Fermo: Simone Fidani, direttore dell'ufficio postale di Sant'Elpidio a Mare , si è spento al Sant'Orsola di Bologna per complicazioni dovute ad un intervento di trapianto

4' di lettura Ancona 10/07/2020 - Aveva solo 47 anni e la sua morte ha sconvolto tutta la comunità postale che lo piange.Doveva sposarsi con la collega e compagna di vita il 7 luglio.

Ci sono persone che quando se ne vanno lasciano un vuoto tanto grande quanto grande è stata la loro presenza nella nostra vita. Ci sono persone che se ne vanno troppo presto ed è più difficile accettare che non ci sono più. Ci sono persone che lasciano un segno profondo tra quelli che le incontrano ed hanno la fortuna di frequentarle e lavorarci insieme. Simone Fidani, 47enne di Porto Sant’Elpidio era una di queste e la sua prematura scomparsa ha lasciato tutti in un doloroso sbigottimento. In particolare i colleghi di Poste Italiane Filiale di Fermo, “ famiglia” di cui faceva parte, perché lui era il Direttore dell’Ufficio Postale di Sant’Elpidio a Mare .

Aveva cominciato il suo percorso in Azienda nel 1999 come portalettere per poi scalare posizioni fino a diventare un Direttore di 1° livello. Prima era stato Direttore a Monte Vidon Corrado, a Montegranaro 1, a Fermo 3, a Casette D’Ete , a Porto San Giorgio 2 e a Lido di Fermo . La sua capacità, la determinazione, e l’orgoglioso senso di appartenenza alla sua Azienda gli avevano infatti meritato incarichi sempre più prestigiosi da parte di Poste. Incarichi che lui portava avanti coniugando sempre testa e cuore. Elemento ,quest’ultimo, che fa la differenza nelle relazioni umane, rendendole proficue in ogni senso. E che, coniugato con la competenza e la naturale autorevolezza che gli apparteneva , facevano di lui un direttore molto amato da tutti i suoi collaboratori.

Infatti sono tanti i ricordi comuni e le loro testimonianze. Ecco un compendio del sentire generale : “ Noi di Poste abbiamo perso un grande Direttore, ma anche un amico che, come Ennio Morricone, se n’e andato in punta di piedi, senza voler disturbare, in coerenza con il suo carattere schivo e riservato, nemico dei fronzoli e dell’adulazione, che però non ci ha fatto mai mancare il sostegno , il sorriso , l’allegria, e quella parola buona che fa la differenza. Noi lo chiamavamo Simo oppure “direttore Number-one” proprio per sottolineare che era un grande. Aveva il talento di lavorare a 360°, con una tale sicurezza e competenza che lo portava ad aiutare gli altri, garantendo supporto e soluzioni, diventando un punto di riferimento per tutti, dipendenti, colleghi e clienti. Con onestà intellettuale rispettava le idee diverse dalle sue, aveva valori etici profondi ed intransigenti e ci insegnava che l’Azienda è una squadra e come tale deve tutelare le persone che ne sono la risorsa più grande. Era un instancabile lavoratore che, però, sapeva trovare anche la pausa giocosa. E aveva una risata contagiosa della quale non ci dimenticheremo mai. Uomo molto leale con se stesso e con gli altri, con grande dignità non faceva mai trasparire i suoi problemi personali .

E di problemi personali negli ultimi anni Simone ne aveva avuti diversi, quando la sua malattia era esplosa e lo costringeva a pause e cure. Ma li aveva affrontati con la forza e la dignità che lo contraddistinguevano, senza mollare un centimetro né nel lavoro, che ha seguito fino alla fine, né nella sua vita privata che, proprio in questi ultimi anni, registrava l’avverarsi di un suo sogno. Insieme a Barbara, collega e compagna di vita , avevano acquistato un casale a Monte Urano e lo stavano ristrutturando, perché entrambi amavano la vita di campagna, circondarsi di animali, allevare galline, coltivare i propri prodotti. “ Durante il lock down, con il fermo del lavoro, abbiamo trascorso tanto tempo in questo casale – racconta Barbara- e a volte ci abbracciavamo domandandoci increduli se davvero tutto quello che avevamo sognato si era avverato”.

Barbara e Simone si erano conosciuti nel 2007 lavorando insieme nell’ Ufficio Postale di Fermo 3, ma il loro amore era scoppiato soltanto qualche anno più tardi. Dopo 10 anni insieme avevano deciso di sposarsi: il loro matrimonio, in Comune a Fermo, si sarebbe dovuto celebrare il 7 luglio. Ma la loro vita ha preso un’altra piega, una brutta piega. Simone era stato chiamato a Bologna per sottoporsi al trapianto del fegato, operazione che avrebbe risolto il suo problema di salute. Il viaggio della speranza nella notte. L’intervento lungo un giorno sembrava riuscito, l’organo trapiantato rispondeva, ma il suo cuore non ha retto e dopo qualche giorno, precisamente il 2 luglio, Simone si è spento. La notizia, arrivata nella notte ha sconvolto tutta la comunità postale. Perché la morte non è mai facile da accettare, ancor di meno quando ti porta via una persona giovane che aveva ancora tanto da dare e da sognare. Ciao Simone, vivrai ancora e sempre dentro di noi.








Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2020 alle 18:49 sul giornale del 11 luglio 2020 - 407 letture

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