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Da venerdì scorso compare sull’albo pretorio del comune di Ancona l’ordinanza n.2/2020 a firma dell’arch. Claudio Centanni avente ad oggetto l’utilizzo del demanio marittimo. Un’ordinanza che, oltre a confermare la scelta di garantire agli albergatori di Portonovo 40 posti in spiaggia libera, determina l’interdizione alle spiagge nella fascia oraria 21:00-06:00.


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Venerdì in Consiglio comunale, dopo che la Sindaca con un post aveva spacciato come fake le notizie che erano circolate circa lo spazio riservato agli hotel sulle spiagge libere della baia di Portonovo, lei stessa ha confermato che fake non sono ed ha corretto parzialmente il tiro allargando la platea di chi avrà un uso esclusivo di un bene pubblico aggiungendo agli alberghi tutti gli altri operatori turistici (campeggi, agriturismo) della sola zona di Portonovo.


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Ciò che si temeva accadesse è accaduto. A fronte di linee guida poco chiare, messaggi istituzionali confusi e assenza di risposte comprensibili da parte delle autorità competenti, molti locali e bar hanno preferito non aprire piuttosto che rischiare multe salate e sanzioni più gravi come per esempio il paventato ritiro della licenza.


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Che si sarebbe arrivati a proporre la cancellazione di fatto delle spiagge libere era prevedibile, come se non bastasse il già ampio processo di privatizzazione delle spiagge che ha coinvolto l’Italia negli ultimi decenni con centinaia di stabilimenti sempre più grandi e impattanti.








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Di fronte alla gravissima emergenza causata dall’epidemia di Coronavirus è compito di ogni cittadino adottare ogni comportamento necessario per evitare una propagazione fulminea del virus che avrebbe conseguenze deflagranti per l’intero sistema sanitario nazionale.


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Durante il consiglio comunale di lunedì 10 febbraio è stata approvata una mozione della Lega con la quale si chiede all’amministrazione una serie di impegni diretti a sensibilizzare sul tema delle foibe (luogo da dedicare alle vittime, sensibilizzazione nelle scuole etc, etc);impegni che sono già realtà è che non avevano nessuna necessità di essere riproposti in maniera provocatoria.