Porto di Ancona, crocevia di merci, persone e valute straniere

3' di lettura Ancona 02/04/2020 - Ancona rappresenta nel Mare Adriatico un “salto strategico” per raggiungere la costa dalmata: lo capirono i Dori greco-siracusani che qui fondarono il porto nel 387 a.c., dando il via a una storia che nei secoli è diventata punto di riferimento per l’Adriatico insieme a Venezia e Siracusa.

Il porto nei secoli

Nonostante le vicende alterne, il porto di Ancona non ha mai smesso d’essere approdo di merci e persone provenienti dalla Grecia e dalle nazioni che si affacciano sul versante opposto dell’Adriatico. Persone, merci e quindi commercio, basato sulle valute straniere che trasformano la zona portuale in un mercato di scambio delle valute straniere. Con l’introduzione dell’euro, le monete circolanti nella città si sono ridotte: chi arriva dalla Grecia usa l’euro, ma dalla Croazia approda ancora la kuna croata e dall’Albania il lek albanese. La zona portuale di Ancona può ancora oggi contare su sette punti di scambio monetario, di cui uno si trova esattamente all’interno dell’area portuale. Si comprende, quindi, come le valute straniere assumono un ruolo fondamentale nel commercio della città, in quanto hanno un impatto significativo per le imprese che direttamente lavorano nel porto o che fanno parte dell’indotto. Per le imprese attive nell’area portuale anconetana è importantissimo essere a conoscenza del prezzo di scambio delle monete che vi circolano, perché sono portate da chi vi sbarca per turismo e per affari. Ed è esattamente quello che vogliamo comprendere qui: come il valore delle valute straniere cambia nel tempo e dove ciò avviene effettivamente.

Il “porto” di scambio delle valute straniere

Esattamente come le merci e le persone trovano in Ancona un porto dove sbarcare o imbarcarsi, anche le valute straniere hanno un proprio “porto” di approdo e di partenza, dove gli scambi avvengono costantemente e senza sosta. Per comprendere meglio l'argomento in termini concreti, è necessario analizzare in sintesi cos’è il forex e i suoi meccanismi di funzionamento di base. Il Foreign Exchange è il mercato internazionale delle valute straniere dove si stabilisce il prezzo di scambio di una moneta contro l’altra in base alla domanda e all’offerta. Il mercato forex non ha una sede specifica come le Borse: tutto avviene elettronicamente attraverso una rete mondiale a cui hanno accesso principalmente le banche centrali, le imprese e i singoli trader. Il cambiavalute nel porto di Ancona, ad esempio, è un punto di accesso a questo mercato e grazie alla sua attività permette ai turisti di cambiare in euro la kuna o il lek e viceversa. Oltre ai punti locali dove fare il cambio valutario, nel web esistono piattaforme di scambio utilizzate sempre più da professionisti il cui intento non è più quello di scambiare monete per farne un uso turistico, questi hanno l’obiettivo di speculare sulla variazione dei prezzi per trarne un profitto immediato o di lungo termine. Il mercato delle valute straniere si è trasformato negli ultimi decenni in una vera e propria attività fine a se stessa, in cui operatori finanziari grandi e piccoli, senza sosta, ne traggono vantaggio scambiando nel momento opportuno le valute fra loro.

Il forex è da considerarsi, quindi, un moderno porto virtuale dove gli scambi riguardano solo le valute straniere. Tuttavia l’importanza del mercato virtuale delle valute è concreta, perché consente alle genti di approdare in un porto come quello di Ancona e di usare la moneta locale per i propri acquisti.






Questo è un articolo pubblicato il 02-04-2020 alle 16:01 sul giornale del 02 aprile 2020 - 1656 letture

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