Civitanova: Ludopatia e Bibbiano accendono il primo consiglio post-elezioni, maggioranza sul filo sulla mozione di FdI

4' di lettura Ancona 30/09/2020 - Consiglio comunale tutto sommato tranquillo quello di ieri sera, il primo post elezioni regionali. Chi si aspettava discussioni al fulmicotone e prese di posizione dure, mettendo sul piatto i numeri di dieci giorni fa è rimasto deluso.

Gli animi si sono scaldati appena giusto sulle due mozioni discusse in apertura, quella sulla ludopatia presentata dal Pd e quella sul caso Bibbiano di Fratelli d’Italia. Con la prima, il gruppo dem chiedeva all’amministrazione comunale l’impegno a ritirare la delibera di giunta, già bocciata dal Tar e Consiglio di stato, che fissa paletti precisi di interpretazione alla legge regionale che fissa le distanze di sale slot e affini da luoghi sensibili. Proposta rigettata dalla maggioranza, che però ha visto il forzista Marino Mercuri votare con le opposizioni. «Borroni si era preso un impegno a mezza bocca di ritirarla, ma non ci risulta sia stato fatto anche se sarebbe un atto di buon senso», ha sottolineato Giulio Silenzi relazionando la mozione, trovando però un muro nello stesso assessore al commercio, per il quale quello di ieri dovrebbe essere stato l’ultimo consiglio comunale prima di volare in Regione. «Il problema è che la delibera regionale in materia è vaga, se ritiriamo la delibera di giunta il problema persiste – ha sottolineato Borroni – con la nuova amministrazione regionale auspico tale legge, che fu uno spot elettorale del centrosinistra, possa essere cambiata e messa a punto. Per fortuna, a Civitanova non è stato più necessario applicare la delibera negli ultimi mesi, la sfida sarà quella di puntualizzare la normativa a livello regionale, altrimenti gli uffici comunali non saprebbero come muoversi».

È passata sul filo, invece, la mozione avanzata da Fratelli d’Italia che impegna il Comune a diverse iniziative per potenziare i servizi sociali ed evitare nuovi casi Bibbiano. La mozione era stata redatta da Fratelli d’Italia a livello nazionale è presentata in gran parte dei Comuni italiani nei mesi scorsi, ma a Civitanova arriva quando ormai l’onda lunga dello scandalo dell’inchiesta “Angeli e demoni” si è spenta da mesi. La maggioranza ha fatto passare la mozione, relazionata da Cristina Ruffini in evidente imbarazzo, con 10 voti a 9 in quella che è parsa più una prova di forza di Fratelli d’Italia che una reale mossa politica, visto che gli effetti della mozione avrebbero poco da dire in concreto. Da registrare, però, il no di ben quattro consiglieri di maggioranza: Mercuri e Garbuglia di Forza Italia, Monia Rossi di Vince Civitanova e Laura Marinelli di Obiettivo Civitanova.

«Una mozione a tratti banale e scontata, in alcuni addirittura offensiva nei confronti dei nostri servizi sociali – ha tuonato il consigliere comunale dem Yuri Rosati – se si vogliono potenziare davvero i servizi sociali, ci si mettano i soldi. A quel punto si può fare tutto». Una posizione cui ha fatto eco tutta l’opposizione, mentre l’assessore ai servizi sociali Barbara Capponi ha preso una difesa del suo settore più soft. «Si tratta di un argomento delicato e importante, accolgo con favore la mozione perché ci dà modo di parlare di quello che fanno i nostri servizi sociali», ha evidenziato Capponi.

Dopo le scaramucce sui temi più politici, il consiglio ha approvato a maggioranza tutta una serie di atti squisitamente tecnici: le nuove tariffe Imu (invariate dallo scorso anno), il nuovo piano economico per il servizio rifiuti (che non modifica le tariffe per l’anno in corso, anche se il 5 Stelle Mei ha evidenziato come l’assenza dell’amministrazione comunale all’ultima riunione col Cosmari cambierà le cose l’anno prossimo), il rinnovo del servizio tesoreria fino al 2025 con Ubi Banca, la variazione di bilancio che accoglie i 71 mila euro arrivati dalla Regione come sostegno al servizio pubblico locale, il prelevamento dal fondo di riserva di 67 mila euro con i quali sono state realizzate le tensostrutture per gli International Motor Days e l’approvazione di una sfilza di debiti fuori bilancio per una cifra complessiva di circa 15 mila euro.

Ancora nulla di fatto, invece, per i regolamenti per il servizio mensa e il gioco d’azzardo, che giacciono sul fondo dell’ordine del giorno ormai da un anno: come in ogni seduta, magicamente prima dell’ora di discuterli arriva la richiesta di chiudere il consiglio per l’ora tarda…

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Questo è un articolo pubblicato il 30-09-2020 alle 09:52 sul giornale del 01 ottobre 2020 - 304 letture

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