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comunicato stampa

Commemorazione dell\'alluvione del 1959: bombe d\'acqua

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Momenti d’intensa commozione sono quelli vissuti dai partecipanti alla commemorazione del 50° Anniversario dell’Alluvione, che si è tenuta nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, nei locali di via Ascoli Piceno.

La doverosa manifestazione, voluta unitariamente dall’Associazione del Filo d’argento dorico e da quella dei Vigili del Fuoco in congedo, ha ripercorso quei terribili momenti, che sono entrati nella memoria collettiva della città. Il messaggio inviato dal figlio dell’Ingegnere Alessandro Giommi, all’epoca Comandante dei Vigili del Fuoco di Ancona, che per ragioni anagrafiche e di salute non ha potuto partecipare, è stato letto con grande commozione da un vigile del fuoco, e ha dato subito la misura di quanto il solo ricordo di quella tragedia comporti ancora, a distanza di mezzo secolo, la legittima caduta di qualche lacrima.


Il presidente nazionale dei Vigili del Fuoco in congedo, Gianni Andreanelli, nel riassumere la tragedia e le cause che la scatenarono, ha ricordato i morti: il benzinaio, la famiglia distrutta dal piccolo Vajont che colpì Valle Miano, il cuoco della trattoria I Tropici, una bambina vicino al cinema Italia… non ci sono parole per ricordare quelle vittime, per le quali è stato osservato un minuto di raccoglimento. E’ intervenuto il vigile Ferdinando Contini, premiato con il diploma di benemerenza, che ha ricordato il collega Armando Falconi, insignito della Medaglia al Valore Civile per essersi tuffato in via Fiorini e aver così salvato da morte certa una donna. In quella tragedia si sono avuti altri atti di eroismo, ma è stata sottolineata la volontà degli anconetani ad andare avanti, se si pensa che, quanto a disgrazie, la nostra cara Ancona nel Novecento non si è fatta mancare niente: bombardamenti, nevicate e alluvioni oltre misura, terremoti e frane.


Di indubbio spessore l’orazione fatta dal professor Antonio Luccarini, mentre è intervenuto il Presidente della Circoscrizione Foresi, a rappresentare il Comune. Non poteva mancare una poesia in vernacolo sull’alluvione, letta da Bruno Medori, molto apprezzata, e visto che il professor Lucarini ha parlato del mugugno tipico degli anconetani, anche io, per non essere da meno, ho un rilievo da fare: alla manifestazione non ho visto nessun giovane. Ma si può rimediare: basta andare a vedere la mostra sull’ alluvione allestita nel Museo dei Vigili del fuoco, che si trova in zona Cappuccini ad Ancona: credo che sia aperta al pubblico nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 15.30 alle ore 17.30.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2009 alle 15:53 sul giornale del 10 settembre 2009 - 2600 letture