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Rivolta degli Assessori Regionali PD contro Spacca, dimissioni lunedì. Nell'alleanza entra l'UdC

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Il passaggio al di là del fiume di Spacca causa l'indignazione degli Assessori Regionali Canzian, Giannini, Luchetti, Mezzolani e Marcolini che presenteranno le loro dimissioni lunedì in Giunta. Questo quanto reso noto in una conferenza venerdì ad Ancona. Il segretario Comi manda giù la pillola amara e dichiara una novità nell'alleanza con l'UDC. Presente anche il candidato alla presidenza della Regione Ceriscioli. E poi l'annuncio presto il Ministro Maria Elena Boschi nelle Marche.

Comi, nel supportare le dimissioni dei cinque Assessori Regionali Antonio Canizan, Sara Giannini, Marco Luchetti, Almerino Mezzolani e Pietro Marcolini, esordisce venerdì pomeriggio in sede regionale PD con un’invettiva contro l’ultima azione di Spacca, in cui vede “un’offesa che mina alla fiducia di tutto il PD, non solo alla sua”. Il segretario regionale spiega di aver voluto presentare una mozione di sfiducia verso l’attuale governatore solo in questo momento – e non prima – per riuscire “ad approvare, come abbiamo fatto negli ultimi consigli, l’allocazione dei fondi europei e la riforma delle province. Nonostante la mozione però, Spacca non intende dimettersi, quindi ci ritiriamo noi da un Governo che non vogliamo più portare avanti insieme”. Non si preoccupa affatto della non risposta di Spacca alla convocazione della Giunta per lunedì 27, perché gli assessori – dicono all’unisono – si dimetteranno ufficialmente lunedì in giunta regionale, sia che si svolga la riunione sia che non si svolga. La tesi di fondo di Comi è che “con le dimissioni si possono valorizzare i buoni risultati ottenuti in questi anni. Risultati da cui partiamo per costruire una regione nuova, capace di rispondere alle nuove istanze legislative, finanziarie, economiche e sociali”. E a proposito di vita nuova per le Marche non poteva esimersi dall’intervenire il candidato Luca Ceriscioli che continua ad urlare “Al cambiamento!”.

Il professore annuncia la convention programmatica del centrosinistra con il Ministro Boschi domenica 10 maggio dalle 15 alle 18 all’Abbazia di Fiastra. L’ex sindaco di Pesaro coglie quella che Giannini definisce “schizofrenia kafkiana del governatore” come segno ulteriore della necessità di cambiare corrente facendosi carico “delle istanze dei cittadini. Si è messo insieme un percorso che si farà insieme ai marchigiani. Spacca vuole solo mantenere la poltrona in un periodo in cui ha perso fortemente consenso”.

Ben venga guardare avanti – ha ribadito il candidato Presidente Ceriscioli Provo più stanchezza che interesse a parlare di questa vicenda ‘spacchiana’. È stata fin troppo ampia la concessione che abbiamo dato in questi anni. I meriti del buon lavoro e dei risultati ottenuti vanno riconosciuti ai nostri assessori. Il nostro obiettivo è di partire dai risultati raggiunti per aprire una stagione nuova. Abbiamo messo in moto un percorso positivo, con al centro l’attenzione alle questioni concrete e ai bisogni di cui i cittadini ci parlano nei tanti incontri che facciamo sul territorio. Impegno politico e massima partecipazione. Di questo vogliamo parlare da qui in avanti, non di questa brutta pagina che qualcuno ha voluto scrivere a tutti i costi”.

Una raffica di critiche si solleva da parte degli assessori dissidenti che vorrebbero le dimissioni di Spacca come atto dovuto nei confronti dei suoi elettori di sinistra. Fortissimo il rammarico di Luchetti per la prova di un governatore che “non fa altro che allontanare la gente dal voto in un periodo in cui è necessario un recupero della credibilità della politica”. Ed è sconfortata anche Sara Giannini, che pretenderebbe “il mantenimento del rispetto reciproco” da parte di Spacca. Non va giù al capogruppo in consiglio regionale Mirco Ricci, inoltre, il voltagabbana di chi ha coperto oltre dieci anni di politica marchigiana ed è stato grande elettore PD ma poi “è passato al nemico mentre era stato votato dagli elettori del centro sinistra”. Dello stesso parere Marcolini, che ritiene il gesto “eclatante”. Mezzolani tenta di chiedere di evitare che “un puro atto di trasformismo legato all’attaccamento alla poltrona vada a vanificare quanto di buono è stato fatto in questi anni”. Comi vuole smettere di pensare a un trasformismo estremo ed indigesto. Dichiara quindi che in mattinata l’UDC ha confermato la sua partecipazione alla lista PD che ora andrà riscritta utilizzando anche il simbolo crociato e i suoi nomi. A chi accusa anche questa alleanza di trasformismo Comi replica “l’UDC si allea con noi come gruppo, e non come singolo individuo, in un’esperienza di centro sinistra”.

Come sempre Ceriscioli dedica solo un breve flash in chiusura alla sua campagna di cambiamento, che si concentrerà su “le unioni dei Comuni, l’accorciamento delle liste di attesa nelle strutture sanitarie, lo snellimento della burocrazia per gli agricoltori e per la manutenzione dei porti, la trasparenza, lo sviluppo delle infrastrutture e il sostegno economico alle imprese”.





Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2015 alle 17:41 sul giornale del 25 aprile 2015 - 1236 letture