Daniele Silvetti (Forza Italia – Civici per le Marche), "Il nuovo governo regionale spinga l’economia e non la rallenti"

2' di lettura Ancona 16/09/2020 - Nella sua introduzione Daniele Silvetti ha valorizzato la professionalità dei candidati nella lista a partire da quelli jesini. Sul tema ha offerto una lettura molto concreta del problema di accesso al credito.

«La nuova giunta dovrà fare un grande patto con gli istituti bancari per aiutare gli imprenditori e gli operatori a incassare i crediti per le prestazioni eseguite ma non pagate - ha detto - chiarendo che «se avremo la responsabilità di governare questa regione e se Forza Italia otterrà un risultato importante come tutti noi auspichiamo, potremo portare la visione moderata, europeista, del saper fare tipica di questo partito sapendo che Forza Italia confedera con i civici guardando al centro che ha guardato sempre a sinistra e che da quella prospettiva è stato deluso«.

Il dibattito si è sviluppato sviscerando il problema attraverso un excursus socio-economico di quanto accaduto in vallesina negli ultimi 20 anni che da territorio ricco e produttivo è entrato in una crisi che ha radici anche politiche. Se i problemi vengono da lontano dal punto di vista storico, le soluzioni vengono da lontano in senso geografico guardando al Recovery Fund che consentirà un grande rilancio degli investimenti in settori strategici.

«La parola d’ordine è competitività – ha detto Silvia Gregori, consigliere comunale di Jesi – per ripartire dopo che il mondo è cambiato in questo 2020. L’Italia – ha aggiunto – è al penultimo posto secondo i dati della Corte dei Conti per capacità di attingere ai fondi europei. Le Marche come regione è addirittura terz’ultima«. «Abbiamo la possibilità di dimostrare cosa sia il buon governo in questo territorio adoperandoci concretamente per abbassare il cuneo fiscale – ha concluso – così che la Regione Marche spinga la ripresa e non la rallenti con la sua burocrazia«

Alberto Possanzini Presidente della Cna di Jesi, ha fornito anche la sua esperienza di imprenditore e di «uomo nuovo, civico, per il mondo della politica» ha ribadito la necessità di stabilire «un rapporto col mondo creditizio«. «E’ chiaro che in passato, ai tempi di Banca Marche «il rapporto era fiduciario e abbiamo visto che quel modello alla lunga non ha pagato non per certo per responsabilità del personale delle filiali che ha sofferto allo stesso modo la chiusura dell’istituto, ma per chi l’ha amministrata". La ripresa passa per un dato da ribaltare: «Le Marche sono penultima in Europa per l’inserimento di personale altamente qualificato nelle aziende. Questo non è più accettabile e presuppone la necessità di un cambio di paradigma nel fare impresa"








Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 16-09-2020 alle 09:17 sul giornale del 17 settembre 2020 - 215 letture

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