Giornalismo, targa per un 'Urlo' lungo 20 anni: premiato dall'Ordine il mensile di resistenza giovanile

Breve ma elettrizzante la cerimonia della consegna del riconoscimento, nelle mani del direttore di Urlo, il giornalista anconetano Giampaolo Milzi, svoltasi nella mattinata di domenica scorsa all’Istituto Alberghiero di Senigallia. Autorevole l’occasione, uno degli incontri territoriali dell’organismo di categoria, presieduto da Dario Gattafoni. Che al termine di un dibattito, e nel porgere la targa a Milzi, ha fatto i complimenti a lui e ai suoi collaboratori augurando alla resistente equipe mediatica “almeno altri 20 anni di Urlo”. “Una bella sfida che continuerà, grazie – ha risposto Milzi, che è anche direttore del web magazine Fatto&Diritto – Tanto più nel periodo in cui il sistema mediatico nazionale e locale accusa i colpi di una crisi generale - politica, sociale ed economica - che non rema certo a favore del pluralismo e della qualità dell’informazione”.
Già, pluralismo e qualità. “Di Urlo apprezziamo soprattutto la capacità di approfondimento critico, di inchiesta, di raccogliere tante voci”, ha sottolineato il presidente dell’Ordine Giornalisti Marche Gattafoni. Vent’anni da record, per un mensile di 12-14 pagine, distribuito gratuitamente in 3000-4000 copie nelle più importanti località della provincia di Ancona, forte di una grafica intrigante e originale e di contenuti “mai scontati”, appunto. Quanto al sottotitolo della testata “di resistenza giovanile”, il suo significato è andato via via cambiando, dal primo numero del marzo 1993. In che senso? Sì, spazio sempre al mondo giovanile in continua evoluzione, e quindi a tematiche come quelle culturali, artistiche, associative, del terzo settore che lo vedono protagonista.
Spazio alla formazione, perché Urlo è diventato una rinomata e consolidata palestra per aspiranti operatori della carta stampata. Ma la costante attenzione ad argomenti legati ad istruzione, lavoro, sviluppo eco ed equo compatibile, diritti, partecipazione democratica, valorizzazione dei beni e delle risorse del territorio e dell’ambiente, mutazioni sociali sempre più multietniche, hanno reso il “target” di Urlo sempre più generalista e affezionato, al di là dell’età anagrafica.

Questo è un articolo pubblicato il 10-03-2014 alle 18:03 sul giornale del 11 marzo 2014 - 1137 letture
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