Quacquarini: ''La pista ciclabile agli Archi non rispetta le regole''

3' di lettura Ancona 18/06/2020 - Come sempre succede ad Ancona su ogni argomento la Giunta cerca di interpretare i decreti a proprio uso discostandosi da tutto il resto d'Italia. L'ultimo caso riguarda la pista ciclabile realizzata agli Archi.

Aldilà della sua pericolosità o meno, non sta a me stabilirlo, la stessa è stata presentata dalla Giunta come provvisoria così come previsto dal decreto "Rilancio" in vigore dal 19 maggio scorso. In attesa di realizzare il vero progetto che prevede la ciclabile dall'altro lato della strada, l'Amministrazione, cosi dicono, ha attuato il decreto che da questa indicazione di provvisorietà per mezzi di trasporto alternativi, smentendo anche i tanti che affermavano che grazie alle loro battaglie era sta fatta finalmente la pista ciclabile.

Quindi analizziamo le parole dell'Assessore Foresi in risposta alle interrogazioni dell'ultimo Consiglio comunale del 15 giugno. Ha dichiarato che la pista ciclabile "è provvisoria" così come previsto appunto dal decreto "Rilancio" e sarà "a doppio senso di marcia". Ma nel Decreto citato cosa c'è scritto in realtà? L'art. 229 (Misure per incentivare la mobilità sostenibile) comma 3 lettera a) punto 2) prevede: "Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La Corsia ciclabile è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione alla circolazione dei velocipedi".

Dunque non c'è scritto che sono previste corsie ciclabili provvisorie ma come vanno realizzate le stesse. E poi prevede che la stessa sia ad un solo senso di marcia nel passaggio "nello stesso senso di marcia degli altri veicoli". Cos'altro c'è che non va agli Archi? Chi ha visto la pista ciclabile della "propaganda" Giunta anconetana avrà notato che essa è delimitata da una striscia gialla continua mentre invece il decreto parla chiaramente che deve essere delimitata da una "striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo".

Dunque in aula sono state dette cose non vere perché in realtà il decreto "Rilancio" prevede, come visto, altre cose. Insomma: rispetto al resto d'Italia solo ad Ancona, come sempre, si interpretano le norme, si trovano mille difficoltà e si fanno i soliti pastrocchi. E poi...L’altra novità che il decreto "Rilancio" ha inserito nel codice della strada è la cosiddetta “casa avanzata”, ancora poco nota in Italia. Il decreto la definisce "una linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli". In sostanza, parliamo di uno spazio riservato ai ciclisti negli incroci regolati dai semafori. Cosa che non mi sembra stata realizzata nell'impianto semaforico degli Archi. Ma questo forse sarebbe troppo spiegare in cosa consiste ai nostri infallibili e confusionari (s)governanti.

In conclusione crediamo che questa, seppur non rispetti per nulla le indicazioni del decreto e sia fuori regola, sia in realtà la corsia riservata alle biciclette e simili definitiva, quella di cui si parla da anni per gli Archi, quella del progetto costerebbe troppo e quindi si è preferito fare questa improvvisata. Se così, invece, non fosse comunque sia sono stati sperperati soldi pubblici per una pista ciclabile che non rispetta le norme della Repubblica italiana.


Da Gianluca Quacquarini

Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-06-2020 alle 12:46 sul giornale del 19 giugno 2020 - 574 letture

In questo articolo si parla di politica, pista ciclabile, Movimento 5 Stelle, Gianluca Quacquarini, comunicato stampa

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