Le Marche su ferro: presentato un nuovo progetto di mobilità per la linea adriatica

4' di lettura Ancona 14/09/2020 - L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona ha illustrato, nel corso di un convegno dedicato al sistema infrastrutturale regionale, un nuovo progetto di mobilità per la linea adriatica: tracciato ad alta velocità, con arretramento della ferrovia, e collegamento con le aree interne attraverso la riattivazione di linee ferroviarie dismesse in modalità treno tram

L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona entra nel vivo del dibattito sulla rete infrastrutturale delle Marche offrendo alla regione e alle sue istituzioni la possibilità di misurarsi su un progetto ferroviario concreto, altamente innovativo e, soprattutto, sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. Il minimo comune denominatore dello studio è rappresentato dall’opportunità di mettere realmente in rete le Marche, valorizzandone le aree della costa e dell’entroterra in una combinazione calibrata di collegamenti sostenibili, evitando così quell’isolamento – e quindi quel ritardo - infrastrutturale che le è costato, secondo le stime dell’economista Carlo Cottarelli su analisi dei dati di Confindustria, un -16% di Pil sulla media nazionale.

Lo studio dell’Ordine è stato illustrato, alla platea e in diretta web, dal Presidente degli ingegneri dorici Alberto Romagnoli, nel corso del convegno “Le Marche in rete: un nuovo modello di mobilità su ferro”, al quale sono stati invitati anche i candidati alla presidenza della Regione Marche. Due le direttrici del progetto: il tracciato ad alta velocità (per un massimo di 350 chilometri orari), con relativo arretramento della ferrovia e conseguente collegamento con le aree interne attraverso l’aadeguamento della linea adriatica esistente e la riattivazione di linee ferroviarie ora dismesse. “Si tratta di un progetto integrato – ha detto Romagnoli – che potrebbe garantire al territorio un trasporto veloce, consentire alle Marche di collegarsi meglio al resto dell’Italia e alla stessa Europa e salvaguardare quel patrimonio fondamentale per lo sviluppo turistico che è l’entroterra”.

Elevate le possibilità di tradurre il progetto in realizzazione concreta. Intanto è stato effettuato e presentato, nel corso del convegno, uno studio di pre-fattibilità che ha individuato un possibile tracciato di Alta velocità, con minor impatto ambientale (il tracciato sarebbe in buona parte in galleria), ricorso ridotto all’impiego di viadotti e tre stazioni Av (per passeggeri e merci): Pesaro, Ancona nella Vallata dell’Esino, Ascoli Piceno nella vallata del Tronto. L’integrazione dell’Alta velocità con l’entroterra sarebbe poi garantita, ha spiegato Romagnoli, anche dal recupero, con investimenti ragionevoli, di linee ferroviarie in molti casi dismesse, dalla Fabriano Pergola alla Fano Urbino, sino alla Porto San Giorgio Amandola, solo per fare alcuni esempi.

Ed è su questi tracciati che entra in scena una delle novità più interessanti del progetto, il treno – tram, sul modello tedesco di Karlsruhe, per percorrere la linea adriatica e i tracciati di collegamento con l’entroterra. Il sistema in questione è leggero, permetterebbe di superare le pendenze maggiori rispetto al treno e ha minori raggi di curvatura, non servirebbero, inoltre, passaggi a livello.

In sostanza, si consente al veicolo di muoversi come un tram quando questo attraversa ambiti urbani e di comportarsi come un treno fuori di essi. Il tutto con costi ridotti rispetto alle ipotesi di solo treno: per l’adeguamento della linea ferroviaria esistente occorrerebbero 5-10 milioni di euro al chilometro (la lunghezza del tracciato è di 400 km circa, quindi 2 miliardi di euro, per una durata stimata dell’intervento di dieci anni), L’alta velocità, secondo fonti ministeriali, avrebbe invece un costo di 55 milioni al chilometro (per 160 km, circa 10 miliardi di euro. Durata stimata dell’intervento dieci anni).

I vantaggi del sistema complessivo, pertanto, sarebbero molteplici: possibilità di aumentare il Pil a +6/7%, crescita turistica, valorizzazione degli immobili, puntuale connessione costa aree interne, possibilità di realizzare un asse ciclabile importante, in virtù della liberazione di spazio determinata dalla minor estensione sul territorio del sistema treno tram, minori tempi di percorrenza, minori emissioni di CO2, transito mezzi più lontano dai centri abitati.

“Appare determinate il ricorso al Recovery Found per finanziare lo sviluppo infrastrutturale delle Marche - ha detto il Presidente Romagnoli ai candidati Governatore – le nostre istituzioni, su questi temi, non hanno fatto squadra, facendo perdere terreno alla regione rispetto ad altre aree del Paese, magari meno strategiche delle Marche”. Infine un invito ai candidati per il prossimo futuro, che non può attendere ancora molto: “L’alta velocità nelle Marche va subito inserita nelle priorità dei programmi del Ministero dei Trasporti. Siamo già in grave ritardo”.


da Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2020 alle 16:35 sul giornale del 15 settembre 2020 - 439 letture

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