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Falconara: Sansò (Dc), '3 principi salva-Falconara, capire la comunità, riconoscere il passato e progettare un futuro'

Democrazia Cristiana Marche 5' di lettura 10/11/2011 -

Dobbiamo e bisogna ammetterlo, senza vergogna, non è poi del tutto dequalificante esprimere che non sono le difficoltà a rendere difficile e vano il “ processo di qualificazione e rivitalizzazione della nostra città e del ns territorio”.



Ciò che realmente impedisce di uscire da uno stato di torpore e inerzia urbanistica, che ostacola la ricerca di trovare il gusto di parlare di città e di territorio in termini di PROSPETTIVA REALIZZABILE, in termini di PROGETTO di SVILUPPO, rimettendo al centro dei valori e degli obiettivi civili di comunità locale la RIQUALIFICAZIONE, la RIVITALIZZAZIONE della Ns città, ridisegnandola giusta, riproponendola efficiente è la MANCANZA DI IDEE, o almeno la riproposizione assai poco convincente di PRINCIPII SUPERATI, non più originali o ancor peggio, ADOTTATI CON FORZA, quando poi IMPOSTI, giusto per rientrare nella casistica di modelli pianificatori classici e conosciuti o a causa di avvitamenti dati come innovativi, elargiti da maghi e sapienti, illuminati nella scienza dell’urbanistica, con il risultato ultimo di subire operazioni vaghe, oppure che si esauriscono in interventi di facciata, di pura propaganda o in gestualità capaci nel tempo di testimoniare “solo se stessi” e non un valido e serio supporto per lo sviluppo della Ns comunità.

E’ quindi determinante, prioritario, necessario individuare subito e fissare i veri obiettivi e gli indirizzi basilari atti a redigere una progettazione territoriale ed urbanistica puntuale. Un esempio significativo proviene dalla vicina città di Senigallia dove tutto è pronto per la trasformazione dell’ex area industriale Sacelit-Italcementi. La Srl Fortezza, delegata dal Comune a gestire la gara in qualità di stazione appaltante, ha pubblicato il bando di 15,8 milioni di euro per affidare il progetto esecutivo e la realizzazione delle opere di urbanizzazione del sito, dove prenderà forma il progetto di sviluppo firmato dall’architetto Paolo Portoghesi. L’obiettivo è realizzare un complesso edilizio aperto tutto l’anno con un mix di funzioni turistica, residenziale e commerciale, con una piazza della città contemporanea aperta verso il mare, un albergo a cinque stelle, un centro congressi, un museo e un parco urbano, oltre alle opere di urbanizzazione a servizio del nuovo quartiere. Per l’urbanizzazione primaria, le opere prevedono un sottopasso tra la linea ferroviaria e la SS 16, parcheggi in struttura (livello interrato) nell’area Nord, un ponte sul Misa di collegamento con la viabilità locale. Per l’urbanizzazione secondaria , si prevede la realizzazione di un parco urbano di quartiere, una piazza centrale e l’autorimessa del polo museale. Orbene, il Comune di Falconara per le aree ex Montedison, ex Fanesi, ex Antonelli ,ex Caserma Saracini ecc.ecc. cosa ha fatto? NULLA.

Si è tentato a suo tempo, con la consulenza Bohigas di sperimentare “proposte” e rilanciare tesi nel tentativo di comunque innovare, rinnovare il PRG adeguandolo a fermenti evolutivi dei processi socio-economici e socio-culturali che erano in atto, sostenendo l’azione di promozione e indirizzo delle trasformazioni territoriali ed urbane. Sforzo certamente lodevole, ammirevole il fine e lo scopo ultimo, ma la “metodologia applicata” fu un SICURO FALLIMENTO. ( 2 ) La condizione attuale del territorio falconarese e degli insediamenti in essere appare MOSTRUOSAMENTE CARENTE, sia dal punto di vista ambientale (vedasi ad esempio la fascia costiera, la stessa foce del fiume Esino, l’area ex Montedison ecc.ecc) sia dal punto di vista funzionale (vedasi la viabilità interna contorta e pericolosa; esterna e periferica mal distribuita e irrazionale; l’assetto delle varie parti della città posto nel caos; la distribuzione territoriale delle funzioni completamente distratta ecc.ecc.), determinando così situazioni di profondo DEGRADO ed una serie interminabile di disfunzioni e disservizi che ancora oggi rappresentano un OSTACOLO REALE allo sviluppo e alla qualità della vita. Dunque una minestra riscaldata contenente ambiguità, superficialità, dilettantismo: il tutto intriso da ipotetiche soluzioni, orientate a disorientare e a scoraggiare qualsivoglia intenzionalità di sviluppo e fruizioni turistiche con un minimo di qualità e ….con tali chiari di luna non si può dire che ora a Falconara si sia aperta una “nuova frontiera urbanistica”. Come non ricordare il fiume di parole spese per la delocalizzazione della linea ferroviaria Nord-Sud e la lunga serie dei NO a questo e a quello ? NO al by-pass ferroviario; NO al “passante ferroviario” perché si affosserebbe il quartiere; NO perché l’impatto ambientale ucciderebbe il territorio; NO perché si giustificherebbe ancora la presenza ingombrante della Raffineria API e dell’Impianto di Coogenerazione ecc.ecc. L’API da una parte, d’altra la strada adriatica, poi la ferrovia e l’Esino; poi ancora il depuratore, l’ex Caserma Saracini e… cosa altro ancora? Ma l’antidoto per i velenosi NO era già stato preparato per i residenti del quartiere di Fiumesino: il CONTRATTO DI QUARTIERE.

Da quel dì sono passati anni e l’oscurantismo non è cessato, non è cambiato e oseremmo dire si è rigenerato in formula peggiore perchè oggi si gioca con le parole : dire che si avanza quando si retrocede, gridare si “riforma” quando poi si “ controriforma” e tutto questo non è “correttezza” Mentre proseguono consultazioni, accordi palesi e occulti, dibattiti, emerge la realtà cruda dell’inefficienza, si intravedono le risultanze di interessi economici locali, politici e clientelari. Falconara ancora oggi “rattoppa”: si rattoppano strade, piazze, marciapiedi, parchi, reti fognarie, quartieri ,impiantistica primaria e secondaria, e…quanto altro ancora, mentre ben si riconosce che i rattoppi sono sempre più ampi e costosi. L’Amministrazione Comunale ancora minimizza e si appoggia alla “propaganda a mezzo servizio”,ai “laederini di partito”,maestri in favole e promesse a vuoto” ,incoraggiati a parlare e….parlare ancora per adulare il loro benefattore, per ottenere ritorni significativi. Intanto Falconara piange, piange per aver perso oltre venticinque anni e non si intravedono ricette per salvare il salvabile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2011 alle 20:20 sul giornale del 11 novembre 2011 - 580 letture

In questo articolo si parla di politica, falconara marittima, democrazia cristiana, democrazia cristiana marche, Giancarlo Sansò, DC Marche

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