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Duca: 'Paolinelli e dirigenti di circolo, degni di un trattato di igiene mentale'

Eugenio Duca 2' di lettura Ancona 09/08/2011 -

A Paolinelli ci sono voluti solo 70 giorni per “ricordare i fatti e averli capiti”. Domenica mattina, per la prima volta quest’anno, sono stato a Portonovo. Un giornalista televisivo mi ha detto: “onorevole, lo lasci perdere Paolinelli, è uno che cerca visibilità usando lei”.



In effetti Paolinelli ricorda male gli avvenimenti del 28 maggio in quanto, a differenza di quanto asserisce, l’On. Eugenio Duca: 1)ha criticato “politicamente” la relazione di Paolinelli (quattro righe sulla situazione del capoluogo) definendola inadeguata, superficiale e inappropriata; 2) ha criticato “politicamente” la posizione assunta dal Circolo Zampini, che non ha mai chiesto incontri con Duca, valutandola allineata alle posizioni assunte dal centrodestra e speculare alla posizione dell’IDV regional-dorico e ai sostenitori del “laboratorio Marche”.

Nessuna asprezza, bensì un’analisi politica, condivisibile o meno. In effetti ho espresso anche una valutazione sulla inutilità di ripetere alcuni concetti “a chi non vuol capire”, come Paolinelli: “è tempo perso”, e ciò ha provocato qualche incomprensione o fraintendimento tra i presenti ed anche interruzioni.

3) il sig. Paolinelli non si è avvicinato a Duca e ai compagni, ma a chi gli diceva che c’era stato un fraintendimento, già chiarito, ha proseguito senza curarsi nemmeno di ascoltare. Nell’occasione sono stato proprio io a ricordare a Paolinelli, in modo indignato quanto appassionato, di essere stanco di subire aggressioni, non tanto di quei giornalisti che Fabio Piangerelli – non Duca – ha definito “pennivendoli da strapazzo”, ma dalla Fabbrica di Nicki di Ancona, che ha usato nei confronti di Duca e di altre personalità, “il metodo Boffo”, con apprezzamenti che non si riservano neanche agli avversari politici.

Il tutto con la connivenza di Paolinelli, di Mentrasti che ha definito i componenti dei due neo circoli Sel di Ancona “compagni da educare”, e di altri che li hanno definiti “circoli composti da spastici e malati terminali”.

Paolinelli, e i dirigenti del circolo a lui vicino, non appaiono attori di un libro di pornografia, bensì degni di un trattato di igiene mentale, dai terribili precedenti quando in Italia si mandavano i comunisti, i socialisti, gli azionisti “in vacanza rieducativa a Ponza, e in altre isole amene”.

Inoltre ricordo a Paolinelli che Duca, nella sua vita, ha contrastato spinte e spintarelle e non ha mai fatto sgambetti, a nessuno. Confesso di avergli mollato un gancio sinistro e un montante destro, ma (buon per lui) a vuoto. E prometto di non farlo più! Infine comunico di non aver ricevuto alcuna notizia dai Tribunali Speciali cui si sarebbe rivolto il Paolinelli. Neanche l’avviso di garanzia. Spero che tra 70 giorni non si inventi qualche collegamento tra Duca e la sventurata Melania. Almeno i giornali parlerebbero di Paolinelli e soci.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2011 alle 18:34 sul giornale del 10 agosto 2011 - 721 letture

In questo articolo si parla di politica, ancona, sinistra per ancona, Eugenio Duca

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