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dot Falconara: CiC, questione Api 'Spostare obiettivi energetici ed occupazionali del PEAR'

immagineL’Accordo tra Regione Marche e Gruppo API siglato a Luglio 2011 è fallito perché la Regione Marche ha accettato la scommessa che il Gruppo API sapeva già essere perdente: mantenere la raffinazione del petrolio a Falconara anche contro le convenienze di mercato.

Intendiamoci, la Regione non è la vittima inconsapevole di questa situazione. Se i Consiglieri Regionali, la Giunta e Presidente Spacca non avessero chiuso in un cassetto quanto, nel 2007, hanno chiesto di relazionare al Gruppo degli Esperti pagati 238.000 € dai marchigiani, avrebbero avuto a disposizione anche il quadro del Prof. Giovanni Marsili che tenendo ben presente la riduzione dei consumi dei prodotti petroliferi già in atto e gli scenari produttivi nazionali ed internazionali indicò le basi per un patto integrato: riduzione progressiva della raffinazione petrolifera Forte accelerazione delle azioni di bonifica dei suoli Consolidare il ruolo di movimentazione - stoccaggio dei carburanti Esistente centrale termoelettrica IGCC convertita a metano Centrale innovativa ad idrogeno Modalità innovative di trasformazione degli olii vegetali in biodiesel Società mista da costruire per l’attuazione degli interventi di cogenerazione distribuita nonché per l’attuazione del Piano Energetico Ambientale Regionale.

Le vittime della immorale scommessa della Regione rischiano di essere i lavoratori ed il territorio poiché, è bene rammentarlo a chi fa finta di non conoscere come il Sindaco Brandoni ed il PD di Falconara, l’Accordo tutelerà solo i 380 lavoratori diretti dell’API, infischiandosene dei lavoratori dell’indotto! I motivi del fallimento dell’Accordo sono evidenti nella rinuncia di API a praticare l’innovazione indicata dal Prof. Marsili e nell’appiattimento della Regione Marche ai voleri aziendali. La stessa società mista dell’Accordo 2011 non si pone l’obiettivo del PEAR della cogenerazione distribuita su scala regionale, ma della gestione dei profitti del rigassificatore, progetto avulso dal PEAR! Lo stesso dicasi per la bonifica dei suoli inquinati che nell’Accordo passano in secondo piano mentre dovrebbe essere centrale per necessità e quantità decennale di lavoro garantito! Sembra che tutti abbiano paura di parlarne ma tutti sanno del rischio di ritrovarci a Falconara con una nuova Montedison all’ennesima potenza!

Il fallimento dell’Accordo è determinato anche dalla subordinazione di ciò che l’API può ed è capace di fare subito sullo sviluppo delle fonti rinnovabili(Obiettivo 6) alla realizzazione del rigassificatore il quale, a sua volta, contribuirà con pochi lavoratori all’occupazione e succhierà denaro ai contribuenti a causa della clausola tutta italiana che garantisce il 71% dei ricavi al gestore anche se l’impianto rimarrà inattivo. Allora secondo CiC, la battaglia dei lavoratori può e deve individuare un terreno comune già indicato più volte e pubblicamente dalla società civile: costringere il Gruppo API e la Regione Marche a spostare gli obiettivi (e gli accordi) energetici ed occupazionali sugli orizzonti del Piano Energetico Ambientale Regionale.

Se, come dicono giustamente i Rappresentanti sindacali, i 12 mesi di sacrificio chiesti ad una parte dei lavoratori dovranno fruttare prospettive industriali concrete, allora è giunto il momento di chiedere con forza al Gruppo API di rivolgere su questo territorio e sul territorio regionale le potenzialità e le capacità dimostrate da API Nòva Energia in altre regioni italiane. Perché lo sviluppo dell’eolico offshore (Obiettivo 6 dell’Accordo) deve essere indefinitamente procrastinato quando possono essere sfruttate le concessioni di cui l’API già gode in mare? Perché i 12 mesi di sacrificio per i lavoratori non sono utilizzati per una loro riqualificazione funzionale alla progettazione, costruzione e assemblaggio dell’eolico offshore, nel territorio di Falconara? Su questi obiettivi CiC ci sarà, a fianco del Sindacato e dei lavoratori!

da Cittadini in Comune
www.cittadiniincomune.net


Commenti

Piero Pastecchia
Cittadini in Comune dovrebbe avere la decenza di tacere in merito alla attuale situazione API ! Ricordo i manifesti, le bandiere NO API, gli attacchi costanti e continuati al polo industriale, senza la minima responsabilità sulla sorte dei lavoratori. Dove sono le vostre bandiere? Vi vergognate di esporle sui balconi ora?!
14/06/2012 06:40
WOMAN
oltretutto hanno copiato il comunicato dell'ugl. dimostrando che, questi signori non hanno nussuna idea in merito al nulla, tanto da scopiazzare gli articoli che trvano in giro. VERGOGNA!!!!!!!IMPOSTORI|||||
14/06/2012 16:09
Carlo Brunelli
Tutto il veleno che oggi buttate di fuori e le menzogne che gettate addosso non coprono la vostra totale responsabilità per la crisi che sta colpendo la città di Falconara. L'ondaverde e Sunesis un anno fa avevano lanciato una proposta concreta per convertire il polo industriale Api nel "polo delle energie alternative e della mobilità sosteibile". Una proposta che avrebbe salvaguardato l'occupazione attuale e dato prospettive di nuovo lavoro. Voi, assieme a PD e sindacati, avete preferito assecondare i disegni dell'azienda nonostante era facile intuire che gli impegni dati non potevano essere mantenuti. Ora risparmiate almeno ai falconatresi il disgusto di assitere alla farsa della vostra costernazione!
14/06/2012 21:05
Loris Calcina
Mi auguro l'intervento del moderatore di Vivere Ancona rispetto alla falsità e all'insulto dell'utente che si firma WOMAN. Come è facilmente verificabile e dimostrabile, il comunicato di Cittadini in Comune è stato pubblicato sul proprio sito web l'11 giugno ed inviato 2 volte a Vivere Ancona: il 12 ed il 13 giugno. Scorrendo il comunicato della Sig.ra Lina Rossi dell'UGL si rilevano 10 righe mal copiate e mal "adattate" dal comunicato di CiC. La Sig.ra Lina Rossi ha fatto come gli studenti che tentano di modificare il compito scopiazzato da un collega al fine di non far capire la scopiazzatura al prof... Ma così facendo ha alterato e falsato il contenuto del testo del Gruppo degli Esperti nominato dalla Regione Marche che, invece, CiC ha trascritto di sana pianta dalla relazione del Dott. Marsili, virgolettandola nel proprio comunicato! E' sorprendente il livore e la malafede di WOMAN e del Sig. Piero Pastecchia nei confronti di chi dal 2003 (rinnovo della concessione alla raffinazione) ha sempre proposto pubblicamente un progetto di progressiva riconversione alle energie rinnovabili del sito API! Energie rinnovabili su cui API investe in Europa con Iberdrola ... In Italia ha realizzato impianti eolici e fotovoltaici in Campania, Sicilia e Puglia! Tra l'altro il Sig. Pastecchia è anche Consigliere comunale a Falconara in cui si è distinto per mancanza di qualsivoglia proposta alternativa per i lavoratori. La sua malafede è riscontrabile nella citazione parziale del testo sui drappi appesi ai balconi di centinaia di falconaresi: c'era scritto NO CENTRALI API, coerentemente con il sostegno al Piano Energetico Regionale che prevede risparmio, piccole centrali a cogenerazione diffuse (dove servono), eolico e solare! Cioè dire centinaia di posti di lavoro in più di qualsiasi raffineria, centrale o rigassificatore! Studi, Consigliere ... Studi!
15/06/2012 03:48
woman
Di solito la ugl provinciale non ha bisogno di copiare perche' è sempre molto informata su quella che afferma . Poi volevo informarla caro Calcina che voi avete sempre urlato per" l'insostenibilità ambientale e sanitaria" dalla raffineria API anche dopo i risultati dell'indandagine commissariata dalla Regione, quindi dai vostri gruppi,e svolta dall'ARPAM.dai risultati di tale ricerca non si evidanziava un problema da inquinamento ambientale dovuto all'API ma per il 60% dovuto al traffico veicolare eternamente in coda, dagli aerei a bassa quota diretti all'aereoporto ferrovia ecc.Caro signore lei ignora completamente la realta'.peccato che dietro al vostro ostralgismo è stato bloccato uno sviluppo certo,ed un'alternativa alle fonti rinnovabili e quindi disoccupazione con riduzione dell'indotto economico . P.S.se io devo studiare lei deve andare a casa!
16/06/2012 17:45
Loris Calcina
Ecco, brava ..."di solito non ha bisogno di copiare"! Questa volta ha copiato e non ha capito quello che ha copiato dato che alla fine la rappresentante dell'UGL ha sostenuto la necessità di riconvertire progressivamente il sito API!
Che facciamo? Iscriviamo anche la sindacalista dell'UGL nella schiera dei nemici dell'API e dei lavoratori soltanto perchè auspicano un'azienda che investa e produca sulle energie rinnovabili e sul PEAR?
Suvvia WOMAN, meno acrimonia e meno pregiudizi!
17/06/2012 00:41
Roberto Cenci
Salve Pastecchia, 4 anni fa esposi il drappo NO CENTRALI API. Il " No Centrali Api ", in funzione di un altro percorso possibile per l'azienda. A mio avviso ci si poteva e ci si può ancora arrivare, non ci fossero persone come lei impegnate ad alimentare divisioni, mentre la città ha bisogno di essere coesa per un obiettivo plurimo, l'unico capace di garantire un futuro lavorativo che non sia al ribasso. Ma partiamo da un punto, l'azienda ha sempre negato la chiusura della raffineria. Ciò che qui lei esprime, induce a pensare che dire No Centrali API = NO API, ma non è corretto. Non significava e non significa tutt'ora NO API. Se una qualunque persona obiettiva rilegge i tanti post del passato fino al presente più recente, si renderebbe conto che è in funzione di questo ragionamento e con coerenza che quel drappo alcuni lo hanno ritirato, altri per rispetto verso conoscenti e amici in difficoltà lavorativa. A queste persone va elargito rispetto. Dispiace invece ci siano Consiglieri Comunali così poco protesi al bene collettivo e alla coesione sociale della città. Quanto a lei woman, chiunque lei sia, l'indagine ha prodotto delle conclusioni, inutile cercare di sovvertirle, non c'è alcun bisogno di metterle in contrasto con il lavoro, l'occupazione, gli operai, perché alcuna responsabilità è stata attribuita ai lavoratori. Di quelle conclusioni bisogna solo far tesoro ma per tale non significa chiudere l'API, a voi fa solo comodo far passare questo messaggio, vi aiuta poi la mancanza di pluralismo nell'informazione. Che tristezza. Occorre un minimo di obiettività e rispetto verso certi temi (salute e lavoro) ed obiettività e rispetto si dovrebbero dimostrare anche verso le persone, colpite, in un caso o nell'altro. Aizzare i lavoratori contro un nemico esterno che non esiste, ancora...basta! Son sempre meno i lavoratori che si lasciano condizionare. Chi non ha avuto intenzione o occasione di essere presente alla serata propositiva sul tema lavoro all'API, quella organizzata dalle cosiddette associazioni/comitati falconaresi anti-api, può ascoltarne i contenuti in rete. Stesso discorso anche per l'ultima serata informativa, quella del 29 marzo 2012 di cui a seguire propongo il link, informandosi si può comprendere in quali parole stia la ponderatezza, l'equilibrio, la proposta...Pastecchia lei evidentemente quella sera non poteva venire a confrontarsi pubblicamente, ma per il ruolo istituzionale e sociale che rivestite (consigliere l'uno e sindacalista l'altro/altra ?) è l'ascoltare che aiuterebbe i lavoratori molto più di quanto riuscirete mai a fare giocando con le parole.
Buona visione, buona domenica e buon lavoro:
http://www.youtube.com/playlist?list=PLC6701C90EB646EBB
17/06/2012 03:04
woman
17/06/2012 13:30
Abitante di Villanova
20/06/2012 01:14

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