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Olio d\'oliva: con l’etichettatura d’origine più tutela per il \'made in Italy\'

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olio

Più tutela per produttori e consumatori contro la presenza sul mercato di olii stranieri che nella maggior parte dei casi passano come \"nostrani\".

Un altro importante obiettivo per la tutela e la valorizzazione del “made in Italy” è stato raggiunto. Così il presidente della CIA (Confederazione italiana agricoltori) provinciale di Ancona Evasio Sebastianelli commenta l’annuncio, da parte del commissario Ue all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, che l’etichettatura obbligatoria per l’olio d’oliva è da oggi diventata “legge europea” e diventerà operativa dal prossimo primo luglio.


Nel ricordare che il provvedimento l’Italia lo aveva introdotto fin dall’ottobre del 2007 e che è stato oggetto di una dura contrapposizione con la Commissione europea, la Cia sostiene che la misura permette di difendere il nostro olio d’oliva dalle falsificazioni, dall’assalto degli “agropirati” e dalle sofisticazioni. E così anche il lavoro dei nostri produttori, che puntano da anni alla qualità, è pienamente valorizzato.


Si tratta -afferma la Cia (che da sempre si è battuta per una misura in tal senso)- di un provvedimento importante, attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori vendendo come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri Paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settore olivicolo un danno economico.


Nei mercati -sottolinea la Cia- troviamo, infatti, olio straniero sempre più in abbondanza. Oggi su tre bottiglie due sono di olio estero, ma i consumatori italiani non lo sanno e le comprano come prodotto nazionale, in quanto manca una precisa informazione. Il nuovo regolamento -rileva la Cia- va, quindi, nella direzione giusta. Oltre a porre fine al lungo contenzioso con l’Ue, con il provvedimento si giunge ad una completa trasparenza, garantendo sia i consumatori che i produttori che in questo modo possono essere più tutelati. Insomma, uno stop deciso ai falsi oli d’oliva “made in Italy”.


Il nostro Paese -conclude la Cia- è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione che supera le 600.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di piante), due terzi delle quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non dimenticare poi il biologico. Il tutto per un valore produttivo che si avvicina ai 2,2 miliardi di euro.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2009 alle 17:06 sul giornale del 07 marzo 2009 - 1187 letture