Ospedale d'emergenza a Civitanova, Ciccioli (FdI): "Era meglio al sesto piano di Torrette"

3' di lettura Ancona 30/03/2020 - Non è tempo delle polemiche politiche, ma di riflessioni si, anche perché servono a far sbagliare di meno a chi deve attualmente decidere. La scelta di un nuovo ospedale di emergenza alla fiera di Civitanova Marche è un grave errore. Errore ancora maggiore sarebbe stata la scelta della nave civile o l’ex deposito di carbone al porto di Ancona o il palasport Rossini.

Ma anche localizzarlo alla Fiera di Civitanova non è da meno. Ho parlato con decine di colleghi medici, in prima linea nella battaglia contro il coronavirus, sono sconcertati e nessuno sa darsi una spiegazione minimamente razionale. 12 milioni di euro di investimento per 100 letti significano 120 mila euro a posto letto, in una struttura che non avrà alcun successivo futuro operativo. Un costo esagerato, anche se donati da privati. Sempre soldi dei marchigiani sono.

Aggiungo: lì alla Fiera di Civitanova non ci sarebbero né una radiologia né una rianimazione contigua, indispensabile per questo tipo di pazienti. Poi occorrono almeno 250/300 infermieri già formati, non certo neoassunti, e complessivi almeno 40 medici specialisti per coprire tre turni di servizio da otto ore, più riposi e sostituzioni. Tra questi specialisti anestesisti-rianimatori, pneumologi, infettivologi, internisti, da mettere in squadra in pochi giorni. Nel migliore dei casi prima della terza settimana di aprile non sarà pronto, ammesso che tutto vada bene nel programma dei lavori e delle forniture, cosa improbabile. E poi dove lo trovi questo personale, che l’Asur da mesi sta cercando di assumere con enormi difficoltà di reclutamento? Insomma la solita scelta improvvida. Ma perché non sono stati riuniti i primari dei servizi di prima fila e non è stato chiesto il loro parere sul campo?

C’è troppa autoreferenzialità in questa decisione, con il povero Bertolaso contagiato e ricoverato fin da subito al San Raffaele a Milano. A mio umilissimo parere, suggerito anche da molti operatori, è che una gestione provvisoria di posti letto doveva essere collocata nel sesto piano dell’ospedale Umberto I di Torrette di Ancona, nei padiglioni sgomberati per il futuro trasferimento del Salesi, che offre una disponibilità fino a 130 posti letto. Tutto predisposto, solo da avviare, con la possibilità di utilizzare il personale in servizio già formato, come tutor e affiancamento dei neoassunti, integrati con quelli dei Cavalieri di Malta, della Croce Rossa e quant’altri. Ogni investimento ulteriore di letti, attrezzature, nuove tecnologie e strumentistica sarebbe rimasto alla fine in uso a Torrette anche per il futuro Salesi.

Noi siamo favorevoli all’ accentramento di un certo numero di casi in una struttura unica, magari da identificare in altri ospedali attualmente dismessi, ma tutt’ora attrezzati ed idonei allo scopo. Prendere decisioni di questo tipo suscita in noi ed a tanti sanitari grande perplessità. Tutto ciò è buon senso, a meno che gli interessi siano altri. Cito quelli suggeriti: predisporre una riserva di letti in caso di contagio massiccio in altre zone d’ Italia, non attrezzate a reggere un’onda d’urto imponente; oppure fare un po’ di comunicazione di efficienza alla giunta Ceriscioli in affanno. Mi sembrano comunque tutte motivazioni inadeguate alla nostra emergenza regionale, alle nostre risorse e alle necessità strutturali sanitarie della nostra Regione.


da Carlo Ciccioli
Portavoce regionale Fratelli d'Italia







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2020 alle 16:43 sul giornale del 31 marzo 2020 - 2045 letture

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