Statistiche Web

dot Area Vasta 2, Latini: 'Un piano da rivedere'

immagineIl piano di area vasta n.2 risponde ad una logica giusta sotto il punto di vista del contenimento della spesa, ma non prende in esame la possibilità valorizzare l’esistente. Su questo invece noi puntiamo come progetto diverso e realizzabile.

Non si tratta di una critica partitica o di una polemica demagogica, ma invece di una riflessione su un diverso percorso che potrebbe portare a risultati analoghi con meno sacrifici per gli assistiti.
Ancona, capoluogo di regione rimarrà di fatto senza una struttura ospedaliera di base, non essendo i 70 posti letto previsti nel nuovo Inrca in grado di rispondere alle esigenze della città.

Tutta la comunità della bassa valle del Musone non avrà più punti di riferimento ospedalieri essendo in chiusura Loreto,  Recanati e Chiaravalle e con Osimo che rimarrà aperto fino al nuovo Inrca (con depotenziamento di fatto giorno dopo giorno). Mezza provincia deve quindi andare a ricevere cure ospedaliere di base negli ospedali di Jesi, Fabriano e Senigallia.  Ma Jesi non riesce a definire un solo ospedale dei tre aperti e ha servizi che sono - e saranno -  a metà per assenza di personale e percorsi incompleti di servizi e strutture. Senigallia si trova in una condizione ancora peggiore perché non si prevede un adeguamento dei servizi in grado di reggere il nuovo afflusso e niente viene stabilito effettivamente per la pronta emergenza. Fabriano riesce solo a raccogliere assistiti della fascia montana che altro.
Un quadro a nostro avviso realistico e sconcertante, a cui si unisce ancora il fatto che  il CUP funziona poco e che l’avvio della ricetta elettronica per i medici di base creerà altri  problemi di tempo e di aggravio di procedura.

Cosa fare di diverso? Ancona deve avere un ruolo preciso a livello di base, raccogliendo strutture e servizi poliambulatoriali specialistici in cui far rientrare tutta la mobilità passiva che oggi si paga verso le altre regioni. Altrimenti  fra poco si dovrà riaprire qualcosa di analogo sotto la spinta della protesta.
I presidi esistenti (Loreto, Chiaravalle, Recanati, Cingoli e Osimo) devono rimanere in piedi e non solo per la lunga degenza ma come ospedali di prossimità, avendo il compito di filtrare davvero la mole di richieste e divenire la base di inserimento del lavoro dei medici di base e delle funzioni della casa della salute.
Per la prima volta la regione deve costruire un sistema di controllo preventivo sulle spese delle prestazioni ad ogni livello. Il risparmio di spesa potrebbe essere nell’ordine del 10% - 20%.

Il triangolo ospedaliero di Jesi, Fabriano e Senigallia, deve  coniugare i servizi migliori rendendoli estremamente efficienti in modo da dare una unica risposta alle valli dell’Esino e del Misa e all’area montana, senza avere buchi o doppioni. E si devono avviare veramente i distretti sanitari a cui la gente chiede risposte multiple sia sanitarie che sociali.

da Dino Latini
Capogruppo Assemblea Legislativa


Commenti

Vuoi commentare questo articolo?

Nome e cognome (necessario):

Indirizzo email (necessario):
desidero ricevere la newsletter

Accedi o registrati

Il tuo commento:

CAPTCHA ImageInserire il codice in figura:

Immagine troppo complicata?

qrcode

Gli articoli di oggi

logoEV
logoEV

Marchini Gomme

No fotoPREZZI ANTI-CRISI
COP 195/65R15 MICHELIN.....€76.00 BRIDGESTONE..€67.00 STANDARD.....€58.00

VIDEO

COMUNI

FALCONARA

CINEMA

Cinema Italia

Corso Carlo Alberto 77 - Ancona - 071.2810262

ARTICOLI PIÙ LETTI

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

SARAI BELO TE

VIVERE MARCHE

VIVERE ITALIA

iCITTÀ

ICittà
Aziende in Ancona su ICittà