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Pd: passa da Ancona il tour 'Rifare l’Italia' targato Ricci e Lodolini

Rifare l'Italia e rinnovare il Pd 4' di lettura Ancona 10/11/2011 -

Sabato 19 novembre passa anche in provincia di Ancona il percorso di “Rifare l’Italia” rinnovare il Pd. A partire dalle ore 9.30 presso il Centro Extasy Busco (zona Baraccola, Ancona) interverranno i promotori marchigiani a livello nazionale dell’iniziativa: Matteo Ricci che ha avuto per primo il merito di lanciare l’appello in questa direzione, Emanuele Lodolini e Francesco Verducci. L’incontro è il primo del genere che si terrà nelle Marche, il terzo, dopo Pesaro (3 settembre) e l’Aquila (16 ottobre) che si terrà a livello nazionale.



Dopo gli interventi di Lodolini, Ricci, Verducci seguiranno quelli di alcuni amministratori, Sindaci, Amministratori locali, dirigenti territoriali PD. All’incontro dei TQ (trenta-quarantenni) del PD porteranno i loro saluti la Presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande ed il Segretario regionale PD Palmiro Ucchielli. I giovani TQ di RIFARE L’ITALIA hanno deciso che è il tempo di fare la loro parte, con più forza e determinazione in questa fase nuova. Con la consapevolezza di poter essere una squadra, di poter camminare insieme, lungo quello che il Presidente Napolitano ha definito un tornante storico. Un tornante che può portarci fuori da quell’impasto di nuovismo, ideologie neoconservatrici e populismo che ha segnato la cosiddetta seconda repubblica.

A legare i giovani di RIFARE L’ITALIA è un punto di vista, molto più che un perimetro anagrafico. L’idea che oggi tocchi alla generazione politica che si è incontrata a Pesaro e l’Aquila e si incontrerà ad Ancona è avere il coraggio della concretezza,il coraggio di assumersi la responsabilità di una proposta di cambiamento. Si tratta di rompere con certa pigrizia nella cultura politica e nelle formule organizzative che rischiano di ridurre i riformisti ad uno stadio di impotente attendismo. Per la nostra generazione, quella che abbiamo di fronte è la sfida della vita, quella che aspettavamo. Non possiamo avere dubbi. Dobbiamo misurarci. E questo significa pensare nuove categorie, per dare significato a parole come ‘rappresentanza’, ‘cittadinanza’, ‘mobilità sociale’. E’ illusorio pensare che basterà rimettere in fila i cocci delle ricette di un tempo. Il mondo di prima non tornerà, e gli strumenti di allora non basteranno ad affrontare il tempo nuovo che stiamo vivendo, segnato da una crisi acutissima, inedita, complessa che chiama in causa l’esistenza stessa delle democrazie rappresentative così come organizzate fino ad ora. Siamo certi che ci incontreremo con tutti quelli che fuori e dentro il Pd vogliono contribuire a questo lavoro. “Rifare l’Italia” è il luogo d’incontro di una generazione politica che ha scelto di impegnarsi nella costruzione del PD nella convinzione che possa e debba essere la risposta al malessere e al declino di questi anni.

E’ un’iniziativa aperta a quanti vivono l’impegno politico come frontiera quotidiana di innovazione e progetto: nella militanza, negli enti locali, nell’associazionismo. Per dare autonomia e far emergere il punto di vista di una generazione che ha il compito di far vivere da subito una risposta alla crisi italiana ed europea, nel contesto degli enormi mutamenti sociali che stanno riplasmando il mondo in cui viviamo. Una generazione che ha la consapevolezza di dover fare, insieme al nostro Segretario nazionale Bersani, in pieno la propria parte per risalire la china e vincere la crisi; che ha l’urgenza di coinvolgere intorno ad un nuovo patto di inclusione, protagonismo e cittadinanza tante energie vitali oggi mortificate da precariato ed emarginazione.

Una generazione che vuole contribuire ad una proposta di governo che torni a dare speranza e apra una nuova fase per l’Italia costruendo una nuova alleanza che unisca le ragioni di chi nelle aule, sui tetti delle fabbriche reclama diritti e certezze, e quelle di artigiani e piccoli imprenditori lasciati soli a fronteggiare la recessione, degli autonomi delle professioni, delle partita iva, del terziario che vivono senza paracadute. Un patto di inclusione imperniato su un nuovo modello di sviluppo per il nostro territorio. Sui fattori chiave della coesione sociale: lavoro, sapere, beni comuni, famiglie. Sulla crescita rimessa in moto da redistribuzione di risorse e abbattimento delle diseguaglianze.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2011 alle 18:21 sul giornale del 11 novembre 2011 - 566 letture

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