Ancona sotto le bombe: dalla cronaca il racconto \'quadrellini in brodo\'
Di seguito un racconto- cronaca di Massimo Cortese sulla serata del 21 agosto 2009, alla quale hanno partecipato non meno di 600 persone: per Ancona, è stata una serata memorabile.
Ho saputo che venerdì 21 agosto, a Piazza del Plebiscito si
terrà la prima delle Lezioni di storia organizzate dalla Provincia di Ancona.
Bombe sulla città è il titolo dell’incontro, e tutto mi fa pensare che
qualcuno
farà una relazione, oltre a far vedere dei filmati e fotografie d’epoca.
E’
un
periodo che mi sta molto a cuore, su cui ho scritto il racconto La Madonnina
del Piano, nel quale si parla del bombardamento del manicomio dell’8 dicembre
1943. Siccome qualcuno penserà che io dica queste cose per convenienza, faccio
notare che il racconto, avendo avuto una segnalazione al Premio Internazionale
Città di Ancona dell’anno 2008, per la sezione narrativa, è stato pubblicato
a
pagina 293 del XXXVII volume dell’Associazione Voci Nostre, attualmente nelle
Librerie cittadine.
Chissà, forse i relatori accenneranno a quel bombardamento,
o a quelli del 16 ottobre e 1° novembre 1943, nel quale perirono tantissime
persone: è certo che nessuno parlerà della sorte dei feriti, come mia madre,
che nel novembre del 1944 è stata investita da un veicolo probabilmente
militare, condotto da parsone ubriache di sicuro. La sfortuna di mia madre è
che, sapendo di essere una bella ragazza, per evitare di fare brutti incontri,
si era messa a camminare sulle macerie, certa che nessuno l’avrebbe vista, ma
non aveva messo in conto gli autisti ubriachi, che all’epoca – come appunto
lei
mi racconta – erano tantissimi.
A dire il vero, sembra che la categoria sia ancora in buona salute.
Tornando a mia madre, bisogna dire che la sua grande fortuna fu quella che,
essendo una bella donna, classe 1922, non mancò di passare inosservata, sia
pure a debita distanza, e questo qualcuno, non vedendola più, si era messo a
cercarla, temendo il peggio. Amico mio, io non so chi lei possa essere,
comunque ho il dovere di ringraziarla, perché se non fosse per lei e per gli
altri salvatori, mia madre sarebbe morta dissanguata, in quanto aveva perso
conoscenza, io non sarei nato e, soprattutto, i lettori di questo modesto
racconto non avrebbero l’opportunità di leggerlo.
Tornando alla serata del 21 agosto, arrivo con largo anticipo in piazza del
Plebiscito, per guadagnarmi un posto da dove registrerò quello che verrà
detto:
eppure, già qualcuno è presente. A poco a poco, la gente comincia ad affollare
la piazza, come in un mesto pellegrinaggio della memoria, e in pochi minuti si
arriva al tutto esaurito: le persone prendono posto anche nelle gradinate, ed
il colpo d’occhio è straordinario, come risulterà dalle fotografie e dai
filmati dei vari operatori intervenuti. In definitiva, credo che non meno di
seicento persone abbiano assistito alla serata, molte altre avrebbero voluto
partecipare, ma – credetemi- non c’era posto.
E chi l’avrebbe detto che la
brontolona Ancona ci avrebbe riservato una così lieta sorpresa?
Fra qualche minuto inizierà l’incontro, c’è un’anziana signora che
chiede di
potersi sedere accanto a me, in prima fila, ma il foglio bianco che ricopre la
sedia le fa pensare che il posto sia già occupato, e sta per andarsene a
cercare miglior fortuna.
A quel punto, il fotografo che mi sta accanto leva il
foglio, Signora il posto è libero, venga pure,- faccio io - e sono contento di
averle trovato il posto, merce rara per la serata.
La signora ha settantacinque anni, la sua casa era in via delle Palombare, a
due passi dal manicomio, e si ricorda bene di quel bombardamento dell’8
dicembre 1943.
Mi ricordo per filo e per segno tutto quello che accadde quel giorno. Essendo
un giorno di festa, la mamma aveva preparato i quadrellini in brodo di carne,
che all’epoca era un piatto molto ambito. Gli aerei vennero a mezzogiorno, era
quella la loro ora preferita: io penso che l’obiettivo era la caserma vicina e
piazza d’Armi, dove i soldati facevano le esercitazioni. Avevamo costruito un
rifugio scavando una buca sotto il pagliaio della casa colonica, e ricordo che
sulla porta avevamo incollato tanti santini, in modo che i Santi ci
proteggessero.
A seguito del bombardamento, il pagliaio si è letteralmente
volatilizzato, ma tutti ci siamo salvati. Ricordo l’aria grigia…poi i miei
genitori mi hanno mandata al Pinocchio, da degli zii.
La signora vorrebbe continuare a parlare e rispondere alle mie domande, ma l’
incontro sta per iniziare, ed io sono appostato con il registratore, neanche le
chiedo il nome, come pure non faccio cenno alla storia de La madonnina del
Piano. Ormai siamo all’ora X, il sindaco Gramillano arriva in quel momento e
prende posto su una sedia di colore verde messagli a disposizione dall’
Assessore provinciale alla Cultura Carlo Maria Pesaresi.
Il sindaco mi dice
educatamente Buonasera, e allora faccio un cenno di saluto, timoroso di non
disturbare la registrazione appena iniziata.
La serata è veramente avvincente, non si sente volare una mosca, e per una
volta tanto neppure il trillo dei telefonini si fa sentire: la gente è come
ammaliata dalla lunga relazione di Sergio Sparapani, che spazia in lungo e in
largo nella vita quotidiana dell’epoca. Sparapani si serve anche di tante
testimonianze, oltre ad esibire filmati e fotografie d’eccezione, una delle
quali, quella che fotografa i morti, è veramente straordinaria. E’ poi la
volta
dello studioso di fama nazionale Giulio Massobrio, che devo aver visto più
volte in televisione, che cerca di spiegare le ragioni del perché ci sono stati
tanti bombardamenti.
Mancano dieci minuti alle undici, c’è lo spazio per due sole domande, ma gli organizzatori non hanno pensato di far girare il microfono, e quanto viene detto non viene registrato: la gente comincia ordinatamente a defluire. Alla serata non poteva mancare l’avvocato Panzini, memoria storica del dialetto anconetano. Me lo ricordo quando, negli Anni Settanta, a Radio Arancia conduceva il lunedì sera delle trasmissioni in vernacolo che iniziavano con l’ Inno dei portolotti. Già, l’Inno dei portolotti: non sono più riuscito ad ascoltarlo.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-08-2009 alle 17:46 sul giornale del 27 agosto 2009 - 2048 letture



















