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dot Falconara: Confartigianato, 'Se l’API chiude, non sarà sola...'

immagineChiusura dell’API,una scure sull’indotto. Allarme di Confartigianato: lo stop della raffineria causerà la fine di tante piccole attività.

Se l’API chiude, non sarà sola. Toccherà la stessa sorte all’indotto di micro e piccole imprese artigiane che attorno alla raffineria si è creato, sviluppato, consolidato negli anni. Questa è la forte preoccupazione espressa da Confartigianato, allarmata dalle comunicazioni diffuse dalla società. Stop alla produzione per un anno e cassa integrazione. Le conseguenze sarebbero devastanti per il territorio – commenta Graziano Ragaglia Presidente Confartigianato della zona di Ancona nord – e colpirebbero tutti, cittadini, lavoratori e imprenditori che orbitano in questa area.

Dobbiamo ricordare quanto è profondamente radicata nel Falconarese la presenza della raffineria API e di quanto la sua attività sia da sempre strettamente connessa alle dinamiche socio – economiche locali di cui ne influenza necessariamente l’andamento e in questo caso il futuro. Siamo profondamente preoccupati per i risvolti che, con la decisione di chiudere il centro di raffinazione dell’API, possono realisticamente e in ritmo brevissimo riversarsi sul territorio, tanto più in questo momento già traballante e difficile per la crisi. Nel tempo la raffineria è assunta a punto fondamentale di riferimento del Falconarese, quasi un simbolo distintivo, e ha fornito lavoro ai suoi dipendenti diretti così come indirettamente all’indotto e ha inoltre favorito la nascita di una rete di micro e piccole imprese collegate all’API e alla sua attività. Nella città di Falconara in particolare, le famiglie, tutto il tessuto sociale e economico, hanno potuto contare sull’API che ha operato da serbatoio occupazionale e volano di sviluppo per la libera iniziativa.

La chiusura della raffineria minaccia di interrompere questo circolo virtuoso che per anni ha apportato linfa vitale al territorio e alla sua crescita – conclude Ragaglia – lo stop dell’API rischia di affondare un colpo letale a una economia locale, fondata su micro e piccole imprese operose, che danno lavoro a gran parte della popolazione, già attaccate duramente dalla crisi congiunturale. Confartigianato ha concorso al rilascio dell’autorizzazione per il rigassificatore a fronte di un impegno della Regione e della Raffineria al mantenimento del centro di raffinazione che garantisce alcune centinaia di posti di lavoro tra diretti ed indiretti. Confartigianato dichiara la propria disponibilità ad operare affinchè venga mantenuto il centro di raffinazione.

da Confartigianato di Ancona
www.confartigianato.an.it


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