A Roma, 7 organizzazioni civiche creano l'“Alleanza per l'equità di accesso alle cure per le malattie oculari”

3' di lettura Ancona 26/11/2020 - "L'accesso alle cure per le malattie oculari è ancora un obiettivo lontano e le carenze organizzative del nostro sistema sanitario, insieme alla scarsità delle risorse economiche, ne sono le cause principali".

Questo è il motivo per cui si e' costituita, promossa dalla rivista di politica sanitaria “Italian Health Policy Brief “(IHPB), l'“Alleanza per l'equita' di accesso alle cure per le malattie oculari”, nella quale son confluite 7 organizzazioni civiche, forti anche del supporto dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecita' (IAPB) - Italia Onlus.

Associazione Nazionale Pazienti per il Glaucoma (Anpig), Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti (Apri Onlus), Comitato Macula, Cittadinanzattiva (da decenni già nota per le sue battaglie civili), Diabete Italia e Associazione Italiana Diabetici (Fand), oltre alla Federazione Italiana Malattie Rare (Uniamo Fimr Onlus): sono queste – informa un comunicato ufficiale dell’ “Alleanza”- le altre 6 realta', che si sono ritrovate in un comune manifesto sociale. Che, illustrando l'insieme dei problemi di quest’ambito sanitario e le principali richieste di intervento, sara' al centro di una prossima campagna di sensibilizzazione istituzionale e di comunicazione, "per sollecitare nuove e piu' adeguate iniziative politiche in grado di rafforzare la risposta sanitaria" ai disturbi della vista.

L'iniziativa e' stata presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa via web.
Come ha illustrato Teresa Petrangolini, portavoce dell'Alleanza, il piano d’ azione prevede, in una prima fase, una serie di incontri e audizioni presso le commissioni parlamentari, il ministero della Salute, l'Istituto superiore di sanita', l'AIFA e la Conferenza Stato-Regioni, nel corso delle quali saranno poste al centro dell'attenzione "l'importanza di una piu' adeguata allocazione di risorse umane ed economiche per il settore, la necessita' di superare la disparita' assistenziale oggi esistente tra le diverse regioni (quello dell’assistenza ai pazienti con problemi di vista è uno dei settori dove piu’ forti sono le differenze di risposta tra i vari sistemi sanitari regionali, N.d.R.) e la centralita', per i pazienti, del poter accedere a nuovi percorsi che vadano dalla prevenzione alla cura e alla riabilitazione visiva".

In una seconda fase l'Alleanza promuovera' invece occasioni di approfondimento a livello dei diversi servizi sanitari regionali, nell'intento di "stimolare azioni di intervento sul piano territoriale". Nello sviluppo della propria attivita' istituzionale l'Alleanza puntera' anche su un "intenso dialogo" e sull'attenzione dell'Intergruppo Parlamentare per la Tutela della Vista, con l'obiettivo, come ha sottolineato infine il suo presidente, Paolo Russo, di creare "i presupposti legislativi che facilitino la nascita di nuovi modelli gestionali etici, prima che clinici, per contrastare con maggior efficacia queste patologie, in linea con le indicazioni e i suggerimenti della comunita' medico-scientifica internazionale".

Facendo un paragone col settore odontoiatrico, quello della cura dei disturbi visivi senz’altro vede, da sempre, una maggiore e piu’qualificata presenza della sanità pubblica. Però manca ancora un efficace coordinamento tra i vari sistemi sanitari regionali, che permetta di includere l’assistenza ai pazienti ipo o non vedenti tra i LEA: quei Livelli Essenziali del Assistenza sanitaria pubblica che, sin dagli anni ’90, il SSN si sforza di garantire in tutta Italia, superando la logica fuorviante e dispersiva delle ”Repubbliche della salute”.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 09:56 sul giornale del 27 novembre 2020 - 318 letture

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