Fermo: Bianca Ramadori una montegiorgese a Milano: una voce per sognare.

6' di lettura Ancona 04/08/2020 - Gli audio libri e il doppiaggio sono il suo progetto futuro

Ha una voce bella, che accarezza e imprime ogni parola che pronuncia, restituendone tutto il senso. Mentre la ascolto affabulata penso che una con quella voce dovrebbe fare teatro, o letture di libri, o la doppiatrice. E scopro, parlandoci al telefono, che è proprio questo che fa e che vuole continuare a fare sempre meglio.

Bianca Ramadori, 60 anni netti, è montegiorgese ed entra di diritto nella rubrica “Rosaincanto, Donne di Paese”, perché oltre a distinguersi nel campo del sociale e del volontariato lo sta facendo anche nel campo della recitazione, delle video letture e del doppiaggio. A Montegiorgio ci è nata, precisamente a Porta San Nicolò, ma quasi subito con la sua famiglia si è trasferita a Monte San Pietrangeli dove suo padre Giuseppe era medico condotto e sua madre Valentina insegnante. Lì è vissuta fino alla maggiore età, sperimentandosi per un breve periodo anche nella locale Radio Aut. Poi a 20 anni se ne è andata nel nord.

“Avevo da poco perso mia madre e sono “scappata” Ero uno spirito libero, una ribelle e davo filo da torcere a mio padre con il quale ero piuttosto in conflitto, come spesso capita a quell’età. Allora lui pensò di farmi cambiare aria e mi accordò un periodo di vacanza a Milano dove c’era mio fratello dentista. Dovevo restarci per un po’ ma ci sono rimasta per sempre” racconta.

Rimasta, perché a Milano conobbe quello che definisce “un siculo di Palermo”, l’uomo che è poi diventato suo marito e lo è ancora. Poi il matrimonio, i figli, gli impegni di moglie e madre. La vita scorre, succedono tante cose. A 50 anni la botta di vita. Bianca scopre la sua grande passione per la recitazione e la lettura ad alta voce, che mette a disposizione dei più deboli.

Entra in un’associazione di volontari che vogliono alleviare la degenza a persone ospedalizzate. Lei va e legge per loro racconti, con quel modo immedesimante che le appartiene. La voce, la mimica facciale, le pause, quel senso che riesce a dare ad ogni dettaglio. Riceve apprezzamenti. Comincia a studiare, a frequentare scuole di recitazione, le migliori perché “in giro ce ne sono tante” dice “ma per imparare bisogna andare in quelle migliori”. Partecipa a rappresentazioni di fine corso, recita in alcuni teatri. Viene chiamata per doppiaggi, scrive poesie,partecipa a concorsi, insomma una carriera in ascesa la sua che la impegna tanto, ma la appaga ancor di più. Anche se appagata non ci si sente mai e nemmeno pronta. Dice di dover imparare ancora tanto, soprattutto in nuove tecnologie nelle quali si sente limitata.

“L’ho sperimentato nel lungo periodo di lockdown dove sono stata “costretta” a realizzare video per “La Compagnia dei Lettori” di cui faccio parte, un gruppo no profit che condivide la passione della lettura ad alta voce. Con loro andiamo negli ospedali , prepariamo letture a tema e una volta al mese andiamo a leggerle, anche con la musica. Ci siamo strutturati con l’associazione “Patto di lettura”, un protocollo di intesa con enti pubblici e privati, con l’Unione ciechi, e ci chiamano per andare nelle scuole, nelle biblioteche, nelle carceri. Dipende dove serve. Questa esperienza mi ha fatto capire che bisogna fare quello che si sa fare meglio, facendo leva sui propri talenti, altrimenti tutto è frustrazione. Sotto lockdown mi sono perfezionata con i video su fb incoraggiata dal consenso. L’ho dovuto fare, vincendo anche la mia resistenza ad espormi in video, perché c’erano eventi in programma, impegni che la mia Compagnia doveva rispettare, ma mi sono divertita e lo sto facendo con gioia. Vorrei però essere più autonoma tecnicamente. Mi piacerebbe realizzare degli audiolibri e andare avanti con l’altra mia grande passione che è il doppiaggio. Esperienza già in parte fatta grazie a uno scrittore milanese di libri gialli, Giorgio Maimone,che per promuovere i suoi testi ha estrapolato dialoghi da film famosi affidandoli alla mia voce. Ecco, questo è il mio sogno nel cassetto, il mio programma futuro. Questo mi viene con facilità e vorrei puntare su tutto ciò che riguarda la voce e l’espressione.”

Intanto Bianca va avanti nella scuola teatrale “Teatro Anime Antiche “ di Milano i cui insegnanti sono diplomati al Piccolo e al Paolo Grassi ,e agli spettacoli di fine anno vengono a vederci anche attori “importanti”-dice.

Racconta di aver interpretato tutti i ruoli, ma che vengono privilegiati quelli umoristici caricaturali. In effetti, se si visita la sua pagina fb e si scorre tra i suoi video, non si può non notare una certa somiglianza espressiva con Franca Valeri. L’ultimo l’ha postato giusto qualche giorno fa in occasione dei 100 anni della famosa attrice, per omaggiarla.

I montegiorgesi hanno avuto l’occasione di ascoltarla dal vivo 2 anni fa , purtroppo nella tristissima ricorrenza della commemorazione della Dottoressa Rosy Medri alla quale era molto legata, presso il Teatro Alaleona di Montegiorgio.

“Ero emozionatissima” –racconta – stavo sul palco della mia città, in un momento di grande dolore per tutta la comunità, e Valerio Palmieri , marito di Rosy e mio grande amico, mi chiese di leggere alcune pagine tratte dal libro “Sette Parole per sette Anime”. E’ stato un momento di grande pathos per tutti, me per prima. Mi piacerebbe tornare presto a Montegiorgio a esibirmi su quel palco .”

Per completare il profilo di Bianca Ramadori non si può però prescindere dal lato artistico che l’ha caratterizzata sin da bambina e che la racconta nella sua profonda sensibilità : quello della poesia.

“Ho iniziato a scrivere poesie a 9 anni. Ricordo che una volta mio fratello mi chiese di recitarne una e siccome non la sapevo a memoria mise in discussione che fosse opera mia. Quella frase mi ferì profondamente. Da allora ne ho scritte tante, ma molte sono andate perse. Altre invece finirono in mano a un mio corteggiatore dell’epoca che , respinto, diceva che erano brutte e non me le ha più restituite. Non le ho mai raccolte in un libro, ma ho partecipato a qualche concorso come “Poeti e poesie” della casa editrice Pagine. Nel 2017 al concorso “Premio più luce” del Vittoriale sono entrata tra i 10 finalisti. Ma io scrivo per me stessa. La poesia è salvifica, catartica. Provo sensazioni che mi vengono dalla bellezza della natura e di getto le scrivo, estendendo il concetto verso l’universale. E con l’età questo bisogno intimo si va sempre più intensificando, perché si è sempre più concentrati sul poco tempo che resta”.

La sua ultima creazione poetica è proprio di ieri , 3 agosto, quando, dopo un fortissimo temporale, quella luce di fioco tramonto che trafiggeva le nubi rispecchiandosi su un palazzo davanti casa sua le ha suscitato l’urgenza espressiva.






Questa è un'intervista pubblicata il 04-08-2020 alle 18:48 sul giornale del 06 agosto 2020 - 193 letture

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