Incendio al porto, Berardinelli: "Una città sempre in ritardo"

Daniele Berardinelli 2' di lettura Ancona 16/09/2020 - Dopo il tremendo incendio che ha devastato la zona portuale e invaso tutta la città di un fumo acre e potenzialmente pericoloso, riscontro la totale inefficienza dell’amministrazione comunale che ha aspettato la mattina inoltrata per avvisare la cittadinanza con il passaggio, peraltro previsto dai Piani comunali di Emergenza, di auto con messaggi diffusi da altoparlanti, mentre sarebbe stato opportuno invitare immediatamente i residenti a chiudere le finestre.

Alle 13 si avvisava della chiusura odierna delle scuole di Ancona, incredibile. Ma ancora più preoccupante è stato il rifiuto a convocare, magari anche in via informale, una riunione dei capigruppo per aiutare l’amministrazione stessa ad uscire dal buio in cui stava brancolando. Messaggi contraddittori tra web e interviste televisive, dove si annunciava minimizzando l’accaduto “nessun problema”, mentre si diceva in realtà “attendiamo le analisi”.

Nessun messaggio in lingue diverse dall’italiano per aiutare la parte di cittadini che potrebbero non capire il messaggio, mentre ad esempio in occasione dell’evacuazione per la bomba inesplosa, anche lì seguendo il suggerimento dell’opposizione, i messaggi sono stati in più lingue. I valori delle polveri sottili sono esplosi (alcune centraline mobili hanno riscontrato valori enormi PM10 178,50 - PM2.5 126,40 contro ad esempio valori giornalieri massimi di 50 per le PM10) e ancora le polveri devono ricadere completamente.

Sperando che le analisi ARPAM non riscontrino la presenza di sostanze tossiche, va comunque previsto un intervento per mitigare l’impatto ambientale, ad iniziare ad esempio dal lavaggio straordinario delle strade, magari chiedendo aiuto anche agli altri comuni. Va altresì immediatamente contattata la proprietà dei manufatti distrutti dall’incendio, sia per verificare l’impegno che, una volta accertata la causa e l’eventuale responsabilità del rogo, l’amministrazione comunale possa prestare per il ripristino dell’area distrutta, sia per riscontrare eventuali danni subiti dalla Città di Ancona, dai suoi abitanti e dalle attività economiche, per avere il ristorno dei danni stessi.

La segnalazione che sarebbero diversi i posti di lavoro a rischio nelle attività i cui capannoni sono andati in fumo, fa alzare la preoccupazione per le famiglie anconetane già messe a dura prova dalle chiusure per il virus. Il lavoro, oltre alla salute e alla sicurezza deve tornare al centro dell’attività delle Amministrazioni pubbliche.


Da Daniele Berardinelli

Forza Italia Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2020 alle 16:29 sul giornale del 17 settembre 2020 - 601 letture

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