I messaggi dell'arcivescovo Angelo Spina per la Pasqua 2020

5' di lettura Ancona 09/04/2020 - “Il tempo del coronavirus è per tutti un lungo 'venerdì santo' vissuto con profonda sofferenza", ha scritto sua ecc. mons. Angelo Spina nel messaggio per la Pasqua del 2020.

"Sofferenza per i malati, per i morti, per i loro familiari, per la terribile prova a cui sono sottoposti i medici, i paramedici, sofferenza per la prova che tutto il Paese sta vivendo. Sofferenza per chi ha responsabilità di governo, i lavoratori, le imprese, l’intera economia. Ma oltre a queste sofferenze ce n’è un’altra ancor più grande quella di non poter celebrare l’Eucaristia con il popolo, anche se la fede resta viva alimentata dalla preghiera personale e in famiglia e dall’ascolto della Parola di Dio. Molti si sono chiesti se questo virus è un castigo. La risposta è no. Non è un castigo. Gesù in più occasioni ha chiarito che non c’è un rapporto fra la colpa commessa e il male subito”.

Nel messaggio ai giovani, tra l’altro si legge: “Cari giovani, i giorni del coronavirus che stiamo vivendo, voi li sentite profondamente, con la fatica, l’angoscia, lo smarrimento, l’incertezza e anche la paura. Ma in questo tempo di prova la fede, luce ai nostri passi non viene meno ad accompagnarci. E voi con il dono della fede tenete accesa la lampada che fa guardare avanti perché siete amici di Gesù Cristo”.

Un messaggio, poi lo ha inviato i sacerdoti: “Afferrati da Cristo ci siamo messi nelle sue mani, mani che salvano, proteggono e benedicono. Il nostro sacerdozio viene da lontano, da una chiamata e da una consacrazione, in poche parole da un dono che Dio ha fatto alla nostra vita e alla Chiesa. L’Apostolo Paolo convinto di questo scriveva a Timoteo quelle parole sono rivolte anche a noi, oggi, pastori a servizio del popolo di Dio: «Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani» (2 Tm 1,6). Siamo sacerdoti perché abbiamo ricevuto un dono di Dio. Non abbiamo firmato un accordo, non abbiamo ricevuto un contratto di lavoro in mano, ma mani sul capo, per essere a nostra volta mani alzate che intercedono presso il Signore e mani protese verso i fratelli. Abbiamo ricevuto un dono per essere doni. Un dono non si compra, non si scambia, non si vende: si riceve e si regala”.

Molto sentito, il messaggio inviato agli operatori sanitari: “Trascorrete giorni e notti in ospedali e cliniche, dove è ininterrotto il flusso di pazienti in attesa di cure. Vedete ogni giorno i risultati di test che confermano nuovi casi di contagio. Cercate disperatamente dispositivi salvavita. Nonostante tutto, portate parole di conforto e di coraggio stando accanto a chi soffre. Affrontate la stanchezza, ma non demordete perché la vostra non è una semplice professione, è una missione. In questo tempo del coronavirus abbiamo ancor più colto l’alto valore della vita e fare ogni sforzo per curarla, custodirla. Facciamo esperienza della sua fragilità e della sua precarietà. Questo ci dà ancora più consapevolezza di riempire il tempo della vita con ciò che vale. La vita è fatta per amare ed è proprio l’amore che la riempie di senso, come ci ha insegnato il Signore Gesù: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Questo tempo fa capire a tutti che oltre a curare bisogna prendersi cura delle persone malate nella loro integralità fisica e spirituale”.

Ogni domenica dopo la s. Messa delle 10.30, trasmessa da èTv dalla Cattedrale, Mons. Spina prega Dio, davanti alla “Regina di tutti i santi” venerata da tutto il popolo anconetano e non solo, perché ci liberi “… dall’epidemia che ci sta colpendo, affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato”.

Nei giorni scorsi si è raccolto in preghiera sulla tomba del beato Gabriele Ferretti, compatrono di Ancona e lo ha così pregato: “O Beato Gabriele Ferretti, compatrono della città di Ancona. Tu che avesti da Dio il privilegio di guarire gli ammalati con il semplice segno di croce, o al contatto della tua tonaca, Proteggi questo nostro Paese. Illumina i responsabili del bene comune, perché sappiano prendersi cura delle persone affidate alla loro responsabilità. Dona l’intelligenza della scienza a quanti ricercano mezzi adeguati per la salute e il bene fisico dei fratelli”. Il 27 marzo, in un pomeriggio piovoso, l’Arcivescovo si è recato al cimitero di Tavernelle a pregare per i defunti ed a benedirli tutti.

Si ricorda che:

venerdì 10 aprile alle ore 17.00 l’Arcivescovo presiederà, in Cattedrale, la solenne Celebrazione della Passione del Signore che verrà trasmessa in diretta su èTV Marche canale 12.

Sabato Santo sabato 11 aprile alle ore 21.00, in Cattedrale, l’Arcivescovo presiede la Veglia pasquale che verrà trasmessa in diretta su èTV Marche canale 12.

Domenica 12 aprile - Pasqua, alle 10.30 l’Arcivescovo presiede la S. Messa in Cattedrale, che verrà trasmessa in diretta su èTV Marche canale 12.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2020 alle 17:38 sul giornale del 10 aprile 2020 - 198 letture

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