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Bilanci in rosso, le scuole lanciano l\'allarme

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E\' un grido d\'allarme quello che si leva dalle scuole della provincia per le casse vuote e i bilanci in rosso, alla vigilia della presentazione del bilancio di previsione che scade il 1 marzo.


I presidi denunciano che le risorse stanziate dal Ministero sono decisamente insufficienti a garantire anche l\'ordinaria attività: le supplenze, i corsi professionalizzanti di terza area, funzionamento didattico e amministrativo. Insomma è il caos: nel 2009 le scuole hanno assunto supplenti, fornito pulizie, comprato pennarelli e pagato fotocopie, tutto a spese proprie, nell’attesa dei soldi dal ministero che non sono arrivati. Praticamente sono fuori bilancio, tanto che 54 dirigenti scolastici delle scuole marchigiane hanno deciso di scrivere al ministro Gelmini, al Ministro dell’Economia Tremonti, al neo direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, all’Assessore Regionale all’Istruzione Stefania Benatti e ai Presidenti delle Province contestando le indicazioni contenute nella nota del Miur.


Chiediamo il ripristino di tutte le risorse utili al normale funzionamento didattico e amministrativo -si legge nella lettera- e dichiariamo l’indisponibilità ad applicare direttive che in palese contrasto con le fonti normative gerarchicamente sovraordinate”. “Qui è\' in pericolo il diritto allo studio -fa eco la segretaria provinciale della Flc-Cgil Manuela Carloni- a un mese dall’inizio del 2010 la situazione finanziaria delle scuole è già al tracollo”. Le scuole del capoluogo infatti vantano decine, talvolta centinaia, di migliaia di euro di crediti nei confronti del Miur per spese di supplenze o esami di Stato. “In particolare riguardo le supplenze -prosegue Carloni- obbligatorie e necessarie ma non programmabili, si lasciano le scuole in uno stato di grave incertezza. Spesso si evita di nominare il supplente arrivando anche a suddividere gli alunni tra le altre classi, con evidente disagio per tutti e pesanti conseguenze sulla didattica”.


La Flc Cgil denuncia inoltre come il Miur stia pensando a radiare i crediti (oltre un miliardo di euro a livello nazionale) che le scuole vantano nei suoi confronti per spese già sostenute e anticipate con la propria cassa. Nella nota ministeriale emanata a dicembre il Ministero dell\'Istruzione ha anche previsto un taglio del 25% dei fondi per gli appalti di pulizie e vigilanza, che secondo il sindacato determinerà un peggioramento del servizio esterno oltre a incidere sul versante occupazionale. “Le scuole temono di dover chiedere maggiori contributi alle famiglie -sottolinea la segretaria provinciale del sindacato- per riuscire a afr fronte alle spese ordinarie”. Per colpa dei tagli e dell\'incertezza sull\'ammontare delle risorse, le scuole insomma non sarebbero nelle condizioni di stilare il bilancio per il 2010. Se fossero aziende private, le scuole pubbliche statali dovrebbero dichiarare lo stato di insolvenza: invece c’è lo Stato a garantire l’impossibilità del fallimento, non assegnando però le disponibilità finanziarie necessarie al funzionamento.



Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2010 alle 13:34 sul giornale del 22 febbraio 2010 - 1207 letture