capito che avremmo dovuto sospendere l’attività presso la casa di Via Flaminia (la casa di Castelferretti è sempre rimasta operativa naturalmente) si è da subito cercato di sensibilizzare e stimolare gli enti locali a cercare soluzioni alloggiative per chi era per strada.

Con mail, telefonate ed un comunicato uscito il 16 marzo a firma Tenda di Abramo, RiBò Unità di Strada, Caritas Diocesana e Ass. SS Annunziata dal titolo “Io resto a casa”, ma se non ho casa dove vado?” si è fatto presente che alcuni percorsi sono stati tentati in alcune città italiane (presenza di personale sanitario, non impegnato per l’emergenza, che effettua “monitoraggi” agli ospiti prima di accedere ai centri di accoglienza; allestimento di tende per il pernotto e il servizio mensa collocate vicino a strutture dove vi siano servizi igienici che garantiscano la sicurezza; ricerca di stanze e pensioni a pagamento ecc...).

Con la consapevolezza della complessità del momento, ma con una visione complessiva che non può lasciare fuori sempre le stesse persone, i cosiddetti “invisibili”, per cercare di coniugare la sicurezza per le persone più fragili, con quella degli operatori e delle città. Anche perché la circolare n. 1/2020 del 27/03/2020 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce che per i senza dimora “sarà utile che i servizi sociali pubblici territoriali coordinino gli enti, le associazioni del terzo settore e di volontariato che affiancano i servizi comunali e di ambito, anche ai fini di individuare strutture alloggiative adeguate cui indirizzare i senza dimora, raccordandosi, ove attivati dal Sindaco, con i centri operativi comunali COC per l’emergenza”...

Per questo abbiamo ritenuto di ringraziare il Comune, declinando la recente offerta di un contributo economico straordinario che ci era stato proposto. Perché, come detto, cerchiamo di proseguire con chi ci sta aiutando attraverso le offerte liberali e con le risorse della nostra associazione. Ma soprattutto perché quel denaro va canalizzato e messo urgentemente a disposizione di chi ancora sta in strada. Va speso a vantaggio di coloro che ancora non possono dire “iorestoacasa”. Ormai da troppi giorni rispetto ai primi decreti del Governo... Ora è chiaro di chi sia la competenza. Ora occorre agire prima possibile in tal senso, perché la legge lo prevede, perché ancora tante persone sono per strada e soprattutto, lo abbiamo capito, perché “non ci si salva da soli”. Sempre in attesa che venga abolita la povertà.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2020 alle 19:52 sul giornale del 30 marzo 2020 - 1297 letture

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