Fano: Cocaina nell’armadio del teatro: in manette anche un tecnico del palcoscenico

Teatro della Fortuna 3' di lettura Ancona 06/08/2020 - Non scheletri, ma stupefacenti. Ecco cosa nascondeva un armadio del Teatro della Fortuna di Fano. O meglio, il tecnico del palcoscenico che era solito occultare lì la cocaina (‘grappa’ il nome in codice scelto), e che è finito poi in manette insieme a quattro albanesi.

Nascondiglio di lusso e in un certo senso clamoroso, dunque, quello scelto dalla banda che è ora stata sgominata dai carabinieri di Fano. Un’operazione senz’altro significativa, perché si è così spezzato un giro di droga capace di ‘soddisfare le richieste’ di Fano e di una buona fetta di Pesaro.

A inizio anno – a San Giorgio di Terre Roveresche - è stato intercettato un loro cliente in possesso di stupefacenti. È stato lui a fornire le prime informazioni utili che hanno portato alla scoperta dell’intera filiera. E ci sono voluti mesi, tra pedinamenti e intercettazioni, anche a causa del lockdown che ha inevitabilmente rallentato il lavoro dei carabinieri, che appena alcuni giorni fa hanno fermato una coppia di giovanissimi spacciatori che erano soliti nascondere la droga tra i girasoli appena fuori città (i dettagli).

Dopo l’arresto di un pusher di piazza, le indagini sono proseguite fino a che non si è risaliti al grossista, un 60enne senza lavoro di origini albanesi ma da vent’anni a Fano, che si riforniva di coca, hashish e marijuana dal nipote 30enne, anche se le consegne erano affidate a un altro nipote di appena 21 anni, che era solito spostarsi a bordo della Punto rossa di famiglia. Qui entrava in gioco il tecnico ci palcoscenico del Teatro della Fortuna, un 45enne fanese a cui veniva consegnata la droga affinché le custodisse. Sì, proprio nell’armadio di quel magnifico luogo in cui a dare dipendenza dovrebbe essere soltanto la cultura, e i cui gestori erano ovviamente ignari di tutto. E gli incassi? Tutti nelle mani di un altro 60enne albanese, un artigiano edile incensurato dal profilo pressoché insospettabile.

Fondamentale, ai fini delle indagini, il fatto di aver prima arrestato il nipote-corriere al casello di Fano con addosso 2 etti di cocaina, poi di averlo intercettato – sempre nel fanese – mentre era in possesso di 11mila euro, ricevuti dal parente-grossista a mo’ di anticipo sulla consegna. Denaro sequestrato e indagini che sono proseguite senza sosta, fino a che i militari non hanno trovato altri 8mila euro nell’abitazione del cassiere. Cruciale soprattutto lo spirito d’osservazione del custode del teatro, che ha permesso di individuare il nascondiglio. Ed ecco così ricostruita la rete dello spaccio, che ha dunque finito per intaccare persino la splendida arena fanese dello spettacolo.

Il gip ha infine emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il grossista, per i due nipoti e per il custode della droga, che si trovano ora a Villa Fastiggi. Domiciliari, invece, per il cassiere. Il tutto si è svolto alla massima velocità possibile, dopo che uno dei malviventi è stato pizzicato al porto di Ancona. Con destinazione Albania.

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Questo è un articolo pubblicato il 06-08-2020 alle 18:36 sul giornale del 07 agosto 2020 - 290 letture

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